Che cosa strana aprire la cassetta della posta ai giorni d’oggi.
A parte le promozioni dei supermercati di zona, che si danno battaglia a colpi di ribassi, i biglietti della Folletto o della Tecnocasa, le offerte di lavoro fotocopiate per badanti, dog-sitter e giardinieri, qualche volantino elettorale e il canone rai… di solito non ricevo molta posta.
Nell’era di internet mi sembra così strano aprire ancora buste di carta, che non siano comunicazioni di banca o fatture (ma anche quelo viaggiano all’80% via internet).
Eppure oggi mi è arrivata una busta, nominativa, indirizzata a me (quindi non “spam” cartaceo).
La prendo al volo, osservo il mio nome stampato con una stampante ad aghi (ne esistono ancora?), il riquadro con “Tassa Pagata / Posta Prioritaria” (e chi c’ha tutta questa fretta?), l’assenza di loghi o personalizzazioni grafiche (nessuna agenzia con cui ho collaborato o promozioni della Adobe e affini)… rimango perplessa.
Mentre salgo le scale mi decido a girarla e…
… getto un grido!










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