Ricorrenze

Certe ricorrenze sono, per me, come quella puntura improvvisa e inaspettata di quando indossi un abito nuovo e qualche sarta sadica ci ha lasciato qualche spillo.

La sensazione di un agguato, un dolore piccolo ma intenso, che ti prende mentre fai un qualsiasi movimento, quando vivi una qualsiasi delle tue giornate, quando meno te lo aspetti.

Così è stato ieri.

Ho trascorso la giornata a fare gli auguri a mio fratello, ai miei amici, ai neo-papà  o ai papà  esperti, a sentire i loro racconti emozionati, l’orgoglio di essere padri… e appena mi sono fermata un attimo e ho realizzato, lo spillo mi ha punto, dritto al centro del cuore.

E’ difficile avere un buon ricordo dei 19 marzo passati, pieni di lavoretti impersonali imposti a scuola, di bignè di San Giuseppe frittissimi e dolcissimi, di auguri ipocriti e “dovuti”.
Il ricordo più vivo (e quello che fa più male ma che ti dà  più forza) era di quando, negli ultimi tempi, mi guardavi ed eri orgoglioso di me. Te lo leggevo negli occhi e, anche se non me lo hai detto mai (e non me lo avresti detto mai), eri fiero di avermi come figlia.

Ecco… quella per me era la vera “festa del papà”.
Auguri :*

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