piaceri semplici
Adoro i piaceri semplici, sono l’ultimo rifugio delle persone complicate.
~ Oscar Wilde, “Il ritratto di Dorian Gray”
Adoro i piaceri semplici, sono l’ultimo rifugio delle persone complicate.
~ Oscar Wilde, “Il ritratto di Dorian Gray”
Quest’anno è stato l’anno dei grandi eventi e delle cifre tonde.
Ho cambiato l’auto dopo 10 anni e ho rifatto la patente dopo 20; ho tagliato il codino dopo 25, ho preso in totale 10kg e a breve ne compirò 40; tu avresti avuto 70 anni e proprio oggi è il 10° anniversario.
Stanotte ho pianto.
Il dolore è lo stesso, non è cambiato.
Siamo cresciuti, ma ci sentiamo ancora persi e spaesati come bambini.
E ogni ricordo è ancora vivo e inciso nell’anima.
E’ inutile negarlo: mi manchi.
E oggi devo trovare il coraggio di guardarmi allo specchio e tirare le somme di questi 10 anni senza te.

Stringiti a me,
abbandonati a me,
sicura.
Io non ti mancherò
e tu non mi mancherai.
Troveremo,
troveremo la verità segreta
su cui il nostro amore
potrà riposare per sempre,
immutabile.
Non ti chiudere a me,
non soffrire sola,
non nascondermi il tuo tormento!
Parlami,
quando il cuore
ti si gonfia di pena.
Lasciami sperare
che io potrei consolarti.
Nulla sia taciuto fra noi
e nulla sia celato.
Oso ricordarti un patto
che tu medesima hai posto.
Parlami
e ti risponderò
sempre senza mentire.
Lascia che io ti aiuti,
poiché da te
mi viene tanto bene!
Gabriele D’Annunzio
“Stringiti a me” dal libro “Il fuoco”
10 anni fa abbiamo festeggiato i tuoi 60 anni, il tuo ultimo compleanno.
Oggi ne avresti compiuti 70. Il 7/7.
Chissà come avremmo festeggiato.
E tu già sai come festeggeremo, comunque.
Grazie per il padre che sei stato, per tutto quello che ci hai donato e insegnato.
Vivere con te è la cosa più bella e preziosa
che ci sia capitata.
Auguri grande orso!
(dalla tua orsacchiotta)
Dice la legenda che dal Sole di Sicilia nacque un Re Maestoso, che per distinguersi da suo Padre indossò un mantello nero.
Ancora oggi, lo chiamano Sire Nero.
attendendo il mio sire nero…
certe notti non le dimentichi.
notti passate a guardare il soffitto, fra il caldo, la gatta che cerca il suo spazio fra le curve del tuo corpo e l’immancabile zanzara in volo radente vicino le tue orecchie…
certe notti in cui il sonno fa capolino fra i tuoi pensieri, ma il frastuono di questi ultimi lo allontana inesorabilmente.
certe notti in cui ti droghi di musica, nella vana speranza di regalare un minimo di tranquillità alla testa e al cuore.
certe notti in cui ti rendi conto di aver sempre avuto ragione, di aver sempre saputo e previsto tutto; in cui hai ascoltato quello che da sempre avresti voluto sentirti dire…
notte in cui hai capito, condiviso; notte in cui sei rimasta nuda, vulnerabile, ma senza la paura di venir ferita…
ma non provare piacere da tutto ciò: nessuna gratifica, nessuna speranza, solo la netta consapevolezza che questa notte non te la dimenticherai tanto facilmente…
![[ tramonti romani ] ... e le esplose il modno fra le mani... 03.06.2010 [ tramonti romani ] ... e le esplose il modno fra le mani... 03.06.2010](http://www.bastet.it/wp-content/uploads/2010/06/bastet.posterous.jpeg)
e venne giugno…
giugno delle albe e dei tramonti.
giugno dei profumi sensuali e inebrianti di gelsomino e riconsperno.
giugno delle notti calde e brevi, del sole che entra dalla mia finestra per accarezzarmi il viso.
giugno del solstizio, che racchiude in sè l’inizio dell’estate e l’inizio del suo declino.
giugno carico di promesse, di sogni, di passioni.
amo giugno.

Stasera ho finalmente capito perché, in questi ultimi anni, ho maturato una vera e propria passione per il vino. Mentre degustavo un dolcetto, con i suoi tannini morbidi e vellutati, ho capito come l’approccio al vino ricalchi, in qualche modo, il percorso della seduzione.
La degustazione di un vino si sviluppa in tre fasi: visiva, olfattiva e gustativa. E in un certo qual modo sono tre fasi di “avvicinamento” che possono essere perfettamente riportate al gioco fra i sessi, il magico gioco del corteggiamento.
Nell’analisi visiva, si guarda il colore del vino, la sua limpidezza, la consistenza; come nelle persone, come in un uomo o in una donna, si guarda la vivacità, i riflessi dei capelli, la brillantezza degli occhi, la morbidezza della pelle, la forza e l’eleganza delle mani.
Ed è da questa prima analisi che decideremo se continuare o no la nostra degustazione/seduzione.
Nell’analisi olfattiva si cerca l’intensità, la persistenza, le fragranze: così quando abbiamo il privilegio di avvicinarci all’oggetto del nostro desiderio, più o meno consciamente ne percepiamo l’aroma, gli odori, con pazienza scavalchiamo i profumi chimici per arrivare al bouquet unico e fragrante di quella persona… e ci lasciamo rapire, avvolgere da lei.
Potremmo stare ore ad annusare i suoi capelli, l’incavo del collo, il torace (o i seni), immaginando e bramando ben più intimi umori…
L’analisi gustativa è il compimento dell’impresa.
Anche se non sempre è un successo e si dimostra in equilibrio e armonia con le due analisi precedenti.
La bocca si riempie di un’esplosione di sensazioni. Caldo sulla lingua e lungo la gola, mentre l’alcol entra lentamente in circolo. Abbandonati a questi sapori dolci, secchi, freschi, ruvidi, morbidi, sapidi, veniamo travolti da un’onda calda di sensazioni, che ci storidisce, e ci porta su bel altri piani…
Un bicchiere di vino è come un uomo (o una bella donna) di cui godere con tutti i sensi, da imparare con sapienza come avvicinarlo, come conservarlo e come servirlo per enfatizzarne le qualità, finché non si diventa succubi di lui e dell’emozione che, grato, ci regala.

Come molti sanno, e come ho spesso ripetuto, ho un legame particolare con la luna.
Stasera è particolarmente bella…
Stasera ho trascorso una bella serata, fra gente che fa cose con passione, con quella luce negli occhi, fra arte e luoghi nascosti e meravigliosi della mia città.
Il tempo è stato clemente: dopo intere settimane di pioggia la serata è stata mite; e la notte mi ha regalato questa splendida luna.
Il mio unico rammarico è di non aver avuto nessuno con cui condividere questo momento…
Ma voglio farlo cmq… lo faccio così: regalando la “mia” luna.
Enjoy (o sticazzi).
Amo questa canzone…
Grazie a un mio caro amico ho scoperto questa versione jazzata della canzone di Fiorella Mannoia, presente nell’ultimo album.
Quante volte l’ho cantata a squarciagola, è liberatoria, unisce femminilità, sensualità, caffè, forza e solitudine…
Io non ho bisogno di te, io non ho bisogno di te
perche io non ho bisogno delle tue mani, mi basto sola!
Al di là della condivisione della musica, riascoltando il testo della canzone mi sono accorta come siamo diventati molto più moralisti di 30 anni fa.
Nel Sanremo del 1981, anno in cui la Mannoia partecipò, chi fu lo scandalo legato ai Ricchi e Poveri, che all’ultimo momento esclusero la quarta componente del gruppo per il suo presunto adulterio: però lasciarono che una canzone parlasse palesemente di masturbazione.
Mi chiedo nel 2010 di Ratzinger come si sarebbero comportati…