sampietrini

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I san pietrini sono piramidi di pietra a base quadrata. Ai tempi dei romani erano le strade “più lussuose” perchè richiedeva molto più tempo rispetto alle strade tradizionali a causa del taglio particolare che la pietra richiedeva. Quindi anche una questione di prezzo sia per i braccianti (anche se veniva pagati poco) per i materiali (ovvero gli utelnsili per tagliare la pietra, e le pietra stesse, inizialmente quadrate).
Quindi dietro ogni san pietrino c’era un lungo lavoro, se poi di considera che nel centro di Roma centinaia di metri di strade sono fatte con i san pietrini pensa te che lavoro che hanno fatto ai tempi, e nonostante ciò, come le fanno adesso le ristrutturazioni di queste strade sono nettamente peggiori di quelle che facevano i romani, il che la dice molto lunga sugli ing. di adesso..

3 Comments
  • Phibbi

    15.12.2004at16:05 Rispondi

    Ho sempre sospettato che il fare le strade sia una sapienza perduta, un po’ come la mummificazione o l’arte della costruzione delle meridiane :)

  • Valentina

    18.12.2004at09:11 Rispondi

    Pensa che è un mestiere, anzi un’arte in via di estinzione.
    Le nuove generazioni non sono più interessate a scoprire la pietra adatta per creare un semplice “mattone”, scoprirne le venature e il punto esatto dove tagliarla e creare la sua classica forma.

    Anche i SanPietrini sono in via di estinzione, visto che sono sempre più comuni i “furti” per abbellire strade privare e giardini.
    E per ricostruire il manto originare dell’Appia Antica, nel tratto da via Erode Attico, via del Casal Rotondo, fino al Raccordo sono stati presi i SanPietrini dalla Prenestina, dalla Casilina e dall’Appia Nuova, con un colorato risultato, visto che su molti di essi vi è ancora la striscia gommata bianca/blu/gialla della segnaletica orizzontale.

  • bastet

    17.07.2005at14:54 Rispondi

    da “LA REPUBBLICA” del 14 febbraio 2002 – di CECILIA GENTILE

    Vie di sampietrini o d’asfalto? Ora è polemica tra i Municipi

    “Non facciamo lo stesso errore dei tram, che prima abbiamo eliminato dalla città , poi ci siamo accorti che erano necessari e li stiamo riattivando con costi enormi”.
    Marco Noccioli, consigliere delegato alla Città  storica, ha un’idea molto precisa sui sampietrini: sono una particolarità  di Roma, bisogna lasciarli anche nelle strade aperte al traffico, non solo nelle aree pedonali, come invece propone l’Assessore ai Lavori pubblici Giancarlo D’Alessandro. “il vero problema è un altro – dice – la cattiva esecuzione dei lavori. Si è persa la manodopera. Per questo le strade appena restaurate cedono subito. Basta vedere il tratto rifatto recentemente in Via Nazionale: sta peggio di quello non toccato”. Eccoli i mali nella messa in opera secondo Noccioli: il capitolato d’appalto prescrive che tra un sampietrino e l’altro ci siano al massimo 5 millimetri di spessore. Non solo la disposizione non è rispettata, ma per colmare lo spazio tra un cubetto e l’altro, invece della sabbia gli operai fanno colare l’asfalto. Il delegato della città  storica smonta le argomentazioni dei nemici del sampietrino”. “Le vibrazioni? Non è vero che l’asfalto è più assorbente. Isampietrini risultano più rigidi perché sotto non viene più sistemato lo strato di sabbia che deve fare da ammortizzatore”. Ancora, “Una ricerca della Sapienza prova che intorno a Roma è pieno di cave – racconta Noccioli – dunque bisogna creare e valorizzare nuove figure professionali che si rimettano al lavoro per produrre nuovi sampietrini”. Nel dibattito intervengono anche i presidenti dei municipi. Decisamente a favore del sampietrino è Sandro Medici, del Decimo: “Non è solo un problema tecnico. Qui si parla della memoria della città , di un elemento di arredo urbano che fa parte dell’immaginario collettivo. Piuttosto che toglierli io mi batterei per ripristinarli nel mio municipio, per esempio al Quadraro e al Quarto Miglio dove sono stati incautamente rimossi anni fa”. Giuseppe Lobefaro, presidente del primo municipio , vuole sollecitare una riflessione all’interno del consiglio che produca un atto di indirizzo. Nel frattempo, esprime la sua opinione, condivisa dal suo assessore ai lavori pubblici, Tonino Palermo: “Non trasformiamo Roma in una città  qualsiasi, Via Nazionale lasciamola com’è. Ve la immaginate con l’asfalto, liscia come una palla da biliardo, mentre auto, moto e mezzi pubblici sfrecciano a tutta velocità ?”. Possibilista Orlando Corsetti, del III Municipio, dove via Tiburtina e via di Porta Labicana hanno i sampietrini. “Il catrame non mi piace, ma per queste strade, che sono a intensa viabilità , darei la priorità  alla sicurezza e metterei l’asfalto”.

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