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"la femminilità non sta dentro a un tacco 12"

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Un giorno, su uno dei vari social network che frequento, lessi questa frase e la feci mia.
La femminilità, la sensualità sono cose di cui vado alla perenne ricerca: la cerco in me, nelle mie amiche, nelle donne che incontro per strada.

Chi mi conosce sa quanto io sia femminista e “incazzosa” (anche a causa di un maschilismo latente nella mia famiglia, che mi ha fatto esplodere ben presto).
Ma ciò che non concepisco è perché molte donne confondono la rivendicazione di diritti con la rinuncia alla femminilità. Read more →

scene di ordinaria follia agostana

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Oggi ho preso la metropolitana a Roma. La Linea A, o come dicono i milanesi “la rossa”.
Di lunedì 16 agosto c’è poca gente nella capitale, e i vagoni sono abbastanza vuoti, con molti posti a sedere.

Entro, mi siedo.
Davanti a me una ragazza che legge un libro, dal lato opposto dei 4 posti un signore sui 40/45 anni, abbastanza grosso, con una borsa da palestra, un po’ spaesato.
Accanto a me una coppia di ragazzi filippini e un altro ragazzo.

Smanetto con le cuffie e gli mp3, e vedo che il signore chiede alla ragazza un’informazione: quante fermate mancano a Termini.
Lei alza lo sguardo, le conta (Ponte Lungo – Termini… 4 fermate), le comunica al signore e termina la frase, indicando l’elenco delle fermate segnate in alto sul vagone, con “c’è scritto l’…”.

Un colpo secco. La grossa mano dell’uomo che sbatte con forza sui sedili vuoti fra lui e la ragazza,.
Impreca, dice che non ci vede per leggere, e continua a insultare la ragazza e a colpire con la mano e il pugno i sedili.

Lo sguardo di lei impietrito, fisso fra il libro e a controllare di lato i movimenti dell’uomo.
Io davanti a lei che spengo la musica, con il sangue gelato, e con la consapevolezza che se la situazione dovesse peggiorare sarei troppo piccola e debole per poter contrastare, o almeno aiutare…
Il resto del vagone, i ragazzi filippini, tutti che girano la testa dall’altra parte: chi si alza e si allontana, chi non distoglie lo sguardo dalla freepress.

Io cerco di memorizzare più dettagli possibili del viso e dell’abbigliamento, e quando dopo un minuto di puro terrore, l’uomo si placa, la ragazza si alza e si sposta in un altro vagone; i filippini e il ragazzo scendono alla fermata successiva, e rimaniamo io e l’energumeno seduti quasi frontali.

Altri colpi sui sedili. L’uomo continua a imprecare fra sè e sè.
Ogni tanto mi lancia uno sguardo.
Che non so interpretare.

A Termini scendiamo entrambi. Prima di scendere incrocio lo sguardo della ragazza, seduta nel vagone accanto. Ancora muta paura negli occhi di entrambe.
Attraverso la linea gialla e lascio che l’uomo mi superi sbuffando.
Cammina torvo e veloce, è molto alto e grosso. Da dietro mi fa molta paura.

Respiro, mi mescolo fra la folla: lentamente l’uomo svanisce dalla visuale.
Incrocio lo sguardo di due guardie fra i corridoi: un ragazzino e un signorotto in sovrappeso.
E mi chiedo spaventata: se la situazione fosse degenerata, chi avrebbe potuto evitare che si ripetessero episodi simili?
io? gli adolescenti filippini? le due guardie dall’aria accaldata?

Ho avuto paura.

[ foto di Valentina Cinelli ~ flickr ]

In vino veritas

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in vino veritas ~ valentina cinelli

Stasera ho finalmente capito perché, in questi ultimi anni, ho maturato una vera e propria passione per il vino. Mentre degustavo un dolcetto, con i suoi tannini morbidi e vellutati, ho capito come l’approccio al vino ricalchi, in qualche modo, il percorso della seduzione.

La degustazione di un vino si sviluppa in tre fasi: visiva, olfattiva e gustativa. E in un certo qual modo sono tre fasi di “avvicinamento” che possono essere perfettamente riportate al gioco fra i sessi, il magico gioco del corteggiamento.

Nell’analisi visiva, si guarda il colore del vino, la sua limpidezza, la consistenza; come nelle persone, come in un uomo o in una donna, si guarda la vivacità, i riflessi dei capelli, la brillantezza degli occhi, la morbidezza della pelle, la forza e l’eleganza delle mani.
Ed è da questa prima analisi che decideremo se continuare o no la nostra degustazione/seduzione.

Nell’analisi olfattiva si cerca l’intensità, la persistenza, le fragranze: così quando abbiamo il privilegio di avvicinarci all’oggetto del nostro desiderio, più o meno consciamente ne percepiamo l’aroma, gli odori, con pazienza scavalchiamo i profumi chimici per arrivare al bouquet unico e fragrante di quella persona… e ci lasciamo rapire, avvolgere da lei.
Potremmo stare ore ad annusare i suoi capelli, l’incavo del collo, il torace (o i seni), immaginando e bramando ben più intimi umori…

L’analisi gustativa è il compimento dell’impresa.
Anche se non sempre è un successo e si dimostra in equilibrio e armonia con le due analisi precedenti.
La bocca si riempie di un’esplosione di sensazioni. Caldo sulla lingua e lungo la gola, mentre l’alcol entra lentamente in circolo. Abbandonati a questi sapori dolci, secchi, freschi, ruvidi, morbidi, sapidi, veniamo travolti da un’onda calda di sensazioni, che ci storidisce, e ci porta su bel altri piani…

Un bicchiere di vino è come un uomo (o una bella donna) di cui godere con tutti i sensi, da imparare con sapienza come avvicinarlo, come conservarlo e come servirlo per enfatizzarne le qualità, finché non si diventa succubi di lui e dell’emozione che, grato, ci regala.

mani ~ valentina cinelli

le donne si dividono in due categorie

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Pommes du paradis terrestre.jpeg

- ‘Diego, insegnami a capire le donne’
- ‘Non è una cosa che si può insegnare, Carlito, bisogna impararla da soli, e per ogni donna è diverso’
- ‘Ma tu sai ragionare come loro, e sai stare con loro. Puoi insegnarmi quello’
- ‘Devi imparare a riconoscere che donna hai davanti’
- ‘Come si fa?’
- ‘Le donne si dividono in due categorie: quelle che sono sempre state felici, senza affrontare mai alcuna difficoltà, e quelle che nella vita sono state segnate da qualcosa. Evita le prime, concentrati sulle altre’
- ‘Perché?’
- ‘Le donne felici non hanno lo stesso fascino. Spesso sono noiose, a volte irritanti. Non è una buona scelta. Scegli una donna segnata’
- ‘Come faccio a distinguerla?’
- ‘Le donne segnate cercano di aiutarti. Cercano di risolvere i tuoi problemi’
- ‘E ci riescono?’
- ‘Solo se non sono ancora riuscite a risolvere i loro’
- ‘…’
- ‘I problemi degli altri sembrano sempre più facili da risolvere’”

[ via Pommes du paradis terrestre. | the Waxen Pith ]

l'orgasmo femminile secondo Focus

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L’orgasmo femminile secondo Focus:
leggende, bugie e stereotipi sessisti

Ce lo aveva detto un’altra nostra amica che le riviste di scienze per maschietti erano sessiste. Lo avevamo visto con Jack che ad ogni uscita non perde occasione di piazzare la gnocca in copertina per pubblicizzare prodotti hi-tech e lo vediamo ora con il più apparentemente sobrio Focus, della stessa casa madre, quasi andassero in coppia, dove grazie alla segnalazione di Paola troviamo un articolo che lei definisce così:

vi segnalo un articolo pseudo-scientifico che ho trovato agghiacciante: ci si chiede se l’orgasmo femminile abbia senso, si da spazio alla barzelletta che se si prova un orgasmo è più probabile rimanere incinta, che la componente ereditaria è fondamentale nel raggiungimento dell’orgasmo e infine, udite udite… si parla di una possibile soluzione all’anorgasmia, l’orgasmatron’, che permette di provare orgasmi a comando, il sogno di ogni macho, insomma :-O non sono un medico, ma l’articolo è da denuncia!

Il titolo dell’articolo promette tutta la verità sull’orgasmo femminile. Sotto al titolo la foto di una donna incinta e il riferimento che le donne che hanno l’orgasmo avrebbero più probabilità a rimanere incinta (ma davvero? l’hanno letto sui cioccolattini?).

Scientificamente parlando non c’è alcuna informazione sulla sessualità femminile, nessuna informazione sulla contraccezione e solo una montagna di inutili luoghi comuni con il ripristino di una verità a quanto pare ‘utile’ ai maschilisti circa la riprovata esistenza del maledetto punto G messo in discussione appena qualche settimana fa da altri eminenti scienziati londinesi. Read more →

Corpi di Stato

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I senatori del pdl hanno presentato un ddl che intende dare capacità giuridica a colui che verrà sin dal momento del suo concepimento.

Non è certo una novità. Il tentativo vuole aggirare la 194 rendendola inattuabile. Ma come siamo arrivate fin qui?

Innanzitutto a partire dalla legge 40, quella che parla di procreazione medicalmente assistita, che assegna i diritti all’embrione equiparandolo ad una ‘persona’. Poi ci sono stati i provvedimenti regionali, in lombardia, in qualche città del lazio e un tentativo non andato a buon fine nella regione sicilia. In quei provvedimenti e in quelle proposte l’embrione abortito si reputa meritevole di degna sepoltura come fosse una ‘persona’ sebbene non ne abbia titolo giuridico fino a che la legge non glielo assegna. Non potendo cambiare i regolamenti funerari in ambito nazionale hanno ovviato facendo rientrare la questione all’interno del riordino sanitario locale per questioni di igiene. Read more →

storie vere e improbabili

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L’uomo l’aspettava nel buio. Aveva rotto la lampadina lanciando un sasso. O almeno così aveva detto la polizia. Poi. Comunque era quasi buio e Giusi si era subito sentita in agitazione, come se lo sentisse. Lui l’aveva presa da dietro puntandole il coltello alla gola. Poi l’aveva costretta a sdraiarsi per terra, a girarsi, e le si era sdraiato sopra. E mentre le teneva il coltello sulla gola con l’altra mano le strappava la gonna e gli slip e se lo stava tirando fuori.
Allora lei gli dice (chissà come c’è riuscita!): “Qui sono un po’ scomoda, andiamo in casa mia che sul letto è meglio!”
E lui ha risposto: “Va bene.”
Ha rimesso dentro il suo coso, lei si è girata e ha iniziato a salire i due piani a piedi. Lui dietro. E’ arrivata davanti alla sua porta e con il cuore in gola ha tirato fuori le chiavi. Lui è dietro di lei. Ansima. Le chiavi, riesce a infilarle al primo colpo. “La mano non mi deve tremare, la mano non mi deve tremare.”
Apre, entra, si gira verso di lui, sa che a questo punto deve farlo entrare. Poi si vedrà. Si vedrà cosa?
Buio.
“Entra.”
Si gira, lo guarda.
Di lui vede solo un pezzo di schiena, se ne sta scappando.
Ha avuto più paura di lei.

Jacopo Fo

25 novembre 2009
Giornata contro la violenza sulle donne.

la regola dei cessi (reprise)

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foto: valentina cinelli ~ via flickr

A grande richiesta, ripropongo qui un’altra delle Teorie di Bastet, il mio cavallo di battaglia, nota anche come La regola dei cessi!
(che non c’entra nulla con la vignetta del post precedente…)

Gli uomini (ma anche le donne) sono come i cessi:

- quando li cerchi, non li trovi;

- quando li trovi, sono occupati;

- se sono liberi, sono in condizioni indecenti.

A voi le riflessioni ;)

punti di vista

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www.palmiro.it

I grandi quesiti della vita… :)

[ via Palmiro di Sauro Ciantini ]

masochismo femminile #3

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Singloids dei Persichetti Bros

Questa vignetta non ha bisogno di commenti, vero?
Diventiamo sempre più brave a farci del male ;)

[ via Singloids dei Persichetti Bros ]