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Archive for category: News & Stuff

A pranzo con Bastet

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Da oggi, 19 ottobre è disponibile anche in Italia LetsLunch.com, un social network tramite il quale si organizzano pranzi di lavoro, di massimo 45 minuti, tra professionisti situati nella tua città o durante le tappe di un viaggio di lavoro. Read more →

Under evolving

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La vita inizia a 40 anni.

Questo è ciò che ci si sente dire appena varcata la soglia degli “anta”. E in questi giorni ho potuto appurare che è proprio così.
Quest’ultimo anno è stato l’anno delle ricorrenze, dei tagli, delle perdite, delle cadute, e come per incanto tutto questo si sta trasformando in un nuovo inizio. Read more →

Web Content Editor 2011 – PWI2011

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Nell’ambito del Premio Web Italia 2011, nona edizione, sono stati istituiti Premi speciali fuori concorso dedicati a valorizzare le professionalità italiane che si sono distinte nel contesto di undici profili professionali stabiliti nel gruppo di lavoro IWA Italy Web Skills Profiles.

Il Premio Web Skills Profiles Special Awards alla professione di Web Content Editor per l’anno 2011 è stato assegnato a Valentina Cinelli per Tiragraffi.it. Read more →

La Notte della Rete: partecipazione e riflessioni a margine

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Ieri c’è stata La Notte della Rete (per la verità è stato più un pomeriggio), organizzata a 24 ore dall’approvazione della Delibera dell’Agcom.
E’ stata una bella esperienza, anche se l’ho vissuta da casa davanti al mio monitor, e ho voluto dare il mio piccolo contributo non solo firmando la petizione ma anche ospitando la diretta su Tiragraffi.

Sul palco si sono alternati politici, giornalisti, blogger, e tanta altra gente, tutti a dire la loro su ciò che potrebbe accadere se la delibera passasse, e con un’unica corale richiesta: aggiornare le leggi in merito al diritto d’autore, e non entrare a gamba tesa come uno sceriffo incattivito, sovvertendo l’ordine dello Stato.

Tutto bello, quindi, tutto rose&fiori / peace&love. Assolutamente no.
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I miei 15kb di notorietà…

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@Dania
Mamma, mamma, sono sull’Unità col mio tacco&martello! (Grazie a Valentina Cinelli per il logo!) http://twitpic.com/59yosn

:)

who & where

splendida quarantenne

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Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste. Cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre con una minoranza di persone.
Ma non nel senso di quei film dove c’è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un’isola deserta perché il regista non crede nelle persone…
Io credo nelle persone. Però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre d’accordo e a mio agio con una minoranza…

~ Nanni Moretti, Caro Diario

l’esercizio della solitudine

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Nei giorni scorsi ho avuto la fortuna di visitare la mostra dedicata a Fabrizio De André alla Rotonda di via Besana a Milano.

Questa sua citazione sulla vita mi ha colpita al centro del cuore.
Vorrei dedicarla, vorrei dedicarmela.

La vita, più che una corsa verso la morte, è una disperata fuga dalla nascita.
Quando veniamo al mondo affrontiamo una sofferenza e un disagio che ci portiamo avanti tutta la vita, quelli di un passaggio traumatico da una situazione conosciuta all’ignoto.
Questo è il primo grande disagio.

Il secondo, non meno traumatico, è quando ci rendiamo conto che dovremo morire.
L’uomo diventa grande diventa spirituale o altro, quando riesce a superare questi disagi senza ignorarli.

Ora, se a essi si aggiunge anche l’esercizio della solitudine, ecco che allora forse a differenza di altri che vivono protetti dal branco, alla fine della tua vita riesci a consegnare alla morte una “Goccia di Splendore”.

Se ti opponi, se ti rifiuti di attraversare e superare questi disagi, per sopravvivere ti organizzi affinchè siano altri a occuparsene e deleghi. Questa rinuncia ti togli dignita, ti toglie la vita.

Credo che l’uomo per salvarsi debba sperimentare l’angoscia della solitudine e dell’emarginazione.
La solitudine, come scelta o come costrizione, è un aiuto; ti obbliga a crescere.
Questa è la salvezza.

~ Fabrizio De Andrè

Intervista su Zooppa Italia

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Piccola fiera delle vanità.

Venerdì 8 aprile è stata pubblicata sul blog di Zooppa, la celebre piattaforma di creatività in crowdsourcing, una mia intervista in merito a uno dei miei progetti, Tiragraffi.

Orgogliosa e imbarazzata come non mai.
Orgogliosa che un altro dei miei progetti inizi a camminare con le proprie gambe; imbarazzata perche, come sempre, non amo comparire in prima persona…
Ma tant’è…

// vai al’articolo Tiragraffi.it, un magazine graffiante

Testamento biologico for dummies

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Sottoscrivo parola per parola…

Siccome il testamento biologico è tornato di stretta attualità grazie al disegno di legge che è in via di approvazione in questi giorni, e visto che da quella legge potrebbe dipendere il nostro futuro, vale la pena di chiarire una serie di punti sui quali, tanto per cambiare, qualcuno prova sistematicamente a prenderci in giro.
Buone FAQ a tutti.

Nessuno può rinunciare a una terapia indispensabile per la propria sopravvivenza.
Sbagliato. L’articolo 32 della nostra Costituzione stabilisce esattamente il contrario: ‘Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana’.

D’accordo, ma di fatto queste cose non avvengono mai: chi permetterebbe che un essere umano muoia solo perché si rifiuta di curarsi?
Invece accade tutti i giorni. Senza arrivare al classico esempio dei testimoni di geova, che spesso e volentieri ci rimettono le penne perché decidono -legittimamente, se sono maggiorenni- di non sottoporsi alle trasfusioni, succede tutti i giorni che un malato decida di non avvalersi della chemioterapia, di non fare l’emodialisi, di non prendere i farmaci antivirali o quelli contro l’ipertensione, anche se da quelle terapie dipende la sua sopravvivenza; nessuno, per fortuna, può mandare i carabinieri a prenderli a casa per costringerli a curarsi.

Bene, ma se le cose stanno così qual è il problema?
Il problema è che mentre tutti quei malati sono consapevoli, possono muoversi, e quindi sono materialmente in grado di non sottoporsi alle terapie indesiderate, ci sono altri pazienti che non hanno lo stesso privilegio, vuoi perché sono vigili ma immobilizzati (come Welby), vuoi perché sono incoscienti (come Eluana); loro, evidentemente, non sono in grado di mettere in pratica la loro scelta da soli, e per non essere discriminati rispetto agli altri hanno bisogno di due elementi in più: poter mettere preventivamente per iscritto la loro volontà e avere un medico che li aiuti a realizzarla.

Logicamente fila, ma mica si può obbligare un medico a staccare un respiratore o a togliere un sondino nasogastrico, provocando in tal modo la morte di un paziente.
Infatti nessuno lo pretende: quello che si chiede è che qualora un medico si dichiari disponibile, quel medico non possa essere perseguito per omicidio del consenziente o per assistenza al suicidio. C’è una gran bella differenza.

Certo, però nel momento in cui è immobilizzato o incosciente il malato potrebbe aver cambiato la sua scelta rispetto a quanto aveva scritto in precedenza, con il particolare che non può più dirlo.
Affermazione molto discutibile: se il paziente è immobilizzato ma vigile, come Welby, la tecnologia gli mette a disposizione sofisticati strumenti per consentirgli di dire ciò che vuole anche muovendo soltanto un sopracciglio; se invece è incosciente, come Eluana, non si vede in che modo possa elaborare una decisione, che dovrebbe essere per l’appunto una presa di coscienza.

Va bene, però l’alimentazione e l’idratazione artificiali non sono terapie mediche, ma mezzi ordinari necessari alla sopravvivenza di un essere umano: quindi a quelli non si può rinunciare.
Tanto per cominciare, il fatto che la nutrizione artificiale non sia una terapia è molto discutibile: leggete qua cosa bisogna fare per posizionare correttamente un sondino nasogastrico e poi ne riparliamo. Dopodiché, anche ammettendo che non si tratti di terapie, non si vede perché ciò implichi che non vi si possa rinunciare: anche farsi fare la barba non è una terapia, ma sfido chiunque a dire che per questo motivo un malato ricoverato in ospedale abbia l’obbligo di farsi radere.

Tutto giusto, però ci vuole una legge che disciplini queste questioni, altrimenti finisce che la gente fa quello che vuole e si rischiano gli abusi.
Andiamo per ordine: a rigor di logica una legge sul testamento biologico non sarebbe neppure necessaria, perché il diritto di lasciare per iscritto la propria volontà di rinunciare, in futuro, a determinati trattamenti non desiderati si può desumere dai principi costituzionali, anche se evidentemente una legge che lo consentisse e lo disciplinasse in modo esplicito sarebbe utile; la legge attualmente in via di approvazione, invece, non disciplina, ma vieta: proibisce che si possa rinunciare all’alimentazione e all’idratazione artificiali, e lascia al medico, non all’interessato o a una persona da lui designata, l’ultima parola sull’opportunità di proseguire o interrompere le terapie.

Quindi meglio nessuna legge?
Sì, rispetto a questa meglio nessuna legge: a meno che non vogliate, nel malaugurato caso in cui vi capiti qualcosa di brutto, che sia un altro a decidere al vostro posto, o non desideriate che vi nutrano e vi idratino sine die senza alcun riguardo per la vostra effettiva volontà.

Sta di fatto, però, che la vita non è nella nostra disponibilità, perché appartiene a un essere superiore che ce l’ha data: solo lui può togliercela.
A questo punto si tratta di mettersi d’accordo: o continuiamo a ritenere che l’Italia sia un paese laico, il che equivale a dire che i precetti religiosi non possono essere vincolanti per tutti, ma solo per chi li sceglie, oppure la trasformiamo in uno stato teocratico, e allora introduciamo anche la confessione obbligatoria, la messa forzata e il divieto penale dei rapporti sessuali non finalizzati alla procreazione.
Se ve la sentite…

[ via Testamento biologico for dummies ]

Se non ora…

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Io vado.
Tu che fai?