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… poi lo cerco su google

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Stamane sfogliavo una rivista (ebbene sì, Wired). Ormai ogni articolo che leggo, da qualsiasi rivista o quotidiano, mi porta sempre a bookmarkare mentalmente l’argomento per poi farne una mia ricerca personale su internet.

Mi piace molto osservare anche le pagine pubblicitarie (deformazione professionale), a confrontarne stili e linee guida, nonché la declinazione sul formato cartaceo.

Poco fa mi sono soffermata sulla pagina di un profumo, che anni fa usavo regalare a una persona a me cara, e nonostante i miei sforzi (e a causa della mia memoria fallace) non sono riuscita a ricordarmi la fragranza.

E in quel momento mi è venuto naturale pensare:
poi lo cerco su google! … O_o

Ormai tutte le informazioni necessarie a soddisfare la mia curiosità sono lì, disponibili sul web. Ma l’abitudine di avere tutto a portata di un click non mi ha fatto rendere conto che non tutte le esperienze sono condivisibili sulla rete, che certe informazioni fisiche non potranno mai (almeno per ora) essere replicate e distribuite attraverso internet.

E la cosa che mi ha colpito di più non è stata l’impossibilità di trovare la fragranza del profumo su google, ma il mio iter mentale che ormai dà per scontata la reperibilità di qualsiasi informazione con un click.

Superficialità, alienazione o semplice abitudine?

l'omologazione di un pesce fuor d'acqua

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desktop

Insomma, io ero quello che scriveva su di un blog, che lanciava brevi messaggi via twitter, che condivideva link e contenuti, che si relazionava con persone affini per interesse anche se quelle persone mai le aveva conosciute di persona. Il problema all’epoca non sorgeva tanto nello spiegare cosa facevo, ma più che altro su cosa lo facevo, sui mezzi (media) che utlizzavo, e soprattutto, cosa ancora più enigmatica per molti di loro: perché lo facevo? Cosa mi spingeva a investire tempo che avrei potuto dedicare ad altro e ad altri ‘reali’? Cosa me ne veniva indietro, non certo denaro? E allora? Allora la spiegazione che mi veniva più spontanea era quella di una sorta di baratto: io voglio dare qualcosa, e ricevo qualcosa alla pari e al contempo mi relaziono con persone affini. Ci guadagnavo un’espansione dei miei punti di vista e della mia conoscenza. Suona molto primitivo e forse pure fuorviante, lo so, ma all’epoca non avrei saputo come spiegarlo in altro modo.

[...]

E il loro apparente snobbismo mi urtava.

[...]

Poi è successo qualcosa, è successo che spontaneamente qualche domanda hanno cominciato a farmela, a chiedermi cosa era quello e come funzionava questo.

[...]

e io piano piano sono tornato inevitabilmente normale ai loro occhi. La mia e la loro onda se non altro si sono avvicinate nella loro velocità di propagazione, pur con le dovute e necessarie differenze. E uno degli specchi attraverso cui si guarda il riflesso del mondo è divenuto comune a tutti. E voi?

… e a me è successa la stessa cosa, ma non solo con la rete, ma con la scelta della mia professione 20 anni fa (“la grafica? ma iscriviti a lettere e non perdere tempo…”), con il computer acquistato per lavorare (“il mac? ma non ha tutti i giochini di windows…”), con la fotografia (“che *** è la lomografia? perché usi queste cose di plastica? comprati una reflex e fai la seria, dai…”).

Sempre ai margini, sempre considerata quella strana, quella “diversa”: la sensazione di essere un pesce fuori dal suo ambiente, senza sapere neanche quale sia il suo vero ambiente, e scoprire che ormai tutti l’hanno trovato per me, e l’hanno fatto proprio.

Trovare qualcuno che è riuscito a descriverlo a parole è un bellissimo regalo per me. E’ tutto quello che non sono mai riuscita a dire, forse per troppo rispetto o troppa insicurezza…

Buongiorno…

[ via Io, la rete, gli amici e il riflesso del mondo « Gli Appunti del Paz83 ]

la comunicazione in famiglia 2.0

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Pietro Vanessi

love story duepuntozero

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… ho le lacrime :)

[ via ff ]

7 blog

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7 blogMi sono ritrovata “nominata” per il mio blog!

No, no… non si tratta del grande fratello, ma la nomina per un premio, come “Brillante Weblog”, che mi è stato assegnato da Shakib attraverso il suo blog.

A parte il fatto che mi sento veramente onorata per la nomina (e un pochino imbarazzata per la bella descrizione che Shakib ha fatto sui miei scritti), ora mi ritrovo a dover segnalare altri 7 blog e passare il premio ad altrettanti blogger che leggo ed ammiro.

… ulteriore momento di imbarazzo…

Spero che nessuno rimanga male, sia per l’eventuale nomina che per l’eventuale NON-nomina: leggo talmente tante fonti che scremarle in sole 7 voci mi riesce veramente difficile… vabbeh, proviamoci: Read more →

sorprese di adsense

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Adsense è, secondo molti, il sistema pubblicitario più geniale e funzionale mai realizzato. E’ semplice da usare, è stato creato per generare automaticamente annunci pubblicitari in tema con la pagina sulla quale vengono pubblicati.

Dopo molte reticenze mi sono convinta: ho messo da parte il mio purismo e ho inserito gli Adsense nel mio blog (e a qualche altro mio sito sparso sul web), nella speranza di riceverne qualche soldino in cambio…
Solitamente mi escono fuori annunci di fotografia o sui gatti… ma qualcuno mi sa spiegare perché è uscito fuori questo?

O_o

.

Ho sempre avuto il dubbio di essere… “stupefacente”…

office wars

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Ad aprile la mia scelta di diventare Freelance ha compiuto il suo terzo compleanno.

Lavorare a casa mi ha portato moltissimi vantaggi, e qualche svantaggio: fra gli aspetti positivi posso logicamente elencare una migliore gestione del tempo, ridotte spese per gli spostamenti, maggiore concentrazione, nessuna guerra per la scelta della musica da ascoltare in stanza, nessun collega rumoroso o molesto, il caffè direttamente dalla tua moka preferita e non da quelle orride macchine industriali e maleodoranti, nessun codice di abbigliamento (pigiama rulez).

Fra gli svantaggi, il maggiore è composto dal ridotto contatto umano.
Nessuno con cui parlare, confrontarsi, fare un minimo di gossip (la mia gatta non reagisce ai miei racconti, se non alla comparsa delle parole “pappa”, “crocchi” e “tonno”).
Per ovviare alla solitudine forzata (che spesso non è un male), alcuni pomeriggi faccio delle videochiamate con una mia amica/freelance in skype, e stiamo ore intere a lavorare e chiacchierare, come se fossimo nello stesso ufficio. Ci facciamo compagnia…

Ma una cosa non può essere “simulata” nel lavoro da freelance: Read more →

Requiem per un Browser

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post del 26 novembre 2005

È morto Internet Explorer per Mac. Dopo due anni di anonime, silenti sofferenze, trascorsi a prendere polvere sul dock o nella cartella Applicazioni, veniva a mancare definitivamente all’affetto dei suoi (pochi) incalliti utenti. Ne dà il triste annuncio Microsoft che, dopo averlo abbandonato a sé stesso, infierisce con crudeltà, accogliendo quanti si recano sul suo sito di punta usando IEMac con questo messaggio:

If you are using Internet Explorer for Mac, we recommend that you use another browser to have an optimal experience on MSN.

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aggiornamento del 13 maggio 2006

Per chi ancora non ci crede o ha dei dubbi…

kaput

Anche se io continuo a consigliare

Get Firefox!