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Tag Archive for: donna

No photos, please

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Spesso vengo ripresa sul fatto che non amo farmi fotografare.
Sulla rete ci sono poche mie foto, e anche il mio avatar “bastet” è essenzialmente un dettaglio della mia mano.

Le spiegazioni sono molte: dalla mia riservatezza, alla cura della mia immagine, dove vorrei che fosse posto in evidenza ciò che faccio (il mio lavoro, le mie opere, le mie attività) e non che faccia ho.
E in parte già era stato spiegato qui.

In questi ultimi tempi spesso mi sono state richieste delle foto per compilare delle schede sui collaboratori di alcuni progetti. Ho preso coraggio, ho contattato un mio caro amico, nonché bravissimo fotografo Ernesto Ruscio e mi sono fatta fare il mio primo book fotografico.
Molto semplice in realtà: ancora ringrazio Ernesto per essere riuscito nell’ingrato compito di mettermi a mio agio davanti a un obiettivo ;)
 

Le foto hanno iniziato a circolare, ricevendo pure consensi (!!!) e scardinando la mia atavica ritrosia.
Ma proprio stamane mi sono ricordata del perché non amavo mostrare il mio volto. Non che io sia di una bellezza sconvolgente, ma ricevere messaggi di gente che vuole conoscerti solo perché ha visto il mio volto (senza sapere chi sono, cosa faccio, e perché sto su un determinato social network) mi ha riportata con i piedi per terra.

Per una donna è complicato muoversi sul lavoro, sui social network o nella vita, esulando dal suo aspetto estetico.
Se sei cozza non vieni calcolata, se sei “decente” per molti uomini sei solo una “preda”, non una persona con cui relazionarsi

Non voglio cadere in retoriche femministe e sessiste, sono a conoscenza che non tutte le persone e non in tutti gli ambienti accade questo: ma la concomitanza con il cambio di foto del profilo su Facebook e la ricezione di messaggi a odor di provola* è stata lampante.

Per cui… ritorno al mio vecchio avatar.
(p.s. #sticazziallowed)

* vedi voce Provolone su Nonciclopedia, l’enciclopedia liberalizzata (ma solo in Olanda)

l'elenco delle cose che passano sul corpo delle donne

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legge Emma Bonino, vicepresidente del Senato

Il corpo della donna è un campo di battaglia. Dai tempi di Elena di Troia e del ratto delle Sabine fino a oggi, in Afghanistan e anche da noi
Qualcuno rideva quando le donne dicevano: io sono mia. C’era poco da ridere. Le donne sono di qualcuno per definizione. Perché, se no, il comandamento direbbe “Non desiderare la donna d’altri”?
È sbagliato parlare di diritto all’aborto. Si tratta DEL diritto a diventare madri per scelta. Abortire è una angosciosa necessita ; ricorrere alla procreazione assistita è spesso un atto d amore
Gli uomini che comprano donne sono molti di più delle donne che comprano uomini. Non è soltanto una questione di potere d’acquisto.
Non esiste alcun capo di vestiario maschile che copra integralmente un uomo nascondendolo dalla testa ai piedi
Chissà se esiste davvero una nipote di Mubarak. Esiste però una signora Mubarak in prima linea contro le mutilazioni genitali femminili. E la signora Clio Napolitano e molte first-lady dell’Africa e del mondo hanno firmato un appello per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili. Non lo sapevate? Ora lo sapete.
Nel 1993 la signora Lorena Bobbit evirò suo marito con un coltello. Ci fu molto scalpore per una singola mutilazione genitale maschile. Ma Le donne che hanno subito mutilazioni genitali sono nel mondo circa 130 milioni. Ogni anno, 3 milioni di bambine.
In molte parti del mondo si abortiscono le bambine , o si sopprimono alla nascita, non servono. Si calcola che oggi manchino all’appello circa 100 milioni di ragazze.
Le tradizioni e i costumi vanno rispettati, ma il diritto della persona è uno solo. Non c’è una legge fuori casa e un’altra in casa. Una ragazza, italiana o pakistana che sia, deve poter decidere dei propri capelli, del proprio vestito, della propria domenica e del proprio venerdì.
In Italia Il delitto d’onore è stato abolito solo nel 1981. Fino ad allora si poteva uccidere la moglie, la figlia, la sorella con una pena irrisoria se l’assassino sosteneva di avere agito “perché offeso nel suo onore”. È ancora cosi, in molte parti del mondo.
Intendiamoci anche le donne, quando sono sceme sono sceme forte.
Una signora ha scritto: IN GENERALE le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la metà. Per fortuna non è così difficile.

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne designata il giorno 25 Novembre tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite

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C’è ancora molta strada da fare

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Il ruolo biologico della donna è quello di madre, sposa ed educatrice. Il lavoro è secondario, viene dopo. Penso che nella crisi di valori attuale e nell’emergenza educativa che viviamo, molto abbia a vedere il fatto che la donna esce molto di casa, reclami una sfrenata indipendenza dal marito e vada a lavorare. (…) Da questo punto di vista il femminismo esasperato ha creato danni e lo si vede nella scarsa educazione anche cristiana dei figli. La donna è biologicamente deputata al ruolo di madre che è quello primario ed una buona madre educa i figli. Ora mi domando come possa svolgere quelli che sono i suoi doveri fondamentali andando a lavorare. (…) Una volta quando la donna badava a quello che è la sua missione, faceva recitare le preghiere, accompagnava i bambini alla scuola e al catechismo tante storture non accadevano, bisogna riconoscerlo.

Queste affermazioni non provengono da un paese islamico o da qualche Imam, ma dal Monsignor Oddo Fusi Pecci, vescovo Emerito di Senigallia.

Ricapitoliamo: sposarsi, fare figli, non uscire di casa, non lavorare, obbedire al marito, insegnare le preghiere ai figli, accompagnarli al catechismo.

Ma non erano gli islamici e il burqa, quelli che mortificavano la dignità femminile?

[ via Metilparaben: La serva del focolare ]

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Sono sempre stata sincera.
Ti ho confessato tutto: il mio passato, le mie storie, le mie paure.
Ti parlo apertamente dei miei nuovi amanti, dei miei pensieri, dei miei desideri, delle mie fantasie più ardite e dei miei segreti più nascosti.
Ma mi stai chiedendo una sincerità che va oltre ogni limite concepibile da una donna.
Il mio peso esatto non lo conoscerai mai!

… soprattutto dopo le feste…

[ via malafemmena ]

sesso, bugie e nerd

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Cerco di alleggerire un po’ la polemica (e l’incazzatura) degli ultimi post, per passare a un argomento un po’ più “stuzzicante”.

Qualche giorno fa, gironzolando per il web, mi sono imbattuta in questo articolo dal titolo curioso: “I nerd lo fanno meglio”
Mi tuffo, incuriosita, nella lettura e vengo a conoscenza che, secondo l’autrice:

A letto sono maestri tutti gli uomini che hanno a che fare con il web e le nuove professioni, al primo posto i tecnici informatici. I nerd sono i signori della rete, e del letto, primi in maestria sessuale su tutte le altre professioni, nuovo sogno proibito technosexual di tutte le donne.

Cercando di smontare un stereotipo comune, continua dicendo che se si erano fatti pensieri “hot” sull’idraulico, il poveretto non si piazzerebbe nemmeno al secondo posto, conquistato invece dagli impiegati.

Ma dai, siamo seri… veramente la professione di un uomo avrebbe influenza sulla sua capacità di soddisfare una donna sotto le lenzuola?
Non credo proprio, e lo dico per esperienza diretta: ho “testato” dall’idraulico al genio della programmazione, e potrei anche ribaltare questa strampalata teoria…

All’ultimo posto della classifica che mette in relazione bravura a letto e professioni, si piazzano, a dispetto delle aspettative, i personal trainer e gli istruttori di palestra, con grande, grandissima delusione dell’immaginario collettivo che si aspetta prestazioni sessuali direttamente proporzionali a muscoli e tartarughe.

Beh, magari su questo le do ragione: solitamente i “palestrati” sono tamente attenti al proprio aspetto fisico da essere innamorati di sè stessi più che della propria compagna…

Cmq, a me questo articolo dà più l’idea di essere una campagna per la riabilitazione della sfera sessuale dei nerd! Ma come, ora non si chiamano geek? Non sono diventati cool?

Ma dai, prendetevi meno sul serio… :)

Concludo qui (anche per non trascendere sull’argomento), ripescando dal dimenticatoio un vecchio spot degli anni 90, della Diet Coke-Diet che fece epoca: “Coke Break“. Guardatelo e… non c’è nerd che tenga…

Your Are Not a Size

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woman

Ogni tanto è bello ricordare quanto è bello essere donne… con tutte le curve di cui madre natura ci ha dotate :)

[ per non parlare del gioco grafico, l'uso delle font, dei colori... vabbeh... ]

[ via TryingToFollow.com ]

Decalogo per donne stuprate

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Leggo e riporto, senza modificare una virgola, perché mi trova d’accordo in tutto…

Dalle sentenze, dai provvedimenti, dalle affermazioni di rappresentanti istituzionali, dall’orientamento culturale, dalle reazioni, dai metodi attraverso i quali l’informazione tratta questo argomento, ho tratto un decalogo che può essere utilissimo ad ogni donna stuprata. Abbiate pazienza: se queste cose le sapete prima, è meglio.

Dopo uno stupro, quando farete la denuncia, dovete sapere che succederà questo:

1 - Se lo stupro avverrà in casa vostra, se è stato vostro marito o il vostro fidanzato a stuprarvi e soprattutto se l’uomo che vi ha stuprato non è "straniero" sappiate che nessuno si occuperà di voi.

2 – Se lo stupro avverrà fuori casa e ne sarà responsabile un italiano sappiate che tutti vi diranno che un po’ è colpa vostra, che ve la siete voluta e che avevate sicuramente un piano perverso per fare cattiverie al vostro stupratore.

3 - Se lo stupro avviene fuori casa ed è un italiano ricordatevi che tutti cercheranno di giustificarlo: diranno che è depresso, malato, che è stato colto da un raptus o che era sotto l’effetto di strane droghe che lo hanno trasformato da potenziale candidato al premio nobel per il rispetto dei diritti umani a efferato criminale femminicida.

4 - Se lo stupro avviene fuori casa ed è uno straniero ricordatevi che a nessuno comunque importerà di voi. Tutti saranno felici di strumentalizzarvi per realizzare piani politici razzisti e fascisti contro tutti gli immigrati, le immigrate finanche i bambini e le bambine di etnie diverse dalla nostra.

5 - Se lo stupro avviene fuori casa ed è uno straniero, qualunque sia l’amministrazione comunale o governativa in carica, sentirete sempre parlare di una parola della quale voi avete perso il senso: "sicurezza". Nessuno vi chiederà Read more →

sul futurismo (cose che non sapevo)

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Manifesto del Futurismo
Le Figaro – 20 febbraio 1909

9. Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei liberatori, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

fonte wiki

… ecco con cosa si vuole sostituire FotoGrafia Festival a Roma…
Beata ignoranza: era meglio che non avessi approfondito l’argomento…

fai silenzio please…

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Leggo svogliatamente qualche notizia dal sito dell’Ansa. Non è che abbia così tanta voglia di sapere quello che succede in Italia in questi ultimi giorni… ho così tanta voglia di emigrare, che evito di alimentarla ulteriormente…

Leggo dell’ennesimo show all’estero dell’omuncolo vestito di bianco, e dato che a lui è permesso di aprire bocca e dagli fiato… lo faccio anche io… così, per mantenermi in allenamento.
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da repubblica.itSesso, i numeri di una vita a letto tredici partner per lui, 7 per lei
“Sono stato con trenta donne”.
L’Inghilterra si divide dopo l’outing del leader politico Nick Clegg.
In Italia la media è inferiore.
leggi l’articolo su repubblica.it

Mi fa un po’ sorridere questo articolo letto or ora sul web, soprattutto sulle battute finali.

Ancora dobbiamo fare i conti di quanti partner abbiamo avuto?
Dobbiamo vantarci o vergognarci di avere una vita sessuale viva e soprattutto “normale”?
Ma stiamo scherzando, vero?

Non so, ma questa cosa di contare con quante persone si è stati a letto, per poi comunicarlo al mondo intero, mi sa tanto di uno sfoggio di virilità ormai fuori moda: un “celodurismo” superato.

E leggendo “Un’altra esperta, la sessuologa Tracey Cox, osserva che gli uomini esagerano perché sono cresciuti col mito della conquista sessuale, mentre le donne diminuiscono perché è stato loro insegnato per secoli ad apparire verginali e immacolate” mi sembra che certe affermazioni siano basate su stereotipi ormai di una generazione fà (il fatto che gli dedicano anche spazio sui giornali mi conferma il tutto…)…

Ma siamo messi ancora così?
A contare le tacche sul muro (oltre ai cm di estensione)?
Ma nel 2008 l’Italia e l’Europa ancora vedono la sessualita sotto questa ottica deformata?

Forse sono solo io che sto dandogli troppa importanza…
Bah… alla fine volevo solo citare la frase conclusiva dell’articolo, che trovo deliziosa:

In materia, resta imbattibile la battuta del personaggio interpretato da Andie McDowell nel film “Quattro matrimoni e un funerale”: alla domanda su quanti uomini abbia portato a letto, replica “meno di Madonna, ma più della principessa Diana, spero”.