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Author Archive for: bastet

mare d'inverno, tutto è relativo#sea #winter #mare #inverno #NikonD7100 #nofilter #latergram #italy

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mare d'inverno, tutto è relativo#sea #winter #mare #inverno #NikonD7100 #nofilter #latergram #italy

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A place for coffee lovers

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Molti di voi ricorderanno CafeXperiment, la mia collezione di foto di caffè, che dal 2005 al 2010 ebbe un enorme riscontro in Italia e all’estero.

Per chi non sa di cosa parlo, vi racconto di un semplice sito dove raccoglievo le foto della pausa caffè di chiunque voleva contribuire alla collezione: il sito ne pubblicava una al giorno, in un calendario che scandiva la nostra amata pausa caffè quotidiana, e rendendo tutti i fotografi e gli amanti del caffè protagonisti per un giorno, con la pict of the day in home page.

Beh, in questi ultimi giorni, dopo esser impazzita fra codici, ftp, dns, db… solo lieta di annunciare che CafeXperiment IS ALIVE (and kickin’). Read more →

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Tredici

Categories: ricordo, sentoTags: View: 1.514 views

La musica mi sembra sempre il miglior modo per ricordarti.

(Per chi come me ama le cover, qui la playlist che continuo a riempire)

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My Funny Valentine

Categories: ascolto, cazzeggio, guardoTags: View: 713 views

Un brano, un’ossessione.
Mi piace ascoltarlo in tutte le sue versioni. “Cover” le chiamano.
Dalla morbida tromba di Chet Baker alle  voci di sconosciute cantanti jazz, sensuali, graffianti, ma delle quali il nome interessa poco.
E tutto per un’assonanza. Il mio di nome.
Un nome che ho sempre odiato: così infantile, adatto a rime e prese in giro; un nome troppo romantico per un carattere spigoloso come il mio.
E poi l’onomastico: il protettore degli innamorati. Sentirsi beffata da un santo che ha sempre reso – a me – così difficile questo sentimento: l’amore.

E l’ossessione ritorna. Tornando all’ossessione.
Una musica che mi accompagna dal risveglio fino alla sera. Parole che conosco a memoria. In cui mi ci rivedo, che in parte sento mie. In parte.
Un’ossessione che provo a elaborare.
In musica, parole e immagini.

[ pensieri in libertà presi in prestito e stimolati da #gallizioLAB ]

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Il complesso di Didone. Una lettura consigliata

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Un post dedicato a tutte le donne.
Da leggere, da metabolizzare, da imparare a memoria…

Grazie Galatea :*

 

Il complesso di Didone.
Ma perché le donne toste perdono la testa per gli Enea?

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Ci sono giorni…

Categories: sento, sono donnaTags: , , View: 855 views

Ci sono giorni in cui ti guardi allo specchio e, nonostante tutto il dolore e le avversità, vedi la donna che avresti sempre voluto essere.
E sorridi. Read more →

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L’errore più grande di Star Wars

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Come tutti i miei coetanei, amo la saga di Guerre Stellari (o Star Wars).
Amo in particolar modo la trilogia originale e detesto sia i tre episodi prequel, sia il “restauro” effettuato ai vecchi tre episodi, con l’aggiunta di scene ed effetti.

Leggendo per caso il post di Rudy Bandiera 10 punti per i quali Star Wars non convince mi sono ricordata dell’errore più grande che ho riscontrato fra le due trilogie. E della frustrazione di come l’errore fosse grossolano…

Ne Il ritorno dello Jedi, mentre si trovano su Endor, Luke chiede a Leila che ricordo ha della madre.
Lei risponde che aveva sempre un’espressione triste.
Com’è possibile se Padmé Amidala è morta subito dopo il parto? Come fa a ricordarsi di un’espressione triste?

(Nella scena della morte della madre, mi alzai in piedi e mi misi a urlare nella sala del cinema che c’era un errore… i miei amici mi fecero sedere a forza) :)

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Il bello del web…

Categories: condivido, connettoTags: , , , View: 1.108 views

Come ripetuto spesso, il bello del web 2.0 è che ognuno può dire la propria, su ogni argomento.
Il brutto del web 2.0 è che ognuno può dire la propria, su ogni argomento.

[ ph wallbase.cc ]

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Un brindisi, una luna e un augurio

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Lo splendore della luna, colla sua luce,
ha dilacerata la veste della notte; bevi vino,
ché un momento simile non è possibile trovare;
sii lieto e pensa che molti splendori di luna
verranno l’un dopo l’altro sulla faccia della terra.

Omar Khayyam

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Per Natale regalami un cuore

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Anche quest’anno è arrivato Natale.
A differenza degli anni scorsi, non sono infastidita dalle luminarie, dallo shopping compulsivo, dagli spot fintamente buonisti. Semplicemente non me ne importa niente. Mi scivola tutto via come acqua fresca.

Ho pure acquistato – udite udite – le luminarie natalizie made in Ikea. Le ho usate per fare qualche foto ai Coinquilini Felini. Ma non le ho appese in giro per casa, dato che nessuna ventosa resiste alla furia di tre felini giocosi e irruenti.

Qualche giorno fa ho letto (non ricordo dove, in giro per il web) che a Natale ognuno di noi non desidera una cosa, ma una persona.
L’ho trovato un pensiero molto bello, che mi ha portato a riflettere su quest’ultimo anno, su quello che mi ha dato e quello che mi ha tolto.

Sono giunta alla conclusione che a Natale non vorrei una cosa o una persona.
Vorrei un sentimento.

Non che sia inaridita, ma da maggio a oggi sono successe talmente tante cose, che ormai ho quasi paura di ciò che provo, e ho perso fiducia nella mia capacità di giudizio. Vorrei poter tornare a sognare, a sperare, ad avere fiducia nel genere umano.
Tutto qui… (“ti pare poco?” urlò una vocina fuori campo…)
 
divisorio
 
Quest’anno ho imparato a mie spese: che se ami la gente scappa; se la proteggi troppo ci rimetti tu; che le persone deboli buttano fango sugli altri per nascondere i propri errori; che le persone deboli parlano male degli altri perché non hanno una vita propria di cui occuparsi; che le persone deboli ed egoiste è meglio lasciarle andare per la loro strada (e impedirgli di attraversare la tua); che nessuno merita di essere ferito gratuitamente; che le persone belle vanno tenute strette; che la “tribu delle donne” è sempre bella e accogliente; che la porta di casa mia è sempre aperta (ma con riserva); che sono stanca di contare tutte le belle persone che escono tragicamente dalla mia vita; che mi sento bene quando mi rendo utile agli altri; che un pugno di riso può cambiarti la vita (e i fianchi); che la sincerità è sempre la miglior scelta, e se a qualcuno può non andar bene, non è affar mio; che a 42 anni sono troppo vecchia per il mondo del lavoro; che a 42 anni sono troppo vecchia per passare le nottate a chattare (offrimi un bicchiere di vino instead); che a 42 anni non cambierei una virgola di me (neanche una singola ruga).

Ovviamente per questo Natale vorrei la pace nel mondo, un gatto in ogni casa, e che ognuno trovi il bandolo della matassa della propria esistenza…
Forse la mia ha iniziato a dipanarsi.

pis-en-lov evribodi

 

P.S. Il presente post vale anche come augurio di Buone Feste, così contribuirò a ridurre il traffico mail/sms di questi giorni ;)

 

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