bastet in the sky with diamonds

Bastet è un gatto furastico e misantropo, che si occupa di comunicazione e cazzeggia sul web.

Lo strumento blog viene principalmente utilizzato per divulgare pensieri in libertà della sua mente notevolmente disturbata...
non prendete seriamente quello che è scritto qui, non lo faccio neanche io ;)

"Il mio problema è che sono incontentabile
non mi sta mai bene niente dice la gente..."


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la trilogia acquatica ~ reprise

In questi giorni mi è presa la mania dei “video concettuali“.
Sarà il caldo, sarà la noia, sarà la mia annosa ricerca di mezzi e linguaggi comunicativi nuovi, però mi sto divertendo a creare “foto in movimento“, come qualcuno me le ha definite. Stavo anche meditando se acquistare una piccolissima videocamera (ma gli astri, e il CC mi soggeriscono che non è il momento).

Il mio docente di fotografia mi stava raccontando e confermando questa sorta migrazione, da parte di tantissimi grandi fotografi, verso il video. Come se il mezzo fotografico gli stesse ormai stretto.
Non so se questo mio interesse del momento possa essere difinito come una “migrazione”, al momento lo considero solo l’ennesimo esperimento/cazzeggio… poi chissà se evolverà…

Nel frattempo sorbitevi la seconda trilogia acquatica :)
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la trilogia acquatica

Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico.

No, non sono impazzita o in cerca di vendette.
Ho preso spunto da questo antico proverbio cinese per rendere omaggio alla mia amica acqua.

Buona visione… Read the rest of this entry »

biglia d’acqua

Non scrivo più molto sul blog, perché non ho molto da raccontare. O almeno non ho nulla, che non sia estremamente privato, da raccontare.

Questo strano perido non accenna a finire.
Più sono ottimista e aperta alle novità, più ricevo porte in faccia e delusioni.
Oppure decido io (come sempre) di interrompere situazioni nelle quali sono solo io a perderci. Anzi, sono quasi sempre io che agisco, che mi muovo: mi sto convincendo di essere io l’artefice – masochista – di tutte le mie “disavventure” recenti.

Ci piace credere che teniamo sotto controllo gli avvenimenti della nostra vita. Spesso ci prendiamo in giro da soli pensando di essere veramente noi a comandare. Ogni tanto però accade qualcosa che ci ricorda che il mondo segue le sue regole, non le nostre, e che stiamo qui solo di passaggio.

Taken – Episodio 3, Grandi speranze (wikiquote.org)

[ via Candy in progress ]

Stamane però ho letto questo post, e mi è venuto in mente un piccolo episodio che mi è accaduto ieri.

Ero in piscina a nuotare, a sfruttare la mia razione settimanale di sforzo fisico, sfogo, liquido amniotico e tentativo vano di annegare i pensieri. Trovo estremamente rilassante ascoltare il respiro, il battere del cuore, il suono dell’acqua a ogni immersione… e lasciare che tutti i pensieri e i dolori di disciolgano nell’acqua.

Mentre ero assorta nella contemplazione della ritmica perfetta del corpo umano, mi sono messa a osservare le bolle d’aria che rilasciavo. Sferette molli e schiacciate, cristalline, turchesi come le mattonelline del fondo vasca, con mille riflessi di luce.
Pensavo a quanto le sfere di vetro riescano a somigliare all’acqua, a replicarne tutti quei dettagli nei quali mi soffermavo in quell’istante. Liquido e solido di due elementi diversi che riescono a somigliarsi in maniera così sorprendente.

E cercavo di ricordare dove avessi riposto alcune biglie azzurre, di quelle dell’Ikea, usate per decorare casa, per replicare la sensazione avuta in piscina anche “all’asciutto”.

Esco dal centro sportivo, e in mezzo all’asfalto del parcheggio, in mezzo al nulla, sotto il sole del primo pomeriggio, trovo “lei”.

biglia d'acqua

Non vi nascondo che ho avuto un momento di turbamento.

Ok, ok…è una coincidenza… oppure ho richiamato io quella biglia con il pensiero… oppure è un segnale… oppure non è niente…
Non lo so.

Ogni tanto però accade qualcosa che ci ricorda che il mondo segue le sue regole.

Forse l’unica cosa che ho imparato da questo piccolo, e per molti insignificante episodio, è che la vita è una fonte continua di sorprese.

E che non devo smettere di guardarmi intorno con gli stessi occhi spalancati e curiosi che avevo da bambina.

… e cogliere il gioco…

… ovunque esso sia…

il mare è il tuo specchio

Uomo libero, amerai sempre il mare!
Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola e il tuo spirito è un abisso altrettanto amaro.

Charles Baudelaire

rio

hapi © valentina cinelli

You know you’re something special and you look like you’re the best

Her name is Rio and she dances on the sand
Just like that river twisting through a dusty land
And when she shines she really shows you all she can
Oh Rio, Rio dance across the Rio Grande

Duran Duran

l’elemento acqua

hapi

L’Elemento Acqua è Umido (legame) e Freddo (contenere), incarna lo stato liquido, della flessibità, del rilasciamento della materia, la quale tutta recettività e inerzia, si muove secondo le impressioni che riceve. L’Acqua è la creatrice animata dal raggio del calore, Ella assimila, interiorizza, ammorbidisce, mescola, inibisce, omogeneizza, riempie e risolve.

~~~~~~~~

giusto per ricordarmi la mia natura e per inaugurare una nuova categoria nel blog :)

be water [again]

holga | jellyfish

Dalla terra nasce l’acqua, dall’acqua nasce l’anima…
È fiume, è mare, è lago, stagno, ghiaccio e quant’altro…
è dolce, salata, salmastra,
è luogo presso cui ci si ferma e su cui ci si viaggia
è piacere e paura, nemica ed amica
è confine ed infinito
è cambiamento e immutabilità ricordo ed oblio.

Frammento da Eraclito

agua

Que hacer, tu lo sabes / conservar la distancia
renunciar a lo natural / y dejar que el agua corra

scelte

black water

La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero,
ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.
Theodor Adorno

lasciarsi andare..

winter.sea

Holga | ilford HP5 plus 400

“La corrente del fiume scorreva silenziosamente su tutte le creature, giovani e vecchie, ricche e povere, buone e malvagie, in quanto la corrente seguiva il suo corso, conscia soltanto della propria essenza di cristallo.

Ogni creatura si avvinghiava strettamente, come poteva, alle radici e ai sassi del letto del fiume, poichè avvinghiarsi era il modo di vivere e opporre resistenza alla corrente era ciò che ognuna di esse aveva mparato sin dalla nascita.

Ma finalmente una delle creature disse:
Sono stanca di avvinghiarmi.
Poichè, anche se non posso vederlo con i miei occhi, sono certa che la corrente sappia dove sta andando, lascerò la presa e consentirò che mi conduca dove vorrà.

Continuando ad avvinghiarmi, morirò di noia.

Le altre creature risero e dissero: Sciocca!
Lasciati andare e la corrente che tu adori ti scaraventerà rotolandoti fracassata contro le rocce e tu morirai più rapidamente che per la noia.

Quella però non dette loro ascolto e, tratto un respiro, si lasciò andare
e subito venne fatta rotolare dalla corrente e frantumata contro le rocce.

Ciò nonostante, dopo qualche tempo, poichè la creatura si rifiutava di tornare ad avvinghiarsi, la corrente la sollevò dal fondo liberandola, ed essa non fu più nè contusa nè indolenzita.

E le creature più a valle nel fiume, per le quali era un’estranea, gridarono:
Guardate, un miracolo!
Una creatura come noi eppure vola!
Guardate il Messia, venuto a salvarci tutte!.

E la creatura trascinata dalla corrente disse:
Io non sono un Messia più di voi.
Il fiume si compiace di sollevarci e liberarci, se solo osiamo lasciarci andare.
La nostra missione vera è questo viaggio, questa avventura..”

Introduzione del libro Illusioni di Richard Bach






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