il grande pescatore
A volte penso che l’amore sia come un “Grande Pescatore”, come saggiamente descritto nella vignetta sopra.
Ci alletta con dolci lusinghe, porgendoci esche appetitose.
Ci infilza la carne con piccoli e invisibili uncini, rendendo vano ogni tentativo di liberarsi.
Ci trascina fuori, a forza, dalla nostra ovattata quotidianità.
Ci fa respirare un ossigeno troppo puro per le nostre branchie, ci fa vedere una luce troppo forte, un qualcosa a cui non siamo abituati e che si trasforma anch’esso in un dolore fisico.
E noi che ci agitiamo convulsamente, senza capire cosa succede, solo nel tentativo di restare vivi, resistere a quell’ambiente ostile e nella speranza di trovare presto sollievo a tutto ciò.
Alla fine ci libera, ci ributta in mare, ci restituisce alla nostra vita… storditi, doloranti, pieni di interrogativi, accecati dalla luce del sole, con il desiderio di capire e con un’assurda nostalgia per quello che abbiamo appena provato.
Se l’amore è paragonabile a un pescatore, tutti noi siamo stupidi come i pesci che “abboccano” sempre…
[ via Singloids ]









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