Astensione

referendum 2005

La diretta di Repubblica.it

Si può essere favorevoli o contrari in questo referendum, ma si deve votare. E’ un nostro dovere, oltre che un diritto.
Il referendum è uno strumento per mostrare la volontà  del un popolo. Chi si astiene vanifica lo strumento, e vanifica il tentativo di far sentire la nostra voce. Se anche questa volta non si raggiungerà  il quorum, è probabile che il prossimo referendum neanche si faccia più. Lo Stato dirà : “il popolo ha uno strumento che non sa utilizzare e apprezzare, allora togliamoglielo..”

Invece dell’astensione o dell’invito all’astensione, perchè invece non andare a votare “no”?
Almeno, se hai qualcosa da dire, dilla, senza rendere nulli i tentativi degli altri di comunciare. Fai si che il quorum venga raggiunto.. L’invito all’astensione è profondamente disonesto, e antidemocratico.

Io ho votato alle 11,30 di stamane.
Si, si, si, si.

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4 Comments
  • bastet

    13.06.2005 at 16:53 Rispondi

    siamo proprio un popolo di m..da che si astiene pure dal dire la propria, rinuncia pure al diritto di parlare.. mi sa proprio che il nano malefico ce lo siamo meritati.

    ci lamentiamo che nessuno ascolta la nostra voce, e quando abbiamo uno strumento per farci ascoltare, il branco di pecore si tira indietro e vanifica tutto…

    posso dire che sono felice che si siano spesi tutti questi soldi inutilmente per il referendum?
    quanti soldi dovranno spendere ora le donne per far valere il prorpio diritto di essere madri? e gli ammalati per il diritto di essere curati? quanti viaggi all’estero verranno fatti adesso?

    donne e malati considerati come cittadini di serie B… che bel paese siamo..
    il fanalino di coda dell’europa nella ricerca, nella libertà  di parola, e per il rispetto dei cittadini…

    scusatemi… ho tanto di quel veleno nell’animo oggi..

  • bastet

    13.06.2005 at 16:57 Rispondi

    Giustizia non esiste là  dove non vi è libertà .
    Luigi Einaudi

  • thevoyager

    13.06.2005 at 17:55 Rispondi

    In questi casi mi piace citare Noam Chomsky.. più o meno dice:

    [..] Lippmann ha supportato questa idea con una elaborata teoria della democrazia progressista. A suo parere, in una democrazia sana ci sono cittadini di diverse classi. La prima, che deve avere un ruolo attivo nella conduzione degli affari generali, è la classe specializzata, costituita da persone che analizzano, eseguono, prendono decisioni e gestiscono il sistema politico, economico e ideologico. Naturalmente si tratta di una minoranza esigua, ma chi sostiene tali teorie ne fa sempre parte e si pone il problema di che cosa fare per gli altri, quelli che sono al di fuori del gruppo, cioè la maggioranza della popolazione, definita da Lippmann “il gregge smarrito”: dobbiamo guardarci “dallo scalpitio e dai belati del gregge smarrito”. Dunque in una democrazia ci sono due “funzioni”: quella dirigenziale, svolta dalla classe specializzata, dagli uomini responsabili, che pensano, pianificano e comprendono gli interessi comuni, e quella svolta dal gregge smarrito, la funzione dello “spettatore”, di colui che non partecipa all’azione. Anzi, poiché viviamo in una democrazia, le funzioni della maggioranza sono molteplici: di tanto in tanto le è concesso di dare il suo appoggio a uno o all’altro dei membri della classe specializzata, di dire: “Vogliamo che sia questo il nostro capo”, oppure “Vogliamo che sia quello”. Dal momento che il nostro non è uno stato totalitario, ci sono le elezioni. Ma, una volta che ha dato appoggio all’uno o all’altro membro della classe specializzata, la maggioranza deve farsi da parte e diventare spettatore dell’azione, rinunciando alla partecipazione. Questo è ciò che accade in una democrazia che funziona a dovere […]

    Quindi, il referendum non serve a questo scopo, anzi, è un pericoloso mezzo per ridare al gregge smarrito una forma di potere, e va estirpato. Un politico in uno stato civile, avverso al sì, avrebbe invitato a votare no, non ad astenersi..
    C’è da dire cmq che siamo un popolo che si presta ad essere preso per il culo… ovunque c’è più coscienza civile, anche tra le classi dirigenti, anche in Albania..

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