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odio le compresse effervescenti

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E’ raro per me usare la parola “odio”, ma ci sono alcune cose che odio veramente.
Una di queste sono le compresse effervescenti, soprattutto quelle medicinali.

Stai male, hai un mal di testa invalidante, una nausea che ti attanaglia lo stomaco, le capacità intellettive ridotte a zero, la vista appannata: il tuo unico desiderio è quello di porre fine a questo malessere il prima possibile.

Vai dal medico / farmacista / nonna-so-tutto-io / amica-farmacodipendente, e cosa ti consigliano di prendere? una compressa effervescente…

Riempi diligentemente il tuo bicchiere d’acqua, lasci cadere la compressa sul suo fondo, e iniziano i tuoi 5 minuti abbondanti di agonia.

Assisti impotente a uno stillicidio di bollicine, alla macabra danza della pasticca che si agita convulsamente nel bicchiere, in attesa della sua lenta fine per dissolvimento; il fastidioso frizzicorio scandisce la lenta attesa, mentre un odore indefinibile fa contrarre il tuo stomaco già provato dalla nausea.

Hai voglia di farla finita, di bere il nauseabondo contenuto del bicchiere immediatamente, compresa la pasticca semi-decomposta… ogni secondo in più di attesa ti debilità e ti offusca ulteriormente la vista.
Ma resisiti, nella speranza che alla fine dell’attesa, il medicinale faccia il suo effetto nella maniera più completa.

Finalmente il lento processo è finito. Afferri il bicchiere e osservi la melma bianca che si è creata al so interno, intervallata da qualche ultima bollicina residua. Avvicini il bicchiere alla bocca, e l’odore ti provoca spasmi al basso ventre. Bevi tutto d’un fiato, e quel mezzo bicchiere d’acqua ti sembra un litro di sabbia che non ne vuole sapere di finire, nè di andare giù.

Esci dall’esperienza provato. Disgustato. Esausto.
… quasi quasi stavi meglio prima.

La Teoria di Bastet
I medici e i farmacisti sono tutti sadici (non era meglio una pasticchetta da mandare giù, senza passare per le papille gustative?).

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Premessa: molti amici usano prendermi in giro per le mie teorie.
Ogni tanto ne tiro fuori una, in cui cerco di spiegare alcuni miei pensieri, alcune convinzioni alle quali sono arrivata dopo anni di “seghe mentali”. Tutti ridono delle mie idee strampalate, ma nessuno trova mai argomenti validi per smentirle…


Oggi parlerò della Teoria del Rapporto inversamente proporzionale fra evoluzione e felicità!
(come lunghezza del titolo ricorda “la leggenda della Tecnica dell’esplosione del cuore con cinque colpi delle dita” di Kill Bill… :P )

Gli Esseri Umani si considerano l’entità sul pianeta terra più evoluta.
Lavorano, vivono, sbraitano, si muovono, distruggono, inquinano, crescono, evolvono… ma sono felici? … sinceramente non ne sono tanto convinta.

Gli Animali vivono.
Il loro ordinamento sociale o gerarchico non è mai variato nel corso degli anni (vedi le formiche che fanno le stesse cose dall’origine dei tempi). L’evoluzione (se non quella fisica) non gli interessa: il loro unico problema è procurarsi il cibo e sopravvivere alla catena alimentare.
Sono felici gli animali? non so, ma sicuramente hanno meno pensieri degli essere umani.

I Vegetali vegetano.
Luce del sole, fotosintesi clorofilliana, terra, acqua, radici e vento… pensano? soffrono? amano? stanno meglio delle due categorie precedenti?
Chi può saperlo…

Allora, su questo pianeta, chi o cosa è veramente felice?
A mio parere sono i Minerali!
Se ci pensate bene, il sasso è.

È.

Non ha pensieri; non evolve; non deve cercarsi cibo; non deve sopravvivere; non prova dolore-amore-piacere… semplicemente “è”.

Stare lì, esistere semplicemente… non è questa la vera felicità?
Meditate gente, meditate.

sassi_web

Ringrazio Personalitaconfusa, che con il suo post attinente all’argomento mi ha dato l’opportunità di esternare la mia prima teoria.