Milano

Non credevo che Milano mi potesse piacere così tanto. È da qualche tempo che riesco a trascorrere nel capoluogo lombardo qualche ora in più dei miei soliti toccata-e-fuga, e ne sono rimasta incredibilmente colpita.
Mi capita spesso così: in alcuni posti, città o nazioni, mi sento subito a casa. Forse saranno reminiscenze di una qualche vita precedente, ma in alcuni luoghi mi sento sempre a mio agio e mi muovo con estrema facilità : successe così a Cuba, nel Nord Africa, e ora anche a Milano.

Ho conosciuto una città  che non mi aspettavo: piccola, vivibile, “camminabile”, mezzi pubblici funzionanti, una fermata della metropolitana ogni 200 metri, servizi di autobus notturni che ti portano fin sotto casa.
Ho notato un’attenzione particolare verso l’ “utente finale”, con punti di ritrovo, socializzazione, cura, quasi coccola… e poi i famosi “aperitivi“, un modo di vivere la città  e gli amici in cui mi ci ritrovo fin troppo… (più di una persona mi ha detto che mi ci vedrebbe bene a Milano).

Attenzione, non è che io stia la preferendo a Roma: la mia città  natale ce l’ho sotto pelle, è una sezione del mio DNA, è la mia origine. Non voglio neanche cadere nel solito gioco dell’antagonismo fra le due città , non è proprio questo il caso.
Ma troppo spesso, ultimamente, la mia città  mi sta stretta… anzi, mi sta larga: le sue grandi distanze, il traffico, la difficoltà  degli spostamenti, quella mentalità  provinciale in cui è d’obbligo “fregare il prossimo”, l’arroganza e la maleducazione di molta gente, l’alta densità  di turisti per cmq… beh, tutto questo lo sto sopportando con estrema difficoltà .

Per non parlare del mondo del lavoro… ma, appunto, meglio non parlarne.

Sarà  stato il momento particolare che sto vivendo; il fatto che è luglio ed è tutto più rallentato ed ovattato dal caldo estivo; sarà  la mia voglia di cambiamenti; la bella gente che ho trovato, incontrato, vissuto in questi due giorni, sarà  stato tutto questo, ma a me Milano manca

photo by bastet on flickr

12 Comments
  • antonio pavolini

    14.07.2008at14:46 Rispondi

    quoto!

    l’ideale, se proprio uno ha la disgrazia di vivere in Italia, è vivere tra Roma e Milano (magari con un punto d’appoggio per le vacanze in luoghi più “piccoli”).

    Tra l’altro fondamentale è sottrarsi alla contrapposizione tra le due città , che infatti raramente coinvolge “veri romani” a “veri milanesi” e che riguarda soprattutto chi – non essendo nè romano nè milanese, come il sottoscritto – finisce per “succhiare” impunemente le immense risorse (economiche, sociali, culturali) delle due città .

    Senza dimenticare che ci sono almeno due “spicchi” di città  che sono del tutto “seamless”.

    A Roma, può essere considerato “Milano” tutto il quadrante Sud-Ovest che va da Fiumicino all’EUR, alla Piramide e finisce a Termini.

    A Milano è “Roma” un’ampia zona che collega Linate a Porta Venezia e comprende tutto Corso Buenos Aires, con una valida enclave nella parte “consulenziale” dei Navigli.

    Partite pure con gli ortaggi, ho il plexiglas :-)

    a

  • bastet

    14.07.2008at15:13 Rispondi

    perché gli ortaggi? la tua analisi mi è piaciuta e mi ha dato ulteriori spunti di riflessione.

    per due giorni mi è piaciuto vedere le differenze e le similitudini fra le due grandi città , e in qualche modo tu hai chiarito quest’ultimo aspetto.
    non mi dispiacerebbe affatto diventare una “pendolare”, e vivere entrambe le esperienze cittadine :)

  • ezekiel

    14.07.2008at16:39 Rispondi

    evvai!! sono nella milano di roma! :D

  • ezekiel

    14.07.2008at16:44 Rispondi

    anche se vorrei essere nella parma di pescara…

  • pierpa

    15.07.2008at23:26 Rispondi

    Prospettiva interessante e rispettabile. Sarei curioso che cosa ti porta a definire “Milano” il quadrante sud-ovest di Roma. Alcune palazzoni “piastrellati” che si affacciano sulla tangenziale di Roma (zona Nomentana o poco prima) non ti ricordano il Nord-est milanese, viale Sarca o viale Monza? O addirittura, cambiando zona, viale Washington? Alcune parti del quartiere africano di Roma non ti ricordano zone del quartiere Fiera?
    D’accordo sul centro di Milano, gradevole, camminabile, benestante, piacevole, anche se a volte austero.
    Corso Buenos Aires è uguale a Via del Corso, però più largo e senza false isole pedonali; certo, manca qualche chiesa e qualche palazzo, va beh …

  • bastet

    16.07.2008at09:19 Rispondi

    questo parallelismo architettonico fra le due città  mi inizia ad intrigare…

  • ezekiel

    16.07.2008at12:24 Rispondi

    no no guardiamo troppa tv prodotta a cologno monzese…

  • bastet

    16.07.2008at12:36 Rispondi

    stiamo parlando di architettura non di comunicazione… :P

  • ezekiel

    16.07.2008at13:08 Rispondi

    appunto :P

  • antonio pavolini

    16.07.2008at16:43 Rispondi

    non era un parallelismo architettonico, se lo fosse stato allora indubbiamente corso buenos aires somiglia molto più a via cola di rienzo che collega un quartiere costruito negli anni ’20 a una porta d’accesso al vero centro della città …

    …nel definire le due zone mi riferivo alla parte di milano più frequentata dai romani e alla parte di roma più frequentata dai milanesi

    è la gente che fa una città …io infatti amo milano perchè mi trovo bene con i milanesi e amo roma perchè mi trovo bene con i romani

    e detesto:
    1) la spezia
    2) bruxelles
    3) cuneo
    4) formello (ooops)

    :-)

    a

  • bastet

    16.07.2008at17:14 Rispondi

    ma perché, esistono zone a Roma in cui si ghettizzano i milanesi e zone a Milano dove si ghettizzano i romani?

    scherzo ;)

    cmq è vero che è la gente che fa una città … sarà  per questo che amo Roma (dai sampietrini ai tramonti) e non altrettanto amo i romani? O_o

    dottore… è grave?

  • ezekiel

    17.07.2008at11:36 Rispondi

    oh ecco sfoghiamoci su cosa non ci piace, a me piace tutta l’italia (tranne formello :D ),
    nelle sue deliziose province e nelle sue sofisticate città .

    quello che detesto è la provincia quando desidera compulsivamente essere metropoli e la metropoli quando anela istericamente ad essere provincia.
    è nella identità  che risiede la nostra vera ricchezza.

    per es. è bizzarro quando milano briga per essere città  turistica o quando roma cerca di chiudersi in mille piccole enclave “popolane” ajo-oio-e-canotta-bianca facendo finta che milioni di turisti non esistano…

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