L’Uomo Ikea (in scatola di montaggio)

Facebook è un aggeggio infernale: ti consente di sapere tutto di tutti.
Oggi sono stata aggiunta dall’ennesimo ex (uno di cui devo ancora scrivere qui), e spulciando il suo profilo scopro che è sposato con un bambino.
Fin qui niente di male (lungi da me esserne gelosa o invidiosa).

Ma la cosa che mi sta facendo molto pensare è il fatto che, dopo esser stati con me, tutti i miei ex compagni trovano l’amore della loro vita! E così me li ritrovo tutti felicemente fidanzarti, sposati, con prole, conviventi ecc…

Mi chiedo come mai riescono a essere felici “dopo” e non “durante” il rapporto con me.

Ho una mia teoria in cui, dato che ho un carattere non facile, io mi sono trasformata in una “palestra di vita”. Nel senso: “stare con me è complesso, se riesci a superare questo esame, sarai un uomo migliore”.

Quindi, spesso mi sono ritrovata (anche e soprattutto con uomini più piccoli) a insegnare il valore della condivisione, il rispetto degli spazi, e tutte quelle “menate” che dovrebbero essere la base di un rapporto di coppia. Gli ho costruito e formato il carattere, l’ho montato come un mobiletto dell’Ikea. Ecco, l’Uomo Ikea.

Peccato però che altre donne possono usufruire del mio lavoro di montaggio, a me resta solo la faticaccia, gli imballi e qualche brucola.

Sai che ti dico? Lascio alle altre l’Uomo Ikea… ora ne cercherò uno chiavi in mano!

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