Codice etico per la comunicazione: dalla NPPA 9 valide regole

Dall’ottimo articolo di Marco Pinna, riguardo riguardo il rapporto fra etica e fotografia, ho voluto estrapolare  le nove regole del codice etico della  National Press Photographers Association  (NPPA), fondata nel 1947 e punto di riferimento per i fotogiornalisti americani e di tutto il mondo.

Queste regole, dove in primis va citato il buon senso (come ripeto ormai da tempo), a mio parere sono ottime per tutto il mondo della comunicazione: dai fotografi, ai giornalisti, agli art director, ai copywriter, fino alle nuove professioni 2.0.

Concludendo, queste regole etiche vanno bene per chi vuole formare e informare.
Ovviamente per chi deve solo vendere, l’etica è puramente accessoria.

  1. Rappresentate i vostri soggetti in maniera fedele ed esauriente.
  2. Resistete all”opportunità  di costruire una foto.
  3. Siate esaurienti e contestualizzate i soggetti che fotografate o filmate. Evitate di stereotipare gruppi e individui. Sappiate riconoscere i vostri pregiudizi ed evitate di presentarli nel vostro lavoro.
  4. Trattate ogni soggetto con rispetto e dignità . Abbiate particolare considerazione per i soggetti più vulnerabili e abbiate compassione per le vittime di crimini o tragedie. Intromettetevi in momenti privati di dolore solo laddove vi sia una necessità  imperativa e giustificabile di mostrare quelle immagini al pubblico.
  5. Quando fotografate non contribuite intenzionalmente ad alterare, tentare di alterare o influenzare gli eventi.
  6. La postproduzione deve mantenere l”integrità  del contenuto e del contesto delle immagini fotografiche. Non manipolate le immagini o aggiungete o alterate il suono in qualsiasi modo che possa fuorviare il pubblico o falsare i soggetti ripresi.
  7. Non pagate fonti o soggetti e non compensateli materialmente per le informazioni che vi forniranno o per la loro partecipazione.
  8. Non accettate doni, favori o alcun tipo di compenso da chi potrebbe voler influenzare il vostro lavoro.
  9. Non sabotate intenzionalmente il lavoro di altri giornalisti.

 

In foto il famoso caso di Brian Walski, fotografo del Los Angeles Times che, nel 2003, mentre documentava la guerra in Iraq, compì una grave violazione dei codici etici del fotogiornalismo. Per ottenere una foto “da prima pagina”, unì in fase di postproduzione elementi delle prime due immagini sopra per creare la terza, alterando così la realtà . La foto andò in prima pagina, ma il trucco venne smascherato, e il fotografo fu immediatamente licenziato. Oggi fa il matrimonalista.

[ via Codice etico per la comunicazione: dalla NPPA 9 valide regole di Valentina Cinelli via @tiragraffi / d’etica e fotografia di Marco Pinna via @repubblicait ]
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