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Tag Archive for: dario

tears in heaven

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Sono passati due anni.
E spesso faccio ancora fatica a crederci.

Ogni volta che scorro la rubrica del cellulare e compare il vostro nome, come fra i profili dei social network, ho un sussulto.
Poi penso che è come se non fosse mai accaduto, voi siete ancora nella mia vita. E sorrido a ricordare tutte le risate fatte insieme, i progetti, i sogni, gli eventi, le cene, le confidenze… si, siete ancora qui.
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a prayer for the dying

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La mia “orsettitudine”* in questi ultimi giorni mi sta portando a essere sempre più critica verso le persone e molto più selettiva nella scelta delle amicizie.
Troppo spesso ne esco fuori delusa, se non ferita, da rapporti interpersonali ai quali standard (di ipocrisia) non sono abituata.

In questi momenti, e purtroppo in particolar modo oggi, mi manchi.
Mi manca l’Amica (quella con la “A” maiuscola) che eri; il calore che mi hai saputo dare in questi pochi anni di cammino insieme; le confidenze, la fiducia reciproca, le risate… quante risate…

Egoisticamente mi manchi.
E a un anno di distanza ancora non mi sono rassegnata, e ho ancora troppe domande in sospeso.

Ciao Paola, ciao amichetta mia.
Ciao Dario, grande uomo dal cuore grande.

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in loving memory
Paola & Dario

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* [ trad.: dall'essere orso = misantropia ]

La morte al tempo di Facebook

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Rubo il titolo del post a un altro post che mi è capitato di leggere pochi istanti fà: La morte al tempo di Facebook su Marketing Non Convenzionale – Ninja Marketing.

Era un pensiero che mi ronzava in testa da diverso tempo, da quando ho avuto la conferma della scomparsa della mia migliore amica e del marito, oltre che dai giornali e dagli amici in comune, anche dai commenti lasciati sui loro profili di Facebook.
E’ stato ed è ancora straziante, almeno per me, vedere i loro profili ancora attivi su questo social network. E’ una contraddizione: la loro presenza virtuale in contrapposizione con la loro assenza fisica.

La loro bacheca è diventata un muretto virtuale, dove tutti lasciano messaggi e saluti a queste due povere anime. E leggere un ultimo commento: “temevo che questo muretto si svuotasse passata la prima forte emozione, ma fortunatamente non è stato così” mi fa capire che questa opportunità è necessaria ancora a molte persone.

Io non sono riuscita a scrivere sopra il loro profilo, se non postando il link alla canzone Tears in heaven di Eric Clapton. Sono onesta, spesso ne ho sentito la necessità, e spesso mi sono chiesta il perché, a differenza di tutti gli altri, io non ci sia riuscita.
La risposta è semplice: considero il dolore un fatto privato, e metterlo di “bacheca” non è da me. Lo so che è un controsenso utilizzare invece il mio blog per parlarne, ma qui è come se ne discutessi a casa mia, in famiglia e non in piazza davanti a estranei.

Tornando a Facebook, dal post di Ninja Marketing apprendo che:

secondo la normativa di Facebook, il profilo verrà memorialized. La pagina dell’utente diviene cioè un link commemorativo, attraverso l’eliminazione di alcune informazioni sensibili come foto e status e la reimpostazione della privacy affinché soltanto gli amici confermati possano vedere e cercare il profilo modificato. La bacheca resta cosicché gli amici e la famiglia possano lasciare dei post in memoria del defunto.

Ecco, questa cosa mi ha ancora più colpita. Come ho già detto prima, capisco la necessità di molti di mantenere un contatto attraverso la loro bacheca. Ma c’è anche la mia necessità di “discrezione”, di “riservatezza”, di esprimere il dolore in forma privata appunto. Avevo quasi pensato di togliere i loro account dalle mie amicizie, ma neanche per questa azione sono riuscita a trovare il coraggio…

La mia riflessione, ancora non del tutto razionalizzata, è questa: quanto è giusto “memorializzare” il ricordo di due persone scomparse sopra un social network? quanto è utile? e quanto è “di buon gusto” farlo?
In una società sempre più legata a internet e ai social network, è giusto cavalcare così i nuovi media e i nuovi linguaggi, anche per trasmettere e condividere emozioni così ancestrali come la morte?

Io ancora non ci arrivo, appunto… aiutatemi.

Canzone per un'amica

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in loving memory
Paola & Dario

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danno

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Oggi una persona mi ha di nuovo parlato di te.
Mi ha raccontato dell’incidente e ha preso la tua vita come modello, senza sapere dell’amicizia che ci univa.

Ho pianto.

Piango ogni volta racconto qualcosa di me, e mi accorgo che in quei ricordi ci sei anche tu.
Piango ogni volta che passo davanti a quel maledetto incrocio.

Piangono le persone che mi vedono piangere.

Chissà se “qualcuno” si sarà reso conto che danno immenso ha fatto a tutti noi, portandoti via.

cronaca (un fatto privato)

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Non so bene che titolo dare a questo post. Avevo pensato: “Quando un fatto di cronaca entra nel privato” oppure “Cronaca vs Privato“, ma ancora non rende quello che mi è successo in quest’ultimo mese.
Penserò in corso d’opera a un titolo più adeguato.

Quando apri il giornale, e fra le varie notizie leggi il nome della tua migliore amica legato a un fatto di cronaca tragico, la prima reazione è di incredulità. La mente non accetta quello che legge, e cerca alternative meno dolorose all’apprendimento di quell’evento: come un caso di omonimia, un refuso di stampa; nonostante tutti i dettagli confermano il dato, la mente rifiuta di accettarlo.

Successivamente si alternano dolore (perpetuo), rabbia (verso chi, poi?), accettazione (forse), rassegnazione (dipende), and so on
Logicamente l’elaborazione di un lutto è un fatto prettamente personale, e non starò qui a descrivere come sto cercando di superare io questo momento.

La cosa che mi ha colpito di più, in questi giorni, è stata un’altra. La cronaca. Read more →

non passa

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Non passa… il tempo non passa…
Il tuo ricordo, il dolore non passa…

Guardo fuori dalla finestra, e vedo il punto esatto in cui è successo.
Esco di casa e passo attraverso quel maledetto incrocio che ti ha portata via… che vi ha portati via.

C’è ancora la tua macchina parcheggiata per strada, e la “fatina portafortuna” che mi ha regalato mi guarda da sopra la lampada…
Leggo le vostre pagine su FB, tutti i messaggi dei vostri amici, tutto il dolore, la gioia, la consapevolezza, la rassegnazione…

Ma io non ci riesco.
Non riesco a rassegnarmi all’idea che tu non ci sia più.

la tua risata

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Paola

Si dice che quando ti viene amputato un arto, si riesca ancora a percepire sensazioni, prurito e dolore.

Io stasera riesco a sentire ancora la tua risata.

Addio amichetta mia.
Fate buon viaggio, tu e Dario. Non vi dimenticherò mai.

se esisti, dio, me ne dovrai veramente tante di spiegazioni… ma veramente tante…