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Tag Archive for: freelance

What a Freelance wants

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Cosa vuole un freelance? o più in dettaglio, di cosa ha bisogno?
O più semplicemente quante figure professionali ricopre un freelance nell’arco della propria giornata lavorativa?

Account – gestisce i clienti al telefono o per appuntamento.
Amministrazione – crea e richiede preventivi.
Project manager – studio di fattibilità, organizzazione gant e risorse.
Creatività – ovviamente (nel mio caso) c’è bisogno di essere creativi.
Esecutivista – nel caso di lavori piccoli, i file esecutivi (stampa o sviluppo) un freelance se li fa da solo.
Pony Espress – perché non ha tempo di chiedere a nessuno di fare commissioni al posto suo.
Segreteria – nell’arco della giornata deve anche gestire posta, e soprattutto telefonate in arrivo.
New Business – cerca nuovi clienti, ovviamente la sera, fra un aperitivo e l’altro.
dimenticavo Recupero crediti – perché nessuno creda che sia facile farci pagare.

… e una vita privata? ogni tanto capita.

[ illustrazione di daisychurch ]

Lavorare con tristezza

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Ieri sera, al telefono con un caro amico, parlando della situazione lavorativa attuale, l’ho sentito esclamare un “lavorare con tristezza”.
Da una parte ho sorriso, pensando all’assonanza con il film la canzone, poi mi sono resa conto di quanto fosse vera questa affermazione.

In questo preciso periodo storico, stiamo realmente lavorando (per chi lavora) con tristezza.
Ovviamente parlo dei lavoratori della comunicazione.

Chiunque sento, amici, ex colleghi, conoscenti, che lavorano del campo delle arti, della comunicazione e della cultura, mi dipinge sempre lo stesso quadro desolante.
La mancanza di lavoro, di budget, di qualità.

Pur di prendere qualche lavoro, sviliamo la nostra professionalità abbassando i prezzi e la qualità del lavoro… il tutto pur di rimanere concorrenziali.

E chi è la concorrenza? Anni fa erano i tipografi che si re-inventavano grafici, o le macchinette per farsi i biglietti da visita sotto la stazione.
Ora c’è il nipote che fa i siti a 400,00 € (all’etto?), lo studente di scienze della comunicazione che ti gestisce il blog aziendale durante lo stage, o il pischello con la digitale (compatta o mega-reflex) che scatta all’impazzata e regala le foto su flickr.

Stamane, mentre riflettevo sul quadro odierno della situazione, mi sono imbattuta in Un’interessante punto di vista sulla saturazione del mercato, un post di Sara Lando che rispecchia molto il mio pensiero.

Solo su un punto mi sento di dissentire, forse perché ci sono alcuni aspetti (di cui accennavo prima) che non sono stati presi in considerazione.

Sara dice:

Personalmente, come ho avuto modo di dire piu’ e piu’ volte, credo che se le vostre foto e la vostra professionalità sono indistinguibili da quelle dello zio Vincenzino che fa le foto con la 400D a 500 euro, avete un problema.

Ok, qui si sta parlando di professionalità e di qualità. A parte confermare la saturazione del mercato, in concomitanza con l’aumento della concorrenza (leale e/o sleale): sono d’accordissimo che bisogna puntare sulla qualità.

Ma il cliente di oggi, è ancora in grado di riconoscerla? di apprezzarla?
Ogni volta che presento un preventivo per un nuovo lavoro, neanche guardano più il mio portfolio, ma vanno subito a controllare la cifra finale (per poi sgranare gli occhi e tirar fuori la storia del nipote che lo fa a meno).

Cosa cercano i clienti di adesso? un professionista o l’offerta speciale?
Quando iniziano a contrattare sul prezzo (neanche fossimo alla Medina di Tunisi) come vi comportate? Spiegate al vostro cliente che per metà del prezzo otterrà metà dell’impegno e della passione, ingredienti necessari per un buon progetto?
Riuscite a fargli capire la differenza fra voi e lo zio Vincenzino in termini di risultato?

Dopo queste riflessioni ho capito: non solo c’è poco lavoro, ma hanno anche ucciso la nostra passione, la qualità, la sperimentazione… la nostra professionalità.
Ecco perché ho trovato così calzante l’affermazione “lavorare con tristezza“.

Partita IVA e schizofrenia

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IVA2

Certe volete sono proprio insopportabile… ;)

[ via i nasoni ]

ci sono giorni #2

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What the Duck

ci sono giorni paradossali… ci sono momenti in cui paghi le tue scelte…
secondo me in quei momenti sei vivo…

Self-employed

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wtd485_1

What the Duck

ci sono giorni paradossali… ci sono momenti in cui paghi le tue scelte…
secondo me in quei momenti sei vivo…

office wars

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Ad aprile la mia scelta di diventare Freelance ha compiuto il suo terzo compleanno.

Lavorare a casa mi ha portato moltissimi vantaggi, e qualche svantaggio: fra gli aspetti positivi posso logicamente elencare una migliore gestione del tempo, ridotte spese per gli spostamenti, maggiore concentrazione, nessuna guerra per la scelta della musica da ascoltare in stanza, nessun collega rumoroso o molesto, il caffè direttamente dalla tua moka preferita e non da quelle orride macchine industriali e maleodoranti, nessun codice di abbigliamento (pigiama rulez).

Fra gli svantaggi, il maggiore è composto dal ridotto contatto umano.
Nessuno con cui parlare, confrontarsi, fare un minimo di gossip (la mia gatta non reagisce ai miei racconti, se non alla comparsa delle parole “pappa”, “crocchi” e “tonno”).
Per ovviare alla solitudine forzata (che spesso non è un male), alcuni pomeriggi faccio delle videochiamate con una mia amica/freelance in skype, e stiamo ore intere a lavorare e chiacchierare, come se fossimo nello stesso ufficio. Ci facciamo compagnia…

Ma una cosa non può essere “simulata” nel lavoro da freelance: Read more →

Vendere il superfluo

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dilbert2007203690913

spesso mi chiedono che lavoro faccio… spesso questa domanda mi costringe a chiedermelo anche io.
cosa faccio? creo? vendo? rilascio servizi? rendo felice qualcuno? … niente di tutto questo.

io vendo il superfluo (la “fuffa”); vendo ciò che non ti serve, ti creo un bisogno che non hai, ti lascio credere che quello che ho da offrirti sia il meglio in assoluto e che tu non possa più farne a meno.
è etico tutto ciò? e soprattutto, è gratificante? a lungo andare non più.

oggi mi preparo ad indossare la solita maschera: sfoggio il mio miglior sorriso, imposto il tono della voce, e salgo sul palco ad interpretare il mio ruolo.
a questo punto penso che il mio mestiere sia ormai qualcosa in bilico fra il teatrante e la prostituta…

punta di amarezza…

more info qui, qui e qui

Avanti il prossimo

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WTD278

io amo l’autore di questo personaggio
riesce sempre ad indovinare l’umore in cui mi trovo, secondo me mi sta spiando via webcam e trae spunto da me ;)

What the Duck

diamo i numeri

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oggi sono andata in agenzia alle 10 e sono uscita alle 14;
ho parlato con 10 persone diverse di 6 lavori diversi;
ho sottoscritto il contratto con la 3 e mi sono regalata per il mio compleanno il Nokia N70 (4€ x 24 mesi);
ho litigato 15 minuti al telefono con un art senior e mi sono presa 2 cazziate dal capo (però bonarie);
sono rientrata a casa alle 14,30, ho ricevuto 3 telefonate una di seguito all’altra e prima delle 16 non ho pranzato…

…. vedi che quando dico che vado a 3000 non è altro che la somma tutti questi numeri?

un anno fa

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un anno fà mi guadagnavo la mia libertà…
17 aprile 2005 < -> 17 aprile 2006