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Tag Archive for: festività

season's greetings

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(: dissacrante, come sempre ;)

¡ auguri !

Auguri 2008

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Be the change you wish to see in the world.

Gandhi

capodanno 2006

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Capodanno 2006

Auguri a tutti e soprattutto ai 4 matti nella foto!

Capodanno senza botti, un silenzio per condividere

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In un mondo sempre più globale, quelo che è successo ci tocca da vicino.
E la festa non può trascorrere come se niente fosse

di MAURIZIO CROSETTI

Ci sono momenti in cui il silenzio è una necessità più che un dovere. Momenti in cui non si può chiudere il mondo dietro la porta di casa, lui là fuori, noi qui dentro a festeggiare. Perché questo non è un Capodanno come gli altri. Il mondo, fuori, ci è entrato in casa senza bussare: è così che fa, quando la gente muore. Il mondo sfonda la porta, ci mette davanti agli occhi le tremende fotografie dei giornali, le strazianti immagini della televisione. Non è possibile restare indifferenti a quel mondo che bussa e muore, magari con una bottiglia di spumante in mano e un petardo nell’altra.

Non si tratta di retorica, né di astratta carità mentale. La necessità del silenzio, come momento di riflessione sulla nostra storia e sul nostro destino di uomini – che in un attimo può trasformarsi nel destino di tutti e viceversa (il destino è capriccioso e non si cura dell’indifferenza) – riguarda chiunque abbia occhi e cuore.

E allora pensiamo che stavolta sia giusto non fare rumore, non festeggiare il nuovo anno con i botti e i fuochi: sarebbe come urlare in presenza di chi soffre. Condividere un dolore non vuol dire diventare tristi, ma rispettare quel dolore e chi lo sta vivendo.
Anche se si trova dall’altra parte del mondo: e poi, la tragedia del Sudest asiatico ci ha spiegato che il mondo è diventato proprio piccolo, e che lo si percorre in un attimo. Può accadere di essere turisti in vacanza esotica, e in un istante trasformarsi in vittime o testimoni di un cataclisma.

Dunque, il silenzio di Capodanno è anche un modo per riflettere su di noi, non solo per essere un po’ più vicini a “loro”, ai lontani, agli sventurati.
Una festa senza fuochi (che, tra parentesi, ogni anno mozzano mani e oscurano occhi, di bambini e ragazzi soprattutto) è un segno di profonda umanità, di semplice ma vissuta partecipazione. Aspettare il secondo che fa scoccare il nuovo anno, e pensare che chi sta male non è solo: proviamoci, stavolta. Sarà una maniera, anche, per augurarci di non essere soli quando potrebbe toccare a noi star male.

Si parla tanto di globalizzazione e di confini più vicini, in questa nostra inquieta modernità, e così viviamo nel mondo che aspetta il nuovo anno.

Proviamo a farlo nel silenzio e nel rispetto del dolore, così anche il nostro pensiero potrà essere un po’ più globale, se riuscirà a occuparsi dell’uomo.

Cioè gli altri, cioè noi.

Repubblica.it – Passaparola

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.. e anche questo Natale è passato.. la letterina a babbo natale è stata scritta come ogni anno, e come ogni anno disattesa..
Eppure non ho mai chiesto niente di eclatante, solo di essere felice e di riuscire a dare felicità.
Tanta gente è più felice di me e ne sono lieta; ho saputo che tanta gente è felice in seguito alle decisioni che ho preso.. questo mi rende ancora più lieta, anche se alla fine sono solo io quella che non sta bene.

Ora non resta altro che attendere l’inizio del 2005, con tanti buoni propositi, e con il sogno di raggiungere se non la felicità almeno un po’ di serenità..
Me la merito, spero.. o forse me la devo solo guadagnare..