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Mi ero scordata di fotografare la mia cartolina "mondiale"…

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Mi ero scordata di fotografare la mia cartolina "mondiale"...

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AAA Architetto cercasi

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Che fra grafici e architetti non corra buon sangue è cosa risaputa.
Ma come spesso dico io: a ognuno il suo mestiere, e quindi oggi solo alla ricerca di un “mestierante”.

Dato che da qui a un anno mi ritroverò a fare dei lavori importanti per casa, volevo iniziare a studiarmi un progetto per una libreria che prenda un’intera parete nel mio futuro salone (dal pavimento al soffitto).
E se fra i miei amici e i lettori di questo blog, c’è un architetto che vuole darmi una mano, ne sarei estremamente onorata.

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Amo le feste ben riuscite: #bastet43 il timelapse

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7 giugno 2014 h19 – 8 giugno 2014 h7
24fps

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A place for coffee lovers

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Molti di voi ricorderanno CafeXperiment, la mia collezione di foto di caffè, che dal 2005 al 2010 ebbe un enorme riscontro in Italia e all’estero.

Per chi non sa di cosa parlo, vi racconto di un semplice sito dove raccoglievo le foto della pausa caffè di chiunque voleva contribuire alla collezione: il sito ne pubblicava una al giorno, in un calendario che scandiva la nostra amata pausa caffè quotidiana, e rendendo tutti i fotografi e gli amanti del caffè protagonisti per un giorno, con la pict of the day in home page.

Beh, in questi ultimi giorni, dopo esser impazzita fra codici, ftp, dns, db… solo lieta di annunciare che CafeXperiment IS ALIVE (and kickin’). Read more →

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Il bello del web…

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Come ripetuto spesso, il bello del web 2.0 è che ognuno può dire la propria, su ogni argomento.
Il brutto del web 2.0 è che ognuno può dire la propria, su ogni argomento.

[ ph wallbase.cc ]

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Un brindisi, una luna e un augurio

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Lo splendore della luna, colla sua luce,
ha dilacerata la veste della notte; bevi vino,
ché un momento simile non è possibile trovare;
sii lieto e pensa che molti splendori di luna
verranno l’un dopo l’altro sulla faccia della terra.

Omar Khayyam

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Un regalo per le mie amiche: 25 modi per indossare un foulard

Categories: condividoTags: , Author: Immagine anteprima YouTube

[ via feeldesain ]

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Da artista a designer fino a brand: la nuova evoluzione di una professione

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Ieri ho ricevuto l’ennesimo stop ai miei progetti.
E ““ come troppo spesso accade ultimamente ““ mi sono ritrovata a dover ridisegnare tutti i miei piani da capo.

Dopo un primo momento di dovuta rabbia e frustrazione per la difficoltà  di venir fuori da questo impasse professionale, mi sono rimboccata le maniche e stamane Read more →

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“Mi’ padre me diceva” di Aldo Fabrizi

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Mi’ padre me diceva

Mi’ padre me diceva: fa’ attenzione
a chi chiacchiera troppo; a chi promette
a chi dopo èsse entrato, fa: “permette?”;
a chi aribbarta spesso l’opinione
e a quello, co’ la testa da cojone,
che nu’ la cambia mai; a chi scommette;
a chi le mano nu’ le strigne strette;
a quello che pìa ar volo ogni occasione
pe’ di’ de sì e offrisse come amico;
a chi te dice sempre “so’ d’accordo”;
a chi s’atteggia come er più ber fico;
a chi parla e se move sottotraccia;
ma soprattutto a quello – er più balordo –
che, quanno parla, nun te guarda in faccia.

Aldo Fabrizi

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Berlusconi, il conflitto di interessi e i soliti idioti – di Lorella Zanardo

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Mi permetto di pubblicare questo articolo di Lorella Zanardo dal Il Fatto Quotidiano, apparso ieri.
L’autrice esprime con molta chiarezza il mio pensiero di questi ultimi anni, meglio di come sia riuscita a farlo io.
E mi rincuora il fatto che non sia l’unica a pensarla così.

 

La stampa ci informa che  Berlusconi ha deciso di tornare in campo  utilizzando come ufficio stampal”intera Mediaset e probabilmente parte della Rai:  come reagirà  la sinistra a questa notizia?

Terminata la festa delle primarie durante le quali al tema monopolio dei media e legge sul  conflitto di interessi  era stato dedicato pochissimo spazio, come si pensa di affrontare questo problema che potrebbe condurci in un baratro?

Gli ultimi dati Istat ci ricordano che l”apparecchio tv è presente nel 98% delle case e che gli italiani sono alto consumanti di tv generalista. Degli italiani sappiamo anche che leggono pochissimo quotidiani e libri, che molti tra loro soffrono di un preoccupante  analfabetismo di ritorno  per il quale la Comunità  Europea ci ha più volte redarguito chiedendoci di correre ai ripari ““ l”educazione permanente che accompagna durante la vita è una realtà  in molti Paesi ““ che la percentuale delle persone che frequentano l”università  è inferiore rispetto agli altri Paesi europei, ma che in compenso il tasso di abbandono scolastico è più alto che in altri Paesi.

Serve altro per comprendere che occuparsi di televisione e di media è urgente ed è fare seriamente politica?

Bersani durante la sfida tv contro Renzi ha fatto riferimento all”errore commesso in passato: non avere fatto la Legge sul conflitto di interessi che avrebbe potuto porre un freno al potere mediatico di Sivio Berlusconi.

Da quell”infausto giorno però sono passati anni e ciò che preoccupa è l”incapacità  da parte della sinistra di valutare i  rischi gravissimi  dell”attuale quasi monopolio televisivo.

Ogni volta che il comportamento di Silvio Berlusconi viene duramente criticato da un quotidiano, si tratti di  Repubblica  o dell”Unità   o del  Corriere, il numero di persone raggiunte è  infinitamente inferiore  se confrontato con lo share di una qualsiasi puntata di Strisca la Notizia o di un altro programma Mediaset. Berlusconi arriva là  dove la sinistra non arriva e controbattere a quanto viene comunicato durante un programma tv, attraverso un articolo di fondo da un quotidiano significa sapere ben poco del pubblico a cui ci si rivolge: il pubblico che legge i quotidiani è solo in minima parte quello che guarda i programmi popolari Mediaset.

Nel mio ultimo libro “Senza Chiedere il Permesso” analizzo la comunicazione adottata dalla sinistra colta ed evidenzio come arrivi ad una percentuale minima di possibili elettori, che sono quelli che forse hanno votato alle primarie, 4 milioni, che hanno guardato con interesse al dibattito del 5 candidati su Sky, meno di 2 milioni. Insomma meno del 10% della popolazione che però è quella che ci governa, dirige i quotidiani, dibatte e crede di rappresentare l”Italia.

Che invece è rappresentata dai restanti 50 e più milioni a cui la tv si rivolge e che i quotidiani non riescono a raggiungere.

E” urgente mettersi in comunicazione con questa  moltitudine, gli altri, i pochi altri sono già  consapevoli.

Urge riprendersi la Rai e piazzare persone capaci nei posti chiave. Urge utilizzare i mezzi di comunicazione alternativi alla tv, il web ad esempio, per informare . Ma più di tutto servirebbe riprendere l”attivismo, andare in giro per il Paese, ripopolare le case del popolo, fare divulgazione nei centri commerciali, organizzare dibattiti per offrire una informazione alternativa a chi non ha mezzi culturali.

Serve andare nelle scuole prima che sia troppo tardi,  portando ai ragazzi e alle ragazze gli strumenti per decodificare la tv.

Con preoccupazione ci chiediamo perché non ci si metta subito all”opera.

 

8  dicembre 2012 | Commenti   | Il Fatto Quotidiano

 

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