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“Mi’ padre me diceva” di Aldo Fabrizi

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Mi’ padre me diceva

Mi’ padre me diceva: fa’ attenzione
a chi chiacchiera troppo; a chi promette
a chi dopo èsse entrato, fa: “permette?”;
a chi aribbarta spesso l’opinione
e a quello, co’ la testa da cojone,
che nu’ la cambia mai; a chi scommette;
a chi le mano nu’ le strigne strette;
a quello che pìa ar volo ogni occasione
pe’ di’ de sì e offrisse come amico;
a chi te dice sempre “so’ d’accordo”;
a chi s’atteggia come er più ber fico;
a chi parla e se move sottotraccia;
ma soprattutto a quello – er più balordo -
che, quanno parla, nun te guarda in faccia.

Aldo Fabrizi

Berlusconi, il conflitto di interessi e i soliti idioti – di Lorella Zanardo

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Mi permetto di pubblicare questo articolo di dal Il Fatto Quotidiano, apparso ieri.
L’autrice esprime con molta chiarezza il mio pensiero di questi ultimi anni, meglio di come sia riuscita a farlo io.
E mi rincuora il fatto che non sia l’unica a pensarla così.

 

La stampa ci informa che Berlusconi ha deciso di tornare in campo utilizzando come ufficio stampal’intera Mediaset e probabilmente parte della Raicome reagirà la sinistra a questa notizia?

Terminata la festa delle primarie durante le quali al tema monopolio dei media e legge sul conflitto di interessi era stato dedicato pochissimo spazio, come si pensa di affrontare questo problema che potrebbe condurci in un baratro?

Gli ultimi dati Istat ci ricordano che l’apparecchio tv è presente nel 98% delle case e che gli italiani sono alto consumanti di tv generalista. Degli italiani sappiamo anche che leggono pochissimo quotidiani e libri, che molti tra loro soffrono di un preoccupante analfabetismo di ritorno per il quale la Comunità Europea ci ha più volte redarguito chiedendoci di correre ai ripari – l’educazione permanente che accompagna durante la vita è una realtà in molti Paesi – che la percentuale delle persone che frequentano l’università è inferiore rispetto agli altri Paesi europei, ma che in compenso il tasso di abbandono scolastico è più alto che in altri Paesi.

Serve altro per comprendere che occuparsi di televisione e di media è urgente ed è fare seriamente politica?

Bersani durante la sfida tv contro Renzi ha fatto riferimento all’errore commesso in passato: non avere fatto la Legge sul conflitto di interessi che avrebbe potuto porre un freno al potere mediatico di Sivio Berlusconi.

Da quell’infausto giorno però sono passati anni e ciò che preoccupa è l’incapacità da parte della sinistra di valutare i rischi gravissimi dell’attuale quasi monopolio televisivo.

Ogni volta che il comportamento di Silvio Berlusconi viene duramente criticato da un quotidiano, si tratti di Repubblica o dell’Unità o del Corriere, il numero di persone raggiunte è infinitamente inferiore se confrontato con lo share di una qualsiasi puntata di Strisca la Notizia o di un altro programma Mediaset. Berlusconi arriva là dove la sinistra non arriva e controbattere a quanto viene comunicato durante un programma tv, attraverso un articolo di fondo da un quotidiano significa sapere ben poco del pubblico a cui ci si rivolge: il pubblico che legge i quotidiani è solo in minima parte quello che guarda i programmi popolari Mediaset.

Nel mio ultimo libro “Senza Chiedere il Permesso” analizzo la comunicazione adottata dalla sinistra colta ed evidenzio come arrivi ad una percentuale minima di possibili elettori, che sono quelli che forse hanno votato alle primarie, 4 milioni, che hanno guardato con interesse al dibattito del 5 candidati su Sky, meno di 2 milioni. Insomma meno del 10% della popolazione che però è quella che ci governa, dirige i quotidiani, dibatte e crede di rappresentare l’Italia.

Che invece è rappresentata dai restanti 50 e più milioni a cui la tv si rivolge e che i quotidiani non riescono a raggiungere.

E’ urgente mettersi in comunicazione con questa moltitudine, gli altri, i pochi altri sono già consapevoli.

Urge riprendersi la Rai e piazzare persone capaci nei posti chiave. Urge utilizzare i mezzi di comunicazione alternativi alla tv, il web ad esempio, per informare . Ma più di tutto servirebbe riprendere l’attivismo, andare in giro per il Paese, ripopolare le case del popolo, fare divulgazione nei centri commerciali, organizzare dibattiti per offrire una informazione alternativa a chi non ha mezzi culturali.

Serve andare nelle scuole prima che sia troppo tardi, portando ai ragazzi e alle ragazze gli strumenti per decodificare la tv.

Con preoccupazione ci chiediamo perché non ci si metta subito all’opera.

 

8 dicembre 2012 | Commenti  | Il Fatto Quotidiano

 

Codice etico per la comunicazione: dalla NPPA 9 valide regole

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Dall’ottimo articolo di Marco Pinna, riguardo riguardo il rapporto fra etica e fotografia, ho voluto estrapolare le nove regole del codice etico della National Press Photographers Association (NPPA), fondata nel 1947 e punto di riferimento per i fotogiornalisti americani e di tutto il mondo.

Queste regole, dove in primis va citato il buon senso (come ripeto ormai da tempo), a mio parere sono ottime per tutto il mondo della comunicazione: dai fotografi, ai giornalisti, agli art director, ai copywriter, fino alle nuove professioni 2.0.
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Generazione perduta, no grazie

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Cosa succede quando, dopo che per anni hai cercato di far capire alla gente di far parte di una generazione invisibile, finalmente qualcuno se ne rende conto ufficialmente?

No, nessun motivo di gioia.
Solo l’attestazione di quanto già sapevo e di quanto fa male vederlo ufficializzare. Read more →

Faccio cose, organizzo eventi, psicanalizzo gente

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E sono tornata a fare eventi.
Come nel periodo d’oro di Stracantiere (insieme a Paola e a Valentina), mi sono ritrovata – per caso e per scelta –nell’organizzazione di Romammaglia 2012.
Amo l’adrenalina di questi momenti, la corsa e gli incastri per organizzare tutto al meglio, la fatica, gli scazzi, ma anche la soddisfazione di vedere artisti e pubblico felici per quello che si è riuscite a proporre.

E i rapporti interpersonali: così difficili, così totalizzanti, così necessari di tanta energia.
Ogni volta è una nuova e stimolante palestra di vita. Ogni volta si impara qualcosa di nuovo, si conoscono persone diverse e  la loro particolare psicologia: eh si, perché chi deve gestire tante persone deve anche imparare a capire esigenze e paure, nonché psicopatologie, e alla fine si ritrova a essere un mix fra una grande mamma e uno psicologo.

In ogni caso segnalo il progetto The SempliCity (da tenere d’occhio), l’evento Romammaglia 2012 (fino a domenica 17/06, tutti i pomeriggi a Trastevere), e la mia piccola soddisfazione di esser stata – con Tiragraffi – media partner di Frontiers of Interaction 2012, una delle conferenze più stimolanti a cui ho assistito in Italia.

That’s all folks! (per ora)

 

… e son quarantuno

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Diffida di una donna che dice la sua vera età, una donna così è capace di tutto.
Oscar Wilde

Net feminism. Donne, rete e informazione

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Quest’anno avrei voluto molto andare al Festival Internazionale del Giornalismo, ma purtroppo non sono riuscita ad organizzarmi per tempo, e a malincuore ho rinunciato (come per il Fuorisalone 2012).

Fortunatamente la sua WebTv mi sta aiutando ad assitere ai panel e agli interventi. Read more →

Community Management & Content Curation

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Sono sincera (come sempre), sono ancora emozionata.
Il mio primo intervento, la mia prima classe. E finalmente la parola share, condivisione, ha preso possesso del suo pieno significato.

Ringrazio Digital Accademia per avermi permesso di partecipare al workshop “Social Brand & Community Management” in qualità di speaker, a Stefano Mizzella di avermi segnalata, e a tutta la vivace classe che mi ha ascoltata e seguita con attenzione e pazienza.

L’infografica di buon augurio

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Questa estate mi era stata richiesta, da una nota rivista femminile, un’infografica a tema libero.
Dopo averla realizzata e inviata in tempi record, è stata omessa dalla pubblicazione.
Probabilmente non è piaciuta – ma non me ne dolgo – allora la ripropongo qui… per alleggerire queste feste pesanti, dai ricordi e dal cibo in lenta digestione.

Auguri.

Fashion, preppy e altre cose che ho imparato

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La mia nuova vita mi sta portando a scoprire molte cose nuove.
Sarà l’etichetta di blogger che ultimamente mi è stata affibbiata, sarà il mio va-e-vieni da Milano (che giustifica il mio mal celato amore per la città), sarà perché nonostante gli “anta” la curiosità non mi manca mai…

Tommy Hilfigher presents: Preppy Eyewear Il fatto sta che mi sono ritrovata a un Preppy Party, invitata da  Tommy Hilfigeril re del Preppy per la presentazione della nuova linea di occhiali da sole. Read more →