Archive

Archive for category: guardo

Fotografi e fotografia, cose da sapere

Categories: faccio, guardoTags: , , , , Author: 839 views

Come molti sanno, una delle mie più grandi passioni è la fotografia. Grazie ad essa, 7 anni fa ho riscoperto la mia vena creativa e ho trovato il modo per esprimere ciò che ho dentro (di più artistico, intimo o contorto).
Dopo premi, lavori, mostre e riconoscimenti, mi sono staccata un momento da questa meravigliosa arte per inquadrarla nuovamente sotto la giusta “ottica”.
Lo so, quel momento sta durando da oltre 3 anni, ma la mia analisi da esterna ancora sta continuando a studiare e valutare questo strano ecosistema.

Oggi in rete ho trovato questo simpatico post che descrive i 10 tipi di fotografi da cui stare alla larga, e ho colto l’occasione per implementare, anzi riscrivere la lista in base alla mia esperienza.

Di seguito ciò che ho scoperto, metabolizzato e (forse) digerito.

Il Professionista (o presunto tale)

Inizialmente sono fuggita dal mondo delle mostre, dei fotografi professionisti, dei corsi e dei workshop inutili, a causa dell’arroganza di cui il mondo dei “professionisti” abbonda.
La troppa autostima nelle proprie capacità, la sindrome da “Marchese del Grillo” (“perché io so’ io, e voi non siete un c…!”), la lobby che crea fra suoi simili, dove per un comune mortale è impossibile avvicinarsi, sono tutti elementi che mi hanno fatto desistere dall’esser chiamata “fotografa” e mi hanno fatto prendere le distanze da chi ama definirsi tale.

Una bellissima descrizione è stata data da Ando Gilardi, grazie a una segnalazione della mia amica Valeria.

una istantanea senza testo non è niente, un testo senza istantanea dice sempre qualcosa se poi è illustrato da una sua istantanea fa un salto di qualità. Ci sono milioni di fotografi che appendono ai muri con tanto di nome ma senza una riga che dica il perchè dovrei guardarle: questi infelici campano perchè nasce fra loro una pietosa complicità: io faccio finta di capire i tuoi consumi fotografici però tu devi far finta lo stesso con i miei: ma è come fare la cacca insieme…

L’Artista (o presunto tale)

Agli inizi del 2000, durante gli esordi del digitale, ci fu una tendenza vintage che attraversò in maniera creativa tutto il decennio: la lomografia.
L’uso di vecchie macchine fotografiche, o di scatolette di plastica dagli effetti imprevedibili, la sperimentazione con gli sviluppi invertiti delle pellicole, la ricerca del giusto lightleak da far penetrare all’interno del fotogramma, la riscoperta delle Polaroid e l’arte di manipolarle, tutto ciò definì un periodo di fermento creativo non indifferente.
Cosa ci fu di sbagliato in questo periodo?

  • La nascita della convinzione che la macchina fotografica facesse tutto da sola (“don’t think just shoot”);
  • che ogni scatto fosse un capolavoro;
  • che “tanto ci sono i filtri di Photoshop (o un’App dell’iPhone) che fa la stessa cosa, quindi anche io sono un lomografo”;
  • che a distanza di 10 anni c’è ancora gente che è convinta che basti possedere una costosa LCA e farla scattare a caso per essere un artista.

L’Attrezzatura

Su questo c’è poco da dire: eBay-dipendente (prima ancora mercatino fotografico-dipendente), possiede un esercito di corpi macchina, obiettivi, anelli adattatore, battery pack, borse ergonomiche, kit pulisci sensore… ma sinceramente non ho mai visto neanche una foto, realizzata da loro, che fosse degna di questo nome.

Photoshop, or it didn’t happen

HDR, tiltshift, cutout, desaturazione… se non sai il significato di questi termini, sei salvo!
Ho visto fotografi bravi, foto interessanti, composizioni dinamiche… il tutto rovinato da un uso eccessivo dei programmi di post-produzione.
Continuo a chiedermi perché dopo che uno ha scattato una foto, deve assolutamente mettere la propria firma digitale alterandone colori e contrasti. Capisco un fotoritocco migliorativo, o un percorso artistico dove il protagonista del progetto non è più il soggetto della foto ma lo stile con il quale è stata trattata la foto stessa: ma usare l’HDR anche per enfatizzare il giardino di casa, o forzare un bianconero perché la foto a colori “non ci convinceva” mi dà l’impressione di un’ansia da prestazione.
La mia foto ancora non è da WPP allora la bacchetta magica di Photoshop la renderà perfetta.

Il fotografo amatoriale

Reduce dalla consulenza per lavori inerenti il mondo della fotografia, mi sono ritrovata a confrontarmi con il mondo dei fotografi amatoriali a fare nuove e più approfondite riflessioni su persone e comportamenti.
Il fotografo amatoriale, riassume in sé tutte le figure sopra descritte, ma parallelamente si divide in alcune sottospecie.

  • L’analfabeta - sembra che la maggior parte dei fotografi amatoriali non sappia leggere: i regolamenti dei concorsi, i manuali d’uso, i forum con i consigli, la ghiera dell’obiettivo. Sanno solo chiedere, pretendere e contestare.
  • Il cieco aka “sono nato imparato” – molti sono convinti che nel momento in cui viene impugnata una fotocamera si è automaticamente in grado di fare belle foto: prima di tutto bisogna imparare a guardare, a scoprire la realtà che ci circonda, a “vedere” la foto prima ancora di avvicinare l’occhio al mirino.
    Un consiglio per tutti: studiatevi le foto dei fotografi più bravi e famosi, trovate una foto che vi piace e cercate di capire il perché vi piace e come è stata eseguita e composta.
    Prima di imparare a scrivere (con la luce) dovete imparare a leggere.

Nella fotografia esistono, come in tutte le cose,
delle persone che sanno vedere
e altre che non sanno nemmeno guardare.
Nadar ~ Gaspard-Félix Tournachon (1820 – 1910)

  • L’entusiasta incompreso – creare qualcosa è sempre un’esperienza unica (lo sanno le donne da migliaia di anni, forza creatrice e genitrice dell’intera umanità). Creare una foto è un po’ come partorire un figlio: bello, completo, specchio delle nostre passioni, della nostra natura, ma animato di vita propria.
    Ecco, siamo onesti: a parte che “ogni scarrafone è bello a mamma sua”, non tutti i figli ci vengono come vorremmo. O per trovare una metafora comprensibile ai più: “non tutte le ciambelle riescono con il buco”.
    Non ingolfate la visuale dei vostri amici con quintali di ciambelle: preparate un vassoio solo con le ciambelle migliori, imparate a scartare quelle riuscite male, e se i vostri commensali non gradiscono la vostra opera, forse non è colpa della loro insensibilità… ma di una ciambella veramente impresentabile e immangiabile.
  • L’Italiano – cosa centra una connotazione geografica con la fotografia? Semplice, qui si parla di indole: l’Italiano medio è poco sportivo, non è meritocratico, è invidioso e deve sempre fare il “furbetto”.
    Se un fotografo è convinto del valore della sua foto, magari candidata al World Press Photo, perché non riesce accettare che ci siano foto altrui migliori (e magari prenderlo come stimolo per migliorare), e pensa solo a criticare, infamare ed erigersi a vittima sacrificale di un sistema che non lo comprende?
    Sono sincera, non lo so se in altri paesi l’indole è uguale, ma la poca sportività, il non riconoscere i propri limiti e il tentare tutte le strade pur di avere un minimo riconoscimento è una prassi che in questi ultimi mesi ho visto ripetersi costantemente in vari ambiti (fotografici e non).

Cosa ho imparato da tutto questo?

  1. che l’innovazione tecnologica non va di pari passo con l’aumento della sensibilità e del senso critico;
  2. spesso la democrazia, o nello specifico il giudizio del pubblico, è quanto di più deleterio ci possa essere se si vuole puntare sulla qualità: “siamo troooppo italiani” (cit.);
  3. che probabilmente ho bisogno di prendere le distanze da tutto ciò ancora per qualche tempo.

Ho visto cose che voi umani non potete neanche fotografare…
Filtri di Photoshop in fiamme al largo dei livelli di regolazione.
E ho visto orizzonti inclinati e bimbominkia fotografarsi nel buio vicino alle porte del bagno.
E tutti quei momenti verranno pubblicati in rete, lasciandoci come lacrime nella pioggia. È tempo di scattare.

Valentina Cinelli – monologo, 15 novembre 2011

Le bambole di Mariel Clayton

Categories: guardo, News & Stuff, segnaloTags: , , , , Author: 987 views

Sono meravigliose le bambole di Mariel Clayton.
Una fotografa, partita dal reportage di viaggio, che folgorata dai negozi di giocattoli giapponesi, specializzati in miniature, si è divertita a creare un universo di storie macabre e dissacranti, usando il simbolo patinato per eccellenza: la Barbie.

Meraviglioso, da non perdere… ma solo per stomaci forti ;)

www.thephotographymarielclayton.com

attendendo il tramonto…

Categories: amo, guardoTags: , , , Author: 271 views

syrah

Dice la legenda che dal Sole di Sicilia nacque un Re Maestoso, che per distinguersi da suo Padre indossò un mantello nero.
Ancora oggi, lo chiamano Sire Nero.

attendendo il mio sire nero…

Categories: esploro, guardoTags: , , , Author: 417 views

cuppolone_8giugno2010

ma quant’è bella ‘sta città, che si lascia rimirare anche da lontano…
con le sue luci, i suoi colori, i suoi misteri, le sue distanze…

e ogni sera, come una splendida amante ti regala sempre un’emozione nuova…
che voglio condividere con voi… [ tasto destro per scaricare la foto ]

regalo la luna (di maggio)

Categories: amo, guardoTags: Author: 787 views

luna_10-05-17_sm

Come molti sanno, e come ho spesso ripetuto, ho un legame particolare con la luna.
Stasera è particolarmente bella…

Stasera ho trascorso una bella serata, fra gente che fa cose con passione, con quella luce negli occhi, fra arte e luoghi nascosti e meravigliosi della mia città.
Il tempo è stato clemente: dopo intere settimane di pioggia la serata è stata mite; e la notte mi ha regalato questa splendida luna.

Il mio unico rammarico è di non aver avuto nessuno con cui condividere questo momento…
Ma voglio farlo cmq… lo faccio così: regalando la “mia” luna.

Enjoy (o sticazzi).

a volte mi piaccio…

Categories: guardo, sentoTags: , , Author: 380 views

ioNon mi ricordo chi diceva che noi eravamo in grado di vedere il nostro vero “io”, la nostra vera immagine non quando ci guardiamo allo specchio o quando ci mettiamo in posa per una foto, ma quando ci vediamo all’improvviso riflessi in una vetrina e ripresi in situazioni in cui siamo assorti

Ecco, in questa foto mi vedo: assorta, distante, assente, sfocata…
Sì, sono proprio io.

E mi piaccio.
Sì, a volte mi piaccio… ma solo a volte…

[ foto originale ]

… e di nuovo, guardo fuori e sorrido

Categories: amo, guardoTags: , , Author: 248 views

tramonto_8784 tramonto_8785

ti volti un attimo e rimani a bocca aperta sul più bello spettacolo che la natura è in grado di regalare…
prendi la macchina fotografica al volo e scatti due foto…
il tempo di guardarle sul display e già la luce è cambiata, e quel miracolo di luci e colori non c’è più…
rientri e ti telefona un tuo amico per chiederti se l’hai visto, se hai visto quel meraviglioso tramonto sui cieli di roma…

… e sorrido :)

martedì 2 febbraio 2010

the toilette project #1

Categories: cazzeggio, guardoTags: , , Author: 435 views

gennaio 19, 2010

Tutti i fotografi (ma anche no) hanno il vizio di farsi una foto riflessi negli specchi dei bagni pubblici (e non).
L’ho fatto anche io… e ne ho una bella collezione.

Iniziamo un nuovo progetto fotografico: le pubblico pian piano e lascio che sia la gente a indovinare dov’ero :)
Divertente vero? … ‘na cifra :)

last night a camera saved my life

Categories: cazzeggio, faccio, guardoTags: , , , , Author: 302 views

© Valentina CinelliA Natale siamo tutti più buoni dice il detto…
tranne il Grinch, aggiungo io… ;)

Ormai è nota la mia avversione per il Natale: ma quest’anno ho deciso di fare la brava e di confezionare un regalo speciale ad alcune fortunate persone…

Un piccolo workshop sull’uso delle Toy Camera!

Grazie anche all’incoraggiamento di chi ha deciso di spronarmi, regalandomi rullini vintage per queste feste, ho deciso di riprendere in mano la mia amata Holga, e di giocare un po’, coinvolgendo chi mi chiede sempre consigli.

Se sei interessato; se sotto queste feste sei a Roma, se sei dotato di toy camera (in caso fattela prestare) e voglia di cazzeggiare, segnati qui sotto, nei commenti del mio blog (inserendo logicamente una mail valida).

Se siamo un bel numero e riusciamo a metterci d’accordo su un giorno, proviamo a divertirci un po’… fra un’abbuffata natalizia e un’altra… :)

Il WSP intervista Valentina Cinelli e il suo CafeXperiment

Categories: guardo, News & Stuff, segnaloTags: , , , , , , , , Author: 367 views

Foto di Emanuele InversiDopo il successo ottenuto lo scorso week end nello spazio allestito nel corso dell’inaugurazione di Fotoleggendo, il WSP incontra e intervista Valentina Cinelli, ideatrice del progetto CafeXperiment.

CafeXperiment già il nome dice tutto o quasi, raccontaci quello che non ci dice il nome

Sinceramente c’è poco da raccontare in più. CafeXperiment è un progetto talmente semplice che ancora mi stupisco del grande riscontro di pubblico che ha ottenuto. Ho solamente riunito due mie grandi passioni come quella per il caffè e quella per la fotografia in un sito internet www.cafexperiment.com (non è altro che la collezione di scatti fotografici a tema “caffè”), e ho scoperto che sono 2 passioni condivise da tantissima gente, e che in tutte le parti del mondo c’è qualcuno pronto a raccontarti “visivamente” la propria pausa caffè e a condividerla per un giorno con tutti.

Un resoconto della 2 giorni di Fotoleggendo?

Sono state due giornate veramente entusiasmanti. Ero colpita da quanta gente è stata al gioco. Il CafeXperiment Live Set prevedeva che io offrissi un caffè (rigorosamente fatto con la moka) in cambio di una foto sempre a tema caffè, da pubblicare poi in tempo reale sul sito (www.cafexperiment.com/fotoleggendo2009).

Foto di Emanuele D'AmicoPer l’occasione sono stati preparati due set, a cura della Prolight Equipment, dove poter scattare sia dei ritratti a un tavolino del bar, sia degli still-life con tazzine e cucchiaini.

E’ stata un’occasione per permettere alla gente di “giocare” su un tema specifico, e con due set a disposizione tantissimi fotografi si sono divertiti a comporre la propria foto. Ma è stato importante anche per me, perchè mi ha permesso di incontrare tanti “fans” di CafeXperiment ai quali ho finalmente potuto dare un volto.
Il progetto va avanti da 4 anni e ha raccolto più di 1600 fotografie a oggi: è stato incredibile vedere quanto la gente che già lo conosce gli sia così affezionata, e quanto colpisce la fantasia di chi lo scopre per la prima volta.
Cmq colgo l’occasione per ringraziare Officine Fotografiche per l’opportunità e il supporto, Mario Profili per avermi fatto da assistente, e i ragazzi della Prolight Equipment.

Nuove iniziative legate al progetto?

Si stava meditando di ripetere l’esperimento “Live” in maniera itinerante. Ma al momento è tutto in fase embrionale. Per ora l’unico obiettivo concreto è di non fermare mai la quotidiana pubblicazione di foto sul sito – a pict a day – e continuare a coinvolgere bravi fotografi o semplici fotografi amatoriali a raccontare e a condvidere la propria pausa caffè.

[ via Collettivo WSP ]