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Archive for category: ricordo

undici

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E sono 11.
Sono tanti, sono pochi, non lo so.

So solo che quest’anno va un po’ meglio.
Come se l’aver oltrepassato la boa del decennale rendesse il dolore più lieve.
Come una polaroid che pian piano perde i suoi colori e lascia solo le tracce essenziali di un viso.

Ormai tutto questo fa parte di me.
L’ho assorbito, digerito, metabolizzato, e neanche ha più senso chiamarlo dolore: ormai è uno stato latente di malinconia.
Un velo sull’anima, il pezzo mancante di un puzzle, quell’unico respiro che ti manca nell’arco della giornata… e l’eco dei “se” che subito dopo averli pensati, scuoti la testa per scacciarli e tornare alla realtà (“se ci fosse stato lui…”, “cosa avrebbe fatto se…”).

Ed eccomi qui, ferma davanti allo specchio: a contare gli anni; a ricordare com’ero, com’eri, come eravamo; a tirare le somme; a sorridere mentre quella lacrima scende calda sulla guancia.
Mentre tutto cambia e tutto resta uguale.

Ciao papà… (con la voce che tu sai)…

2006 forse…

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Sono passati due anni e mezzo.
Da questa foto forse 5, forse molti di più.

Non ricordavo di averla, non pensavo di avere nostre foto insieme. E vederla saltar fuori da un libro è stata un bellissimo regalo di Natale, nonché un colpo al cuore.

Com’eravamo belle, piene di energia. Era estate, era il matrimonio di una nostra collega, era un periodo pieno di sogni, di progetti, di pazzie.

Ma tu non ci sei più, e non c’è neanche quella Valentina.
La tua vita spazzata via da una drammatica fatalità. La mia vita travolta dagli eventi, dal dolore, dalla disillusione.

Mi manchi, mi manca la mia amica, la mia socia, la mia compagna di sogni.
Mi manca la tua gioia, la tua energia, la tua risata.

Ancora devo capire il significato di tutto questo, e non c’è giorno in cui, attraversando quel maledetto incrocio, non ti dedichi un bacio e un pensiero.

Buon Natale amica cara.

Ritratto

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Ci sono delle delle circostanze, nella vita, che bisogna cogliere al volo, e che spesso ti sorprendono con dei meravigliosi regali.

Come uno scambio merci con un’amica di famiglia: un sito in cambio di un ritratto.
E chi avrebbe mai immaginato di ricevere una coloratissima tela batik, nella quale ritrovarsi descritte in tutta la propria essenza?
In un vortice di luci e colori, rivedersi con le tracce indelebili del proprio passato: una Valentina che non c’è più, ma che ha reso possibile la Valentina di adesso.

Posso solo aggiungere un commosso grazie.

- Yolanda Zerboni, Bastet (2011) – Tecnica mista su stoffa – www.yoliart.it

Noi del Mac

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Quello che molti non sanno, e che non possono capire, è il senso di smarrimento che oggi provano milioni di graphic designer e affini.
Non siamo i fanatici, gli Apple Addicted dell’ultima ora, quelli che hanno scoperto i case colorati, le forme tonde e poi via via più essenziali, il giocattolino musicale dell’iPod e l’evoluzione epocale del giocattolone iPhone solo negli ultimi anni. Read more →

Oggi è una buona domenica

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Oggi è una buona domenica.
Con un sole ancora caldo fuori dalla finestra, ma tu in casa con la tua vita da rimettere in ordine.
Dopo il passaggio dell’uragano c’è molto lavoro da fare: buttare ciò che si è rotto, aggiustare quel che è rimasto di utilizzabile, ripulire, dare una mano di bianco alle pareti, magari progettare qualche cambiamento nella disposizione dei mobili e mettere qualche quadro e qualche mensola in più. Read more →

La perdita dell’innocenza

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Sapevo, anzi volevo che questi 40 anni segnassero un punto di svolta nella mia vita, dopo la depressione latente che mi ha perseguitata in questi 5 anni.
Ma non avrei mai creduto che ciò avvenisse davvero, con tale violenza e rapidità.

Questi ultimi due anni mi ha dato tanto, ma mi ha anche tolto quasi tutto.
Tutto ciò che ha significato qualcosa per me: la salute (fisica e mentale), tanti affetti, tanti punti fermi e certezze. Read more →

tears in heaven

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Sono passati due anni.
E spesso faccio ancora fatica a crederci.

Ogni volta che scorro la rubrica del cellulare e compare il vostro nome, come fra i profili dei social network, ho un sussulto.
Poi penso che è come se non fosse mai accaduto, voi siete ancora nella mia vita. E sorrido a ricordare tutte le risate fatte insieme, i progetti, i sogni, gli eventi, le cene, le confidenze… si, siete ancora qui.
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splendida quarantenne

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Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste. Cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre con una minoranza di persone.
Ma non nel senso di quei film dove c’è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un’isola deserta perché il regista non crede nelle persone…
Io credo nelle persone. Però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre d’accordo e a mio agio con una minoranza…

~ Nanni Moretti, Caro Diario

origini

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Ci sono cose che non si possono spiegare: malesseri che nascono dai propri geni, e non da ricordi o eventi subiti in prima persona.

Anche se in alcuni luoghi non ho mai messo piede, ci sono legata. E questo mio viscerale amore per il Nord Africa non riesco a spiegarlo in nessun altro modo se non con i geni, con il DNA.

La Libia, una terra che non ho mai visto. La terra dei miei avi, di vite, storie ascoltate, raccontate, assorbite, fatte tue.
Le origini di tutto. Della mia nascita, della nascita della mia famiglia, l’incontro dei miei genitori, l’adolescenza di mia madre, la vita di mio nonno… e via a continuare, indietro nel tempo.

Oggi ho tirato fuori il mio primo (anzi secondo) documento ufficiale, il rifiuto di stato di profugo. Perché nata in Italia, perché concepita in Italia.

Ho sorriso di tante coincidenze, e poi di nuovo quel malessere.
Assurdo, continuo, martellante.
Nomi e luoghi saliti alla cronaca: è come se parlassero dell’agonia di un mio parente, come se a nudo ci fossero le mie origini, con nessuno che può vedere, scoprire, capire.

dieci

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Quest’anno è stato l’anno dei grandi eventi e delle cifre tonde.
Ho cambiato l’auto dopo 10 anni e ho rifatto la patente dopo 20; ho tagliato il codino dopo 25, ho preso in totale 10kg e a breve ne compirò 40; tu avresti avuto 70 anni e proprio oggi è il 10° anniversario.

Stanotte ho pianto.
Il dolore è lo stesso, non è cambiato.
Siamo cresciuti, ma ci sentiamo ancora persi e spaesati come bambini.
E ogni ricordo è ancora vivo e inciso nell’anima.

E’ inutile negarlo: mi manchi.
E oggi devo trovare il coraggio di guardarmi allo specchio e tirare le somme di questi 10 anni senza te.

puttino