Ceci n’est pas un Noël

La festa pagana del solstizio d’inverno era una ricorrenza importante per molti popoli, tra cui gli antichi romani, che in quel giorno celebravano la festa del dio Sole.

I Saturnali, Saturnalia in latino, si celebravano dal 17 al 23 dicembre in onore del dio Saturno, il corrispettivo del greco Crono. Molte tradizioni dei Saturnali si sono trasmesse al Natale cristiano, tra queste lo scambio dei regali, che avveniva il 19 dicembre, cioè il Sigillaria.

Dalla fine del terzo secolo il calendario civile romano indicava come solstizio d’inverno il 25 dicembre. In tutte le antiche culture dell’emisfero boreale il solstizio d’inverno viene festeggiato perché è il giorno dopo il quale le giornate ricominciano ad allungarsi, e per questo è legato alle divinità solari. Il 25 dicembre nell’Impero Romano si festeggiava anche il dio del Sole Invitto, Sol Invictus, che riuniva in sé vari dei solari di diverse religioni: il greco Helios, il siriano El-Gabal e il persiano Mitra. Il 25 dicembre fu scelto come giorno della nascita di Gesù per “coprire” la festa del Sole Invitto: la figura di Gesù era proposta a questi pagani come quella del “vero” Sole.

Anche nel Nord Europa la festa cristiana si lega a forme di paganesimo norreno le cui credenze sono basate su un grande rispetto per la natura e per la cultura, il folklore e la mitologia scandinava.

Jól, il Natale appunto, è sicuramente una delle festività più importanti per gli islandesi: è infatti la celebrazione del solstizio d’inverno, un periodo di oscurità, in attesa della rinascita. A queste latitudini già a metà novembre le giornate si accorciano velocemente fino a concedere massimo 4 ore di luce. Per contrastare il buio, e prepararsi al solstizio, dal 1° dicembre tutto si illumina di mille luminarie: le finestre, i muretti, le siepi, gli alberi, tutto viene decorato con luci, grazie anche all’elettricità geotermica a basso costo. Uno spettacolo che lascia senza fiato, tutto diventa uno splendido presepe in queste notti interminabili. Vederlo dal vivo è stata per me un’esperienza importante e che mi ha segnata dal profondo.

Tutto questo per realizzare una cosa. Finalmente ho trovato “il mio Natale”.

Non quello detta tradizione cristiana/occidentale, ma la Festa della Luce pagana e legata alla natura, che si sposa perfettamente con la mia spasmodica attesa del solstizio, per vedere nuovamente le giornate allungarsi, in attesa dell’estate.

 

 

[ fonte: Il Post, Tiscali ]
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