Copper statue of the cat goddess Bastet. Eighth to fourth centuries B.C. PHOTOGRAPH BY MARY EVANS/SCALA, FLORENCE

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La caccia all’orso e vita d’agenzia

Vecchia, ma sempre attuale, barzelletta sulle tre maggiori categorie professionali.

 

In un’azienda statunitense viene organizzata una battuta di caccia all’orso nei boschi del Nord. Si formano tre squadre: amministrativi, tecnici e commerciali.

Per primi si inoltrano nella foresta gli amministrativi, i quali dopo avere compilato montagne di documenti e controllato e ricontrollato che tutte le scartoffie necessarie per la caccia fossero in regola, aver mandato fax di avviso inizio e fine battuta, rientrano in poco tempo con un orso di discrete dimensioni.

I tecnici non vogliono essere da meno, e cominciano lo studio di fattibilita del progetto di caccia, l’analisi e la stima dei tempi di realizzazione, lo sviluppo della metodologia più appropriata, la stesura della documentazione e il piano di test. Si addentrano quindi nel bosco e dopo un tempo doppio rispetto a quello stimato, escono stanchissimi e incazzati, ma con un orso di grandi dimensioni.

I commerciali pensano: e noi chi siamo? Si abbigliano in giacca, cravatta e doppiopetto, una valigetta elegante appresso e un sorriso a 32 denti stampato fisso sul volto, poi si incamminano fra gli alberi. Dopo poco tempo, ne escono correndo a perdifiato, inseguiti da un orso enorme, di proporzioni esagerate, ringhiante ed affamato.
Senza fermarsi, uno dei commerciali urla ai colleghi delle altre squadre: “Noi l’orso lo abbiamo trovato, ma adesso sono cazzi vostri!!!”

 

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