Minds Difference

… questa me la vorrei tatuare!
… e ovviamente la dedico a qualcuno ;)
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… questa me la vorrei tatuare!
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Amo questa canzone…
Grazie a un mio caro amico ho scoperto questa versione jazzata della canzone di Fiorella Mannoia, presente nell’ultimo album.
Quante volte l’ho cantata a squarciagola, è liberatoria, unisce femminilità, sensualità, caffè, forza e solitudine…
Io non ho bisogno di te, io non ho bisogno di te
perche’ io non ho bisogno delle tue mani, mi basto sola!
Al di là della condivisione della musica, riascoltando il testo della canzone mi sono accorta come siamo diventati molto più moralisti di 30 anni fa.
Nel Sanremo del 1981, anno in cui la Mannoia partecipò, chi fu lo scandalo legato ai Ricchi e Poveri, che all’ultimo momento esclusero la quarta componente del gruppo per il suo presunto adulterio: però lasciarono che una canzone parlasse palesemente di masturbazione.
Mi chiedo nel 2010 di Ratzinger come si sarebbero comportati…
Quando cercai il mio primo impiego mandai qualcosa come 300 cv ad altrettante agenzie di comunicazioni sparse fra Roma e Milano…
… PER POSTA…
…quanto mi costò fra carta e francobolli (perché logicamente avevo la mia carta intestata stampata su patinata lucida e busta rigorosamente in linea).
Ora è tutto decisamente più facile con i pdf e la posta elettronica.
Mi mi sento di appartenere decisamente a un’altra epoca anche in questo.
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Giovedì scorso sono andata a VISIONARIA 2010 – 1° Brainstorming Day, un evento promosso dalla Fondazione Ateneo Impresa, istituzione non profit finalizzata alla valorizzazione della persona e dei giovani talenti.
Sono stata invitata da Laura Mazzucchelli, una ragazza che non conoscevo, ma che mi ha cercata sul web, e la quale mi ha fatto un bellissimo regalo durante l’evento.
Anzi un bellissimo regalo l’ha fatto a te, ai vostri genitori e a tutti i vostri amici.
Un mio piccolo contributo per augurarti buon compleanno!
Mi manchi, amica mia.
Il ruolo biologico della donna è quello di madre, sposa ed educatrice. Il lavoro è secondario, viene dopo. Penso che nella crisi di valori attuale e nell’emergenza educativa che viviamo, molto abbia a vedere il fatto che la donna esce molto di casa, reclami una sfrenata indipendenza dal marito e vada a lavorare. (…) Da questo punto di vista il femminismo esasperato ha creato danni e lo si vede nella scarsa educazione anche cristiana dei figli. La donna è biologicamente deputata al ruolo di madre che è quello primario ed una buona madre educa i figli. Ora mi domando come possa svolgere quelli che sono i suoi doveri fondamentali andando a lavorare. (…) Una volta quando la donna badava a quello che è la sua missione, faceva recitare le preghiere, accompagnava i bambini alla scuola e al catechismo tante storture non accadevano, bisogna riconoscerlo.
Queste affermazioni non provengono da un paese islamico o da qualche Imam, ma dal Monsignor Oddo Fusi Pecci, vescovo Emerito di Senigallia.
Ricapitoliamo: sposarsi, fare figli, non uscire di casa, non lavorare, obbedire al marito, insegnare le preghiere ai figli, accompagnarli al catechismo.
Ma non erano gli islamici e il burqa, quelli che mortificavano la dignità femminile?
[ via Metilparaben: La serva del focolare ]
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- ‘Diego, insegnami a capire le donne’
- ‘Non è una cosa che si può insegnare, Carlito, bisogna impararla da soli, e per ogni donna è diverso’
- ‘Ma tu sai ragionare come loro, e sai stare con loro. Puoi insegnarmi quello’
- ‘Devi imparare a riconoscere che donna hai davanti’
- ‘Come si fa?’
- ‘Le donne si dividono in due categorie: quelle che sono sempre state felici, senza affrontare mai alcuna difficoltà, e quelle che nella vita sono state segnate da qualcosa. Evita le prime, concentrati sulle altre’
- ‘Perché?’
- ‘Le donne felici non hanno lo stesso fascino. Spesso sono noiose, a volte irritanti. Non è una buona scelta. Scegli una donna segnata’
- ‘Come faccio a distinguerla?’
- ‘Le donne segnate cercano di aiutarti. Cercano di risolvere i tuoi problemi’
- ‘E ci riescono?’
- ‘Solo se non sono ancora riuscite a risolvere i loro’
- ‘…’
- ‘I problemi degli altri sembrano sempre più facili da risolvere’”
[ via Pommes du paradis terrestre. | the Waxen Pith ]
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[ via http://emmanuelnegro.tumblr.com/ ]
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Amo guidare.
Certo, detto da un’abitante della capitale che risiede in una zona diametralmente opposta a tutti i punti di interesse sembra un paradosso, però guidare, prima che una necessità è sempre stato per me un piacere.
Avere un’auto è sempre stato legato alla mia indipendenza, al poter fare cose da sola, senza dipende da nessuno; raggiungere chi volevo e all’orario che volevo; ma anche rimanere da sola per lunghi periodi (il traffico di Roma te li impone), in compagnia solo dei tuoi pensieri e della tua musica.
Presi la patente poche settimane dopo la maturità; iniziai a guidare solo 2 anni dopo per una serie di sfortunati eventi, ma mi rimisi quasi subito in paro, perché ebbi la fortuna/sfortuna di frequentare un paio di pirati della strada, due amici con la guida parecchio sportiva. Da loro ereditai uno stile di guida un po’ più “easy” rispetto a molte persone: per alcuni guido molto bene, per altri guido troppo spericolata… diciamo che amo correre, ma mai con passeggeri a bordo ;)
Sono anche una donna atipica, perché continua a leggere »
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