Il singolo, la comunità  e la coppia… riflessioni di una domenica mattina

La mia vita è sempre stata strana: alterna momenti di buio, staticità  e depressione a un aumento vorticoso di tempi, emozioni, esperienze e riflessioni.

Questa settimana è stata una di quelle in cui gli eventi hanno preso, vorticosamente, il sopravvento su di me.
E mi hanno spinto a diverse riflessioni.

Il singolo

La mia misantropia da autodifesa si sta allentando, ma lascia dietro di sè tracce profonde.
Nel momento in cui riprende la mia relazione con gli altri, torna sempre la stessa dinamica: divento una buona ascoltatrice per gli amici, accogliendo confessioni, confidenze e stati d’animo; e divento il  punchball per le persone meno amiche, offrendo il fianco ad accuse, sfoghi e transfert di nevrosi.
In entrambi i casi, nessuno chiede mai come sto, e nessuno sembra preoccuparsene, per poi negare indulgenza e comprensione verso l’altro.
(Poi non lamentatevi se sono misantropa e chiusa)

 

 

La comunità

E’ inutile, non riesco ad avere fiducia nelle comunità . Comitive, gruppi, aggregazioni.
Anche se gli intenti sono positivi, costruttivi e di condivisione, all’interno si creano sempre dinamiche di prevaricazione, di chiusura e arroganza.
L Amaca di Michele SerraLo riassume bene a livello nazionale una delle ultime “amache” di Michele Serra.
E, in merito a questioni personali, la metafora geometrica del cerchio di un mio amico.
Le comunità  hanno bisogno di un centro e di un perimetro: ciò al di fuori del perimetro è il nemico, e se non sei equidistante (accondiscendente) al suo centro (leader) sei escluso.

 

 

La coppia

Cos’è la coppia se non un compromesso fra il singolo e la comunità ?
La coppia, almeno per quel che mi riguarda, riassume pregi e difetti di entrambi gli status.
Divento il capro espiatorio dei fallimenti dei miei ex; sono l’elemento in movimento che altera l’armonia e l’equidistanza dal centro; sono l’assenza di compromesso negli stupidi giochi di forza.
E vivo tutto questo sulla mia pelle.
E tutto questo lascia tracce profonde.
Come sempre.


Sono giunta alla conclusione che ci voglia più coraggio nell’affrontare le relazioni interpersonali che non nell’esercizio della solitudine.

1 Comment
  • Valentina

    23.06.2013at10:01 Rispondi

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