Sommelier in progress

Niente da fare, ci sono cose che non devono accadere. Quando ci metti tutto l’impegno del mondo, ma per cause esterne e/o personali le cose non si incastrano, quello è il segnale inequivocabile che quella cosa “non s’ha da fare” (cit).

Una di queste è il tanto agognato corso da sommelier, iniziato due anni fa e, dopo un’avvio entusiasmante, arenato sugli scogli della disorganizzazione.
Non mia, ben inteso.

La mia passione per il vino ha origini lontane, da quando a 22 anni fui introdotta in questo magico mondo da un mio compagno. Ho continuato a studiare, a degustare, curiosa e incantata, fino alla decisione di frequentare il Corso di qualificazione professionale per Sommelier, superata la soglia degli anta.

 

Livelli #AIS #AISLazio #winexperiment

Una foto pubblicata da Valentina Cinelli (@bastet) in data:

 

I primi due livelli sono stati entusiasmanti.
Arrivata al terzo livello, invece, sono venuta incontro a una serie di difficoltà logistiche e organizzative: il cambio di sede del corso (prima comodamente raggiungibile in metro), che mi ha costretta a effettuare tragitti di un’ora e mezza A/R all’interno della città; l’accorpamento dell’orario del pomeriggio con quello serale, che ha reso impossibile il rientro con i mezzi pubblici; il cambio delle date di esame, dopo che erano state chiaramente comunicate a inizio corso, e intorno alle quali avevo già impostato una serie di viaggi e impegni.
Alla mia richiesta di poter effettuale uno dei due esami presso un’altra delegazione (come suggerito da loro stessi) o di un cambio di data, mi è stato risposto con un secco “no”, non offrendomi alcuna alternativa. Tutto questo da parte dell’associazione più nota in Italia.

Dopo un primo momento di disappunto, il mio periodo Zen ha preso il sopravvento e mi ha portato a non farne un dramma (e la mia allergia alle etichette in qualche modo ne è stata felice).

Da oggi sarò una Sommelier in progress, mai completa, sempre in divenire.
Faccio a meno di una qualifica rilasciata da chi ha dimostrato disorganizzazione e – soprattutto – scarso rispetto verso i suoi associati.

E forse questo è il momento adatto per avviare l’ennesimo progetto.
WineXperiment vi dice qualcosa? ;)

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