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Tag Archive for: famiglia

origini

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Ci sono cose che non si possono spiegare: malesseri che nascono dai propri geni, e non da ricordi o eventi subiti in prima persona.

Anche se in alcuni luoghi non ho mai messo piede, ci sono legata. E questo mio viscerale amore per il Nord Africa non riesco a spiegarlo in nessun altro modo se non con i geni, con il DNA.

La Libia, una terra che non ho mai visto. La terra dei miei avi, di vite, storie ascoltate, raccontate, assorbite, fatte tue.
Le origini di tutto. Della mia nascita, della nascita della mia famiglia, l’incontro dei miei genitori, l’adolescenza di mia madre, la vita di mio nonno… e via a continuare, indietro nel tempo.

Oggi ho tirato fuori il mio primo (anzi secondo) documento ufficiale, il rifiuto di stato di profugo. Perché nata in Italia, perché concepita in Italia.

Ho sorriso di tante coincidenze, e poi di nuovo quel malessere.
Assurdo, continuo, martellante.
Nomi e luoghi saliti alla cronaca: è come se parlassero dell’agonia di un mio parente, come se a nudo ci fossero le mie origini, con nessuno che può vedere, scoprire, capire.

il karma familiare… e io?

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E il karma familiare s’è compiuto.
Rincorrersi di cifre, di date, di pensieri, di strategie… e riscoprirsi più uniti di quanto lo siamo mai stati.

Si è voltata una nuova pagina: una pagina importante, elettrizzante, creativa ma anche molto stancante per la mia famiglia. Un nuovo capito da scrivere con nuovi ritmi e abitudini.

E ora, che tutto questo fermento si è finalmente incanalato nella giusta direzione, e nella nostra vita il frastuono di questi ultimi mesi si sta dolcemente attenuando… ecco ora mi viene da pensare: e io?

Oltre aver dato sostegno, contribuito e ora gioito per gli altri.
Io che faccio?
La mia vita è rimasta statica come sempre: poche novità, pochi scossoni (o almeno quelli che si possono raccontare), nessun progetto nuovo.
Inizia a fare un po’ male questa staticità, soprattutto all’inizio dell’estate.

Anche l’anno scorso faceva male, ma eventi più grandi di me mi impedirono di reagire.
E passò un altro anno.

E ora? Io ora sono stanca.
Stanca della routine, stanca di non avere sogni, stanca di ambire alla luna.
Stanca di scendere a compromessi, stanca di non pensare a me, stanca di gioire per gli altri.
Stanca… ma tanto so che continuerò a farlo, a lasciare la porta aperta e ad accogliere tutti, come sempre.

Ma è da stamattina che non faccio altro che pensare: e io?
Quando toccherà anche a me?

angolo di paradiso

giovani d'oggi

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succhiottoI giovani d’oggi e la mia difficoltà a corrergli dietro….

Dialogo con le mie nipoti (10 e 13 anni), sedute al tavolino di un bar…

N. – Zia, ma ce lo fai il cuginetto?
Z. – Non ora, mi manca la materia prima…
N. – Che significa?
Z. – Mi manca un compagno con cui farvi il cuginetto: il papà.
N. – Ma zia, non lo sai che c’è anche l’inseminazione artificiale?
Z. – … O_o

casa di mia madre

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Sono appena entrata dentro casa di mia madre. Lei è in viaggio, e io sono andata a controllare che sia tutto a posto.

Sono entrata e la cosa che mi ha colpito di più è stato l’odore. Era calda e buia, e in estate esce sempre quell’odore particolare, forse proprio per il caldo: odore di canapa, di legno, un odore familiare, accogliente. Nonostante sia un appartamento di città, sembra di stare in una casa di campagna fatta di legno, ricordi ed emozioni.

Non mi viene in mente chi fosse il filosofo francesce che asseriva il rapporto fra odore e ricordi. Comunque ogni volta che entro lì, nonostante non sia più “casa mia” da 12 anni, e che la mia stanza non esista più, io ritorno bambina.

[ ... ] L’esempio del ricordo olfattivo è particolarmente significativo: un odore può spingere il nostro cervello a richiamare immagini del passato, attivando associazioni e stimoli emotivi, in base alla interazione tra la struttura olfattiva e il sistema limbico, che è quella zona del cervello da cui passano le nostre emozioni. [ fonte wiki ]

In quei momenti, io non ho visioni o immagini, ma solo sensazioni, solo dettagli (i miei tanto amati dettagli).

Quei pomeriggi estivi, silenziosi, i compiti da fare, i giocattoli sparsi sul parquet, io e mio fratello a rincorrerci fra le stanze e il terrazzo, i piedi scalzi, il marmo per terra, il legno, la luce filtrata dalle tende, quel senso di protezione e sicurezza, di nido, di cuccia…

Non so neanche perché io stia scrivendo qui queste cose: sono emozioni che solo pochi possono capire, perché erano presenti, perché quelle emozioni le abbiamo condivise…
Non c’è malinconia in questo, non è un ricordo struggente; è che quell’odore fa parte di me, e ogni tanto fa veramente bene ricordare chi sono e da dove provengo, ma soprattutto ciò che ho provato nel corso della mia vita…

macchina del tempo

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via ceneda 37

La fotografia è la vera macchina del tempo.

Basta una semplice immagine, impressa su carta ingiallita e lisa, per riportarti indietro di anni, a ricordi, a vite passate.
Ma non solo fa rivivere ricordi, ma ti fanno vivere vite non tue, posti, persone ed eventi di cui hai solo sentito parlare.

Voci lontane, echi di racconti, a cui non davi importanza, ora si materializzano sotto i tuoi occhi, sotto forma di rettangolini cartacei.
Piccoli tasselli che vanno a completare il puzzle della tua vita, delle tue origini, e che ti fanno sentire un po’ più orgogliosa di quello che sei e di chi ti ha aiutato ad essere così.

I ricordi, il passato, creano il presente.

Forse è per questo che stasera mi sono commossa.
E ho malinconia di un tempo che non ho mai vissuto.

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s. f. stato di agitazione motivato da incertezza, trepidazione; desiderio affannoso: essere, stare, mettersi in ansia; attendere con ansia | (psicol.) stato nevrotico analogo all’angoscia.

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mi sono scoperta ansiosa…
ansia di tutto: del lavoro, delle aspettative nei miei confronti, e soprattutto degli affetti.
sapere che qualcuno sta male, che forse ha bisogno di me… di quel poco che posso dare… questo mi ha messa in ansia..
correre sull’aurelia, cercando di calmare chi mi è seduta accanto; arrivare fingendo tranquillità; ridere e sorridere per sdrammatizzare… e solo dopo aver visto quelle guance rosa e quel dolce sorriso, e aver abbracciato quel cuoricino pulsante… solo allora riuscire a calmarsi e ristabilizzare i valori di adrenalina in corpo..

stato di agitazione motivato da incertezza, incertezza di non riuscire proteggere chi ami dal mondo…

basta… è tutto passato.
stanotte dormirò… devo dormire…