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Archive for category: sento

Un’estate vuota

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Un’estate vuota, iniziata troppo tardi e già che volge al termine.
Un’estate dichiarata come della resa dei conti, ma dove non c’è nulla da rendicontare.

Un’estate dove tutti i demoni sono già stati sconfitti, domati: dove non c’è più nulla da combattere né da conquistare. Read more →

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Elogio del Clown

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I Clown sono le persone più tristi del mondo.

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Luna che piange

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lunachepiange_intIeri ho visto una luna che piange.
E mi sono ricordata che da quel 25 giugno sono passati esattamente 10 anni.

Niente rimorsi, niente rimpianti.
E questo post è volutamente criptico.

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Rughe

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Alla vigilia dei 43, mi ritrovo a guardarmi allo specchio e a inseguire con lo sguardo nuovi e profondi solchi sul mio viso.

La mia pelle, dopo le sollecitazioni fisiche ed emotive di questi ultimi anni, mi sta lanciando segnali importanti, e quelle che solitamente vengono definite rughe d’espressione intorno ai miei occhi, si sono trasformate in rughe di emozione, di vita.

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Solo, Ben Harper

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Per anni mi sono privata della gioia di andare ai concerti.
Perché avevo gusti musicali (per l’epoca) troppo particolari; non amavo andarci da sola; o probabilmente non avevo gli amici giusti.

È la seconda volta che, con un colpo di testa, acquisto il biglietto all’ultimo momento, vado da sola a un concerto da troppo tempo desiderato e… invece di vivere un’esperienza in solitaria, lì vi incontro il mondo.

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Tredici

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La musica mi sembra sempre il miglior modo per ricordarti.

(Per chi come me ama le cover, qui la playlist che continuo a riempire)

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Ci sono giorni…

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Ci sono giorni in cui ti guardi allo specchio e, nonostante tutto il dolore e le avversità, vedi la donna che avresti sempre voluto essere.
E sorridi. Read more →

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Per Natale regalami un cuore

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Anche quest’anno è arrivato Natale.
A differenza degli anni scorsi, non sono infastidita dalle luminarie, dallo shopping compulsivo, dagli spot fintamente buonisti. Semplicemente non me ne importa niente. Mi scivola tutto via come acqua fresca.

Ho pure acquistato – udite udite – le luminarie natalizie made in Ikea. Le ho usate per fare qualche foto ai Coinquilini Felini. Ma non le ho appese in giro per casa, dato che nessuna ventosa resiste alla furia di tre felini giocosi e irruenti.

Qualche giorno fa ho letto (non ricordo dove, in giro per il web) che a Natale ognuno di noi non desidera una cosa, ma una persona.
L’ho trovato un pensiero molto bello, che mi ha portato a riflettere su quest’ultimo anno, su quello che mi ha dato e quello che mi ha tolto.

Sono giunta alla conclusione che a Natale non vorrei una cosa o una persona.
Vorrei un sentimento.

Non che sia inaridita, ma da maggio a oggi sono successe talmente tante cose, che ormai ho quasi paura di ciò che provo, e ho perso fiducia nella mia capacità di giudizio. Vorrei poter tornare a sognare, a sperare, ad avere fiducia nel genere umano.
Tutto qui… (“ti pare poco?” urlò una vocina fuori campo…)
 
divisorio
 
Quest’anno ho imparato a mie spese: che se ami la gente scappa; se la proteggi troppo ci rimetti tu; che le persone deboli buttano fango sugli altri per nascondere i propri errori; che le persone deboli parlano male degli altri perché non hanno una vita propria di cui occuparsi; che le persone deboli ed egoiste è meglio lasciarle andare per la loro strada (e impedirgli di attraversare la tua); che nessuno merita di essere ferito gratuitamente; che le persone belle vanno tenute strette; che la “tribu delle donne” è sempre bella e accogliente; che la porta di casa mia è sempre aperta (ma con riserva); che sono stanca di contare tutte le belle persone che escono tragicamente dalla mia vita; che mi sento bene quando mi rendo utile agli altri; che un pugno di riso può cambiarti la vita (e i fianchi); che la sincerità è sempre la miglior scelta, e se a qualcuno può non andar bene, non è affar mio; che a 42 anni sono troppo vecchia per il mondo del lavoro; che a 42 anni sono troppo vecchia per passare le nottate a chattare (offrimi un bicchiere di vino instead); che a 42 anni non cambierei una virgola di me (neanche una singola ruga).

Ovviamente per questo Natale vorrei la pace nel mondo, un gatto in ogni casa, e che ognuno trovi il bandolo della matassa della propria esistenza…
Forse la mia ha iniziato a dipanarsi.

pis-en-lov evribodi

 

P.S. Il presente post vale anche come augurio di Buone Feste, così contribuirò a ridurre il traffico mail/sms di questi giorni ;)

 

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Una sera di dicembre

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… a un certo punto ho rallentato.
Ho smesso di camminare velocemente, con le braccia strette a proteggermi dal freddo e dalla notte, e ho iniziato ad ascoltare il rumore cadenzato dei miei passi sui sampietrini.
Ho alzato gli occhi e osservato le luminarie di Natale che ripetevano la loro pigra intermittenza.
E mi sono sembrate quasi belle, tenere…

Nessuno in giro per questi vicoli – strano per un sabato sera – e la città che mi accoglieva in un caldo abbraccio.
Roma, l’aria frizzante della notte e io, finalmente in pace con me stessa.

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L’AMA ringrazia (del tenere e del buttare)

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Quanta sicurezza ci danno le cose, gli oggetti.
Quando una persona sta male, tende a cercarla negli oggetti di uso quotidiano, nelle persone. Se qualcosa (o qualcuno) viene a mancare, viene tolto o buttato si crea un vuoto, e riempire quel vuoto, giustificarlo è uno stress per chi non ha equilibrio. Quindi si tende ad accumulare. A collezionare. Per stare tranquilli.
Idem per il cibo, Read more →

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