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Tag Archive for: dignità

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ma le donne del Pdl, santo cielo, non riscono ad avere un sussulto di dignità?
Cinzia Sasso

Non amo discutere troppo di politica, religione e ruolo delle donne nella società attuale, perché mi “scaldo” spesso e rischio di entrare immediatamente in polemica con il mio interlocutore.
Ma il post di Cinzia Sasso ha espresso esattamente un pensiero che avevo in testa da mesi.

Abbiamo capito che il nano malefico ha successo perché è lo specchio dell’uomo italiano medio (dicesi omuncolo).
Arroganza, disprezzo di tutto e di tutti, umorismo volgare e di basso livello, delirio di onnipotenza e voglie sessuali represse, queste sono alcune delle caratteristiche che accomunano il premier con gli omuncoli che l’hanno votato (basta notare come si comportano gli italiani in vacanza all’estero e avrete tanti piccoli “berlusca” pronti a farsi riconoscere).
In più c’è il sogno/desiderio di avere la sua disponibilità monetaria, e il gioco dell’emulazione è fatto.

Ok, gli omuncoli l’hanno votato.

Ma le donne, perché? Ditemi perché? Cosa ci avete visto in quell’individuo? Cosa vi ha promesso? Avete visto come vi tratta? In cosa vi riconoscete in lui?
Siete ancora legate allo stereotipo dell’uomo a cui è permesso tutto, e più esercità il suo potere più è considerato virile?

Dove avete nascosto quel “sussulto di dignità”?

sul corpo delle donne

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La dignità delle donne non è nell’agenda politica di questo paese. Il decreto del 20 febbraio 2009 lo dice a chiare lettere: la violenza sulle donne non è un problema degli uomini che la esercitano, ma è una questione di ‘sicurezza pubblica’, dimostrando così come – ancora nel 2009 – il corpo delle donne sia considerato un luogo e un bene pubblico da difendere come si difende un territorio o una proprietà!

In Italia il 69, 7 % degli stupri sulle donne è agito da un marito o da un compagno e il 17,4 %. da un conoscente (Istat 2007). Eppure il ‘pacchetto sicurezza’ prevede che se una donna è stuprata dal suo fidanzato o da suo marito questo tipo di stupratore ‘per bene’ può godere di tutti i benefici penitenziari, diversamente da quanto avviene se lo stupratore è uno sconosciuto.
La violenza familiare o privata, commessa solitamente da Italiani, da ‘buoni padri di famiglia’ da ‘bravi ragazzi’, non desta allarme sociale. Per queste violenze si trova sempre un alibi: il gesto folle di un disperato vittima di un ‘raptus’ di follia o di un giovane vittima della ‘cultura dello sballo’. Parallelamente assistiamo a una ossessiva demonizzazione dello straniero su cui viene fatta ricadere la responsabilità di un fenomeno che non è collegato a una matrice etnica: la violenza sulle donne la fanno gli uomini e non dipende dal passaporto!

Questa giustizia a doppio binario è secondo noi solo l’ennesima strumentalizzazione politica esercitata sul corpo delle donne per legittimare misure razziste che si servono del controllo sociale, della delazione e – grazie alla formale legalizzazione delle ronde – della pratica dello squadrismo di stampo fascista. Per contro, questo decreto legge non scalfisce di una virgola la cultura maschilista e patriarcale della società italiana e il sessismo di stato che trova nel presidente del consiglio di questo paese uno dei suoi massimi artefici. [...]

Collettivo Femminista deGenere – Trento

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