Perché le cipolle fanno piangere

Il 5° giorno creò il gusto.
Dopo aver creato la luce e i colori per deliziare la vista, il canto degli uccelli e il rumore del mare per l’udito, finalmente era giunta l’ora del gusto.

Tutti gli esseri viventi e non, freschi di creazione, si misero in fila indiana in attesa dell’assegnazione del sapore corrispondente.
C’erano gli animali, dal più grosso al più piccolo, in una fila molto rumorosa e sconclusionata.
Una seconda fila era formata da tutti i minerali: tanti piccoli sassolini di forme e colori diversi, si muovevano impercettibilmente e in assoluto silenzio.
Una terza fila era composta da tutti i vegetali: alberi, fiori, radici, frutta e verdure, un frusciante tripudio di colori e di freschezza.

Appena arrivati al cospetto del Creatore, ogni essere vivente si inginocchiava, nella trepidante attesa dell’assegnazione del proprio sapore. Con quale criterio fosse scelto l’abbinamento non c’è dato di saperlo, ma sappiamo che in alcuni casi il tutto è stato fatto con un gran senso dell’umorismo (vedi l’ornitorinco).

– Peperoncino, che bel rosso vivace che indossi: ricordi lingue di fuoco, con la loro forza distruttiva e benefica. Il tuo sapore sarà altrettanto dirompente!

– Arancia, tonda e succosa, come un tramonto estivo sul mare: il tuo sapore sarà dolce e morbido, ma con una punta di asprezza per non cadere addormentati all’avvicinarsi della notte.

Il tutto si svolgeva in un clima festoso, fra gridolini di gioia, congratulazioni reciproche e la ridistribuzione dei ruoli nella piramide alimentare.

Qualcuno invece non era contento. In fila per ore e ore, semi immobile fra tanti simili, con il caldo che aumentava sempre di più, la cipolla smaniava.

– Non ce la faccio più ad aspettare, uffa, perché non vi muovete?

Gli ortaggi e la frutta vicino a lei la guardarono, alzando gli occhi al cielo.

– Perché fai così, cara cipolla? Oggi è un giorno festoso e di sapori ce ne è per tutti, perché vuoi rovinarlo con la fretta di arrivare?

– Zitta tu melanzana! Sto morendo di caldo e ho già tolto 4 dei miei strati. E poi con questo culone che ti ritrovi non mi fai vedere niente!

Tutti risero. Solo i minerali non colsero al volo il sarcasmo e l’assurdità del comportamento della cipolla.
Nel mentre, le tre file avanzavano lentamente, fra barriti, grugniti e fruscii di foglie.

La cipolla, sempre più impaziente ebbe un’idea.

– Guardate là! La mia famiglia. O com’è lontana da me. Guardate c’è la cipolla Rossa di Tropea, la Tonda di Milano, la Verdina di Firenze e la Rossa Piatta di Bassano. Me tapina! Com’è possibile che io sia separata dai miei simili? Ricacciata indietro in questa fila, messa in ombra, isolata?

Calò il silenzio. Tutti rimasero ad ascoltare il suo monotono lamento.
Conscia di aver attirato l’attenzione su di sé, la bulbosa ci mise il carico:

– Senza la mia famiglia sono persa! Che ne sarà di me! Che sapore mi verrà dato lontana da loro? Mi riconosceranno ancora, una volta ricongiunte?

Tutti gli ortaggi si commossero e iniziarono a piangere. La fila delle verdure si apri in due permettendo alla cipolla di avanzare velocemente. Al suo passaggio gli altri esseri viventi la toccavano, sfogliandola dei suoi strati e piangendo per la triste storia che avevano appena udito.

Alla cipolla non sembrava vero. Rotolando sempre più velocemente arrivò al cospetto del Creatore, il quale, invece di piangere la osservava con una nota di disappunto.

– Cipolla, cosa devo fare con te?

La bulbosa arrossì, passando dal bianco, al dorato fino al viola intenso.

– Sei stata furba con la tua storia, e anche brava. Ambiziosa e arrogante quanto basta. Il sapore che ti assegno sarà arrogante come te. Ma da sola non potrai mai essere mangiata, sarai sempre insieme, anzi “dietro” agli altri sapori. Farò in modo che tutti si ricordino di te per il tuo odore forte, e ogni volta che entreranno in contatto con i tuoi strati nessuno sarà in grado di trattenere le lacrime. Ora vai per la tua strada, e lascia il posto all’aglio, dietro di te.

– Wow! Grazie! Ho un sapore! Ho finalmente un sapore!!! Ma, Illustrissimo, se posso chiedere… cos’è l’odore?

E il Creatore sospirando.
– Ve lo spiego domani.

 

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