finestre

Sbircio luci dalle finestre.
Vite, amori, emozioni, fra i cambi di tono delle luci emesse da un programma televisivo, o di un’abajour accesa.
Vite che non saranno mai mie e per cui provo quasi invidia, dolore.
Vite alle quali ho restituito a suo tempo la loro normalità.

E mentre guardo quelle finestre, e l’aritmico lampeggiare dei fotogrammi televisivi, fra tende scelte con cura e amore, e il vuoto fotogramma degli infissi, mi chiedo casa stia facendo io qui, qui sotto.

Mi asciugo le lacrime, metto in moto, rientro a casa e accendo la luce.
E divento io una di quelle irraggiungibili finestre.

Foto // Valentina Cinelli – “w | in&out” @ Flickr
Sountrack // I Still Haven’t Found What I’m Looking For / U2

L’informazione condivisa e la rivoluzione: quanta strada c’è ancora da fare?

Ieri ho assistito alla nuova trasmissione di Santoro, Servizio Pubblico.
Come per le precedenti trasmissioni Raiperunanotte e Tuttinpiedi, è stato scelto l’ormai collaudato sistema di diffusione della trasmissione attraverso lo streaming web e il digitale terrestre, insieme a un network di emittenti locali.

Mentre assistevo alla trasmissione, ripensavo a Jeremy Rifkin, incontrato al Teatro Valle il 27 ottobre scorso, in un seminario dove è stata la possibilità a noi blogger di porgli alcune domande nel backstage. Read more →

Delirio e paura fra i thread

Ogni tanto, in rete, si trovano dei test per capire qual è il social network che più si addice alla tua personalità, oppure che profilo psicologico possiedi in base a quali social network utilizzi maggiormente.
Per lavoro mi ritrovo a iscrivermi in tempi record a qualsiasi nuovo servizio web compaia fra le maglie della rete, e per molti sono quasi ossessionata dal loro funzionamento.
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Diario animale

DAL DIARIO DI UN CANE

8:00 – Cibo! La mia cosa preferita!
9:30 – Un giro in macchina! La mia cosa preferita!
9:40 – A spasso nel parco! La mia cosa preferita!
10:30 – Coccole! La mia cosa preferita!
12:00 – Pranzo! La mia cosa preferita!
13:00 – Giochi in giardino! La mia cosa preferita!
15:00 – Scondizolo! La mia cosa preferita!
17:00 – Merenda! La mia cosa preferita …!
19:00 – Si gioca a palla! La mia cosa preferita!
20:00 – Wow! Guardo la tv con mamma e papà! La mia cosa preferita!
23:00 – A nanna nella cuccia! La mia cosa preferita!

DAL DIARIO DI UN GATTO


Giorno di prigionia numero 983. I miei guardiani continuano a prendermi per il culo con dei piccoli oggetti ciondolanti. L’unica cosa che mi aiuta ad andare avanti è il mio sogno di scappare.
Nel tentativo di disgustarli, vomito ancora sul tappeto. Oggi ho decapitato un topo e ho gettato il corpo senza testa ai loro piedi. Speravo che ciò li terrorizzasse, perché è la prova di cosa son capace di fare. Comunque, hanno fatto un piccolo commento su che “bravo piccolo cacciatore” io sia. Bastardi.
Oggi son quasi riuscito ad assassinare uno dei miei tormentatori passandogli in mezzo ai piedi mentre camminava. Devo riprovarci domani, però in cima alle scale.
Sono convinto che gli altri prigionieri siano lecchini e spie. Il cane ha sempre dei privilegi speciali. Viene regolarmente rilasciato, e sembra pure che voglia tornare. Ovviamente è un ritardato. L’uccellino dev’essere un informatore. Lo osservo mentre comunica con le guardie regolarmente. Son sicuro che riferisce ogni mia singola mossa. I miei guardiani l’hanno messo in custodia protettiva in una cella in alto, così è al sicuro, per ora…
Vi terrò aggiornati…

Ritratto

Ci sono delle delle circostanze, nella vita, che bisogna cogliere al volo, e che spesso ti sorprendono con dei meravigliosi regali.

Come uno scambio merci con un’amica di famiglia: un sito in cambio di un ritratto.
E chi avrebbe mai immaginato di ricevere una coloratissima tela batik, nella quale ritrovarsi descritte in tutta la propria essenza?
In un vortice di luci e colori, rivedersi con le tracce indelebili del proprio passato: una Valentina che non c’è più, ma che ha reso possibile la Valentina di adesso.

Posso solo aggiungere un commosso grazie.

- Yolanda Zerboni, Bastet (2011) – Tecnica mista su stoffa – www.yoliart.it

Giornalismo partecipativo, ma ne siamo così sicuri?

In queste ore si rincorrono ovunque le notizie e, soprattutto, le immagini della cattura e della morte dell’ultimo dittatore nordafricano.
Come più volte ho raccontato, la storia della Libia e dell’ascesa di Gheddafi ha avuto un ruolo importante nella storia della mia famiglia (e in parte anche della mia nascita) per questo cerco di capire che impatto abbia questo momento storico nella nostra vita, e soprattutto nella vita e nei ricordi di mia madre.

A distanza di 42 anni, l’arco di tempo in cui si è svolta l’ascesa e la fine di Gheddafi, il mondo è cambiato velocemente. E la disponibilità di immagini, notizie e versioni di uno stesso evento è quasi imbarazzante rispetto ai giornali e radiogiornali dell’epoca (1969).
In queste ore scorro foto, video realizzati con cellulari, gente che esulta, volti insanguinati, cadaveri esposti come un trofeo, e tutto ciò grazie a quella che è stata definitita l’evoluzione più democratica dell’informazione: il citizen journalism (giornalismo partecipativo).
Giovani ribelli che si accalcano intorno al corpo del “rais” impugnando smartphone per riprendere ogni singola mossa ed espressione di un uomo, seppur ampiamente condannbile per ciò che ha fatto, inerme, spaventato e insanguinato.

Mi chiedo, quand’è che il citizen journalism si trasforma in voyerismo?

  • Quei giovani sono lì a documentare, oppure sono lì a raccogliere un trofeo, una reliquia digitale di un momento, per una propria gratificazione?
  • I quotidiani online con il loro “sbatti il morto in prima pagina (anzi in homepage)” stanno facendo un servizio pubblico di informazione, oppure usano il sangue per aumentare gli accessi, circondando la notizia da promozioni pubblicitarie da foraggiare, totalmente fuori luogo, e urtando la sensibilità di chi quel sangue non vuole vederlo?
  • E gli utenti, noi, me stessa, perché rimaniamo incollati al monitor alla ricerca di nuove immagini, alimentando questo circolo vizioso di richiesta/offerta di sensazion(alism)i? Perché inorridiamo alla violazione di sensibilità e (forse) di privacy mentre cerchiamo su google maggiori informazioni?

Chi mi sa dire quando finisce il giornalismo partecipativo e inizia la morbosità?

A pranzo con Bastet

Da oggi, 19 ottobre è disponibile anche in Italia LetsLunch.com, un social network tramite il quale si organizzano pranzi di lavoro, di massimo 45 minuti, tra professionisti situati nella tua città o durante le tappe di un viaggio di lavoro. Read more →

Acquisti da typo nerd / Ikea addicted

Il restyling del sito sta procedendo lentamente, così come la risistemazione di casa e della mia nuova vita.
E’ strano che queste tre attività procedano di pari passo, ma forse non è un caso.

Comunque, oggi ho fatto un acquisto che ambivo da tempo.
Un semplice quadro dell’Ikea – OLUNDA – .
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Under evolving

La vita inizia a 40 anni.

Questo è ciò che ci si sente dire appena varcata la soglia degli “anta”. E in questi giorni ho potuto appurare che è proprio così.
Quest’ultimo anno è stato l’anno delle ricorrenze, dei tagli, delle perdite, delle cadute, e come per incanto tutto questo si sta trasformando in un nuovo inizio. Read more →

Noi del Mac

Quello che molti non sanno, e che non possono capire, è il senso di smarrimento che oggi provano milioni di graphic designer e affini.
Non siamo i fanatici, gli Apple Addicted dell’ultima ora, quelli che hanno scoperto i case colorati, le forme tonde e poi via via più essenziali, il giocattolino musicale dell’iPod e l’evoluzione epocale del giocattolone iPhone solo negli ultimi anni. Read more →