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dedicato a chi non si farà il ponte

dedicato a chi non si farà il ponte

Radici Nel Cemento | Popoli In Vendita | 1996

Ma dimme un pò a me chi me lo fa fà?
De stammene qua dentro a sta città
che sò du’ anni che nun cambia niente ormai.
E se cambia è in peggio, che nun ce lo sai
nun ce la faccio più! Nun ce la faccio più.

Ma lo sai che c’è? E che quando tocco er fonno
me viene voglia de partì
… me viene voglia de dà ‘n’occhiata ar monno
e nun me va più de stà qui
e allora prendo i miei vecchi stivali
apro l’atlante e me spuntano l’ali
decido ‘n fretta dove vojo annà
se in Messico, in Cina o in Madagascar…

E la noia se ne vola via, e la tristezza se ne vola via
la paranoia se ne vola via e l’amarezza se ne vola via…

Eppoi… nun te ne parlo, mo ch’ho perso er posto de lavoro
e so du’ mesi che tiro avanti ma senza decoro
e che te lo dico a fà pure la donna m’ha lasciato
e solo sò rimasto come ‘n cane abbandonato
nun ce la faccio più, nun ce la faccio più…

Ma lo sai che c’è? E’ che quanno tocco er fonno
me viene de partì
me viene voglia de dà ‘n’occhiata ar monno sì…
e nun me và più de stà qui
e allora prendo lo zaino più grosso
ce ficco dentro tutto quello che posso
io non aspetto e mo me dò in Africa, in India e pure in Equador

E la noia se ne vola via, e la tristezza se ne vola via
la paranoia se ne vola via e l’amarezza se ne vola via…

Me ne vojo annà, me ne vojo annà, me ne vojo annà

lo sai che c’è? E’ che quanno tocco er fonno
me viene de partì
me viene voglia de dà ‘n’occhiata ar monno
e nun me và più de stà qui…

Ma poi ce penso che io nun c’ho un sòrdo,
se parto arrivo forse all’aeroporto
e allora poso i miei vecchi stivali,
chiudo l’atlante e me cascano l’ali
me sò sbajato me tocca stà qua
e l’amarezza no nun se ne va.

Però ‘na canna me la vojo fà
hai visto mai quarcosa ha da cambià
un giorno er viaggio me lo faccio davvero
e mentre fumo me viene un pensiero…

Riprendo i miei vecchi stivali
riapro l’atlante e me tornano l’ali
comincio ‘n viaggio con la fantasia
e l’amarezza se ne vola via…

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Rassegna di Arte, Musica e Cultura
– 2ª edizione -

Inaugurazione
Martedì 29 novembre

(eccezionalmente per questa serata)
Classico Village
via G. Libetta, 3 – Roma

“Shah Matà – Il re è morto”

Ore 19.30 Mostra “Shah Matà – Il re è morto”
Personale di fotografia di Valentina Cinelli
16 Scatti ispirati all’album SCACCOMATTO di Andrea Ra

Ore 21.00 Concerto di Andrea Ra

Durante la serata verranno offerti sfizi gastronomici.

Il primo degli eventi della Rassegna PlayArts, Arte Musica e Cultura.
La serata vedrà il concerto di Andrea Ra, uno dei più promettenti autori della scena musicale romana. Numerose le sue collaborazioni come bassista e chitarrista, tra le quali quelle con Francesco Zampaglione dei Tiromancino, Daniele Groff, i Ratti della Sabina. Da anni apre i concerti di alcuni tra i migliori cantautori italiani come Max Gazzè, Renato Zero, Caparezza.
Nel 2002 si presenta come solista con l’uscita di “Scaccomatto” (Mescal), un Concept Album di cui è autore dei testi, delle musiche, arrangiatore e produttore artistico.

È proprio da quest’ultimo lavoro che trae ispirazione la mostra “Shah Matà – Il re è morto” di Valentina Cinelli che farà da apertura a questa serata di inaugurazione.
“Shah Matà – Il re è morto” è un riassunto in 16 scatti – come i 16 pezzi utilizzati per giocare sopra la scacchiera – che sviluppa un percorso visivo al limite dell’onirico fra i vari “protagonisti” del gioco.
Nata e vissuta a Roma, ma cittadina del mondo, Valentina Cinelli ama la comunicazione in tutte le sue forme: immagini, parole, tratti grafici e calligrafici, tutto ciò che può raccontare una storia o trasmettere un’emozione…

ingresso 5,00 euro

29 novembre 2005

mi fido di te

Categories: ascolto, guardoAuthor:

Case di pane, riunioni di rane
vecchie che ballano nelle chadillac
muscoli d’oro, corone d’alloro
canzoni d’amore per bimbi col frack
musica seria, luce che varia
pioggia che cade, vita che scorre
cani randagi, cammelli e re magi

forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giù
la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare

mi fido di te {x4}
io mi fido di te
ehi mi fido di te
cosa sei disposto a perdere

Lampi di luce, al collo una croce
la dea dell’amore si muove nei jeans
culi e catene, assassini per bene
la radio si accende su un pezzo funky
teste fasciate, ferite curate
l’affitto del sole si paga in anticipo prego
arcobaleno, più per meno meno

mi fido di te {x3}
cosa sei disposto a perdere
mi fido di te {x2}
io mi fido di te
cosa sei disposto a perdere

rabbia stupore la parte l’attore
dottore che sintomi ha la felicità
evoluzione il cielo in prigione
questa non è un’esercitazione
forza e coraggio
la sete il miraggio
la luna nell’altra metà
lupi in agguato il peggio è passato

mi fido di te {x3}
cosa sei disposto a perdere
eh mi fido di te
mi fido di te {x3}
cosa sei disposto a perdere

altalena al tramonto

l-ca | xpro

amo il blues..

Categories: ascoltoAuthor:

Ieri siamo andati a Villa Celimontana a vedere (anzi sentire) Tony Coleman & The Bluefunk Machine.
Mi sento rigenerata… finalmente buona musica, allegra, solare, suonata con spirito e con voglia di divertirsi..
… e ho fatto anche tante foto!!!! (stay tuned)

Info
“Tony Coleman & The Bluefunk Machine” è il nome della rinnovata band che da vita al nuovo progetto artistico del grande “drummer/singer” nato a Kissimmee nello Stato della Florida.
Dopo aver diviso per anni i palchi più prestigiosi del mondo con alcuni “grandi” che hanno fatto la storia della musica afro-americana, come B.B.King e James Brown, Tony ha deciso di percorrere la sua personale carriera artistica che lui ama definire…”the mission” esibendosi in concerti, festivals e clinics.

Tony Coleman, batteria, voce – James Miller, sax – Kelvin L. Peachy, tromba – Jake Booker, chitarra elettrica – Johnny Lee Sunders, piano e tastiere – Johnny Pounds, basso elettrico

Pressione bassa

Categories: ascolto, sentoAuthor:

Purtroppo ogni mattina
mi sveglio,
è ovvio sto già incominciando a odiare
un po’ il mondo.
La luce mi nuoce,
c’ho male alle ossa,
tra l’altro
ho la pressione bassa.

Schiaffeggio contro voglia
la sveglia,
mi alzo e vado a pisciare
di pessimo umore.
Da anni la scena
è sempre la stessa,
per forza
ho la pressione bassa.

Oltre a tutto dev’essere festa,
vorrei essere come una talpa
che vegeta e basta.
Ma lo specchio del bagno
è spietato e mi attende
non c’è niente di meglio
di un uomo in mutande.

C’ho l’ansia, c’ho l’ansia, c’ho l’ansia,
c’ho l’ansia,

devo dire non c’è neanche un piacere
che mi può sublimare…

Forse un grande amore
in barca a vela
nei mari del Sud.
Soli nella natura,
lei era Eva ed io Robin Hood.

Mentre invece son qui in via Pacini,
mamma mia come sono malato,
c’ho tanti problemi.
Sono pallido e grigio,
neanche al mare miglioro,
non divento dorato
tutt’al più grigio scuro.

C’ho l’ansia, c’ho l’ansia, c’ho l’ansia,
c’ho l’ansia,

c’ho anche un sacco di cose arretrate,
devo fare di tutto,
quasi quasi la cosa migliore
è tornarsene a letto.

Domenica mattina
che pena,
sdraiato mi sento pesante
e penso alla gente
che compra le paste,
che ascolta la messa,
anche il mondo
ha la pressione bassa.

Giorgio Gaber

allucinazioni musicali

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Il nostro cervello come un iPod: ci fa ascoltare le canzoni
Uno studio mostra come si formano le allucinazioni musicali: dai canti dell’infanzia alle ultime hit

A chi non è capitato di aver un ritornello in testa che riaffiora qua e là? Normale. Ma quando si crede di ascoltare un brano musicale, di solito ben noto, e intorno c’è il silenzio, è tutt’altra storia. Si tratta di un’allucinazione musicale. Almeno così chiama lo strano disturbo Victor Aziz, psichiatra del St. Cadoc’s Hospital, nel Galles, uno dei primi a occuparsene (la rivista Psychopathology sta per pubblicare i risultati dei suoi studi su 30 persone colpite, più donne che uomini, in media oltre i settanta, un terzo sorde). Disturbo raro, confinato per ora nella terza età, ma secondo Aziz destinato ad aumentare visto il bombardamento musicale cui siamo oggi sottoposti, giovanissimi in prima linea, e forse già presente anche in quarantenni, ma non ricercato, quindi misconosciuto. E che ha alle spalle aneddoti trascurati dai medici finora e leggendari precedenti: sembra, ad esempio che Robert Schumann raccontasse di avere scritto musica dettata da Schubert, all’epoca già fantasma.

[approfondimento]

billy cobham

Categories: ascoltoAuthor:

billy cobham s cd

la casa del jazz

Categories: ascolto, guardoAuthor:

holga | fujifilm npl 160 | Sabato 23 Aprile – Le Trombe del Re Quintet

Non significa nulla se non ha swing … diceva Duke Ellington nel 1932 e questo è il motto della Casa del Jazz, situata nel cuore di Roma, luogo unico in Europa, in cui convergono attività concertistiche, culturali e didattiche, al fine di aumentare la diffusione e lo sviluppo di questa musica.

Cosa aggiungere… era ora…
www.casadeljazz.it

true faith

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a pranzo con ale e dani

horizon | kodak ektacrome | xpro | the day I said goodbye to the key

I feel so extraordinary
Something’s got a hold on me
I get this feeling I’m in motion
A sudden sense of liberty
I don’t care ’cause I’m not there
And I don’t care if I’m here tomorrow
Again and again I’ve taken too much
Of the things that cost you too much
I used to think that the day would never come
I’d see delight in the shade of the morning sun
My morning sun is the drug that brings me near
To the childhood I lost, replaced by fear
I used to think that the day would never come
That my life would depend on the morning sun…

When I was a very small boy,
Very small boys talked to me
Now that we’ve grown up together
They’re afraid of what they see
That’s the price that we all pay
Our valued destiny comes to nothing
I can’t tell you where we’re going
I guess there was just no way of knowing
I used to think that the day would never come
I’d see delight in the shade of the morning sun
My morning sun is the drug that brings me near
To the childhood I lost, replaced by fear
I used to think that the day would never come
That my life would depend on the morning sun…

I feel so extraordinary
Something’s got a hold on me
I get this feeling I’m in motion
A sudden sense of liberty
The chances are we’ve gone too far
You took my time and you took my money
Now I fear you’ve left me standing
In a world that’s so demanding
I used to think that the day would never come
I’d see delight in the shade of the morning sun
My morning sun is the drug that brings me near
To the childhood I lost, replaced by fear
I used to think that the day would never come
That my life would depend on the morning sun…

New Order

by your side

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nightdrive with tears

Coolpix 5200 | no flash

Ohh, when you’re cold
I’ll be there hold you tight to me
When you’re on the outside
Baby, and you can’t get in
I would show you
You’re so much better than you know
When you’re lost, you’re alone
Can’t get back again
I will find you darlin’ and I’ll bring you home

Sade

I miss you too much..
Ciao pap�..