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Archive for month: February, 2010

Il più bel complimento ricevuto

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Schermata 2010-02-12 a 18.16.18

la cinelli è una beta tester mondiale.
dio ha creato il mondo e la cinelli l’ha testato

[ via buzz ]

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Neve a Roma-febbraio 12, 2010-4

Svegliarsi la mattina e trovarsi la città imbiancata, è sempre un evento straordinario per i romani.
Io non amo la neve, anzi la odio proprio… però devo ammettere una una certa emozione l’ha trasmessa anche a me…

l'omologazione di un pesce fuor d'acqua

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desktop

Insomma, io ero quello che scriveva su di un blog, che lanciava brevi messaggi via twitter, che condivideva link e contenuti, che si relazionava con persone affini per interesse anche se quelle persone mai le aveva conosciute di persona. Il problema all’epoca non sorgeva tanto nello spiegare cosa facevo, ma più che altro su cosa lo facevo, sui mezzi (media) che utlizzavo, e soprattutto, cosa ancora più enigmatica per molti di loro: perché lo facevo? Cosa mi spingeva a investire tempo che avrei potuto dedicare ad altro e ad altri ‘reali’? Cosa me ne veniva indietro, non certo denaro? E allora? Allora la spiegazione che mi veniva più spontanea era quella di una sorta di baratto: io voglio dare qualcosa, e ricevo qualcosa alla pari e al contempo mi relaziono con persone affini. Ci guadagnavo un’espansione dei miei punti di vista e della mia conoscenza. Suona molto primitivo e forse pure fuorviante, lo so, ma all’epoca non avrei saputo come spiegarlo in altro modo.

[...]

E il loro apparente snobbismo mi urtava.

[...]

Poi è successo qualcosa, è successo che spontaneamente qualche domanda hanno cominciato a farmela, a chiedermi cosa era quello e come funzionava questo.

[...]

e io piano piano sono tornato inevitabilmente normale ai loro occhi. La mia e la loro onda se non altro si sono avvicinate nella loro velocità di propagazione, pur con le dovute e necessarie differenze. E uno degli specchi attraverso cui si guarda il riflesso del mondo è divenuto comune a tutti. E voi?

… e a me è successa la stessa cosa, ma non solo con la rete, ma con la scelta della mia professione 20 anni fa (“la grafica? ma iscriviti a lettere e non perdere tempo…”), con il computer acquistato per lavorare (“il mac? ma non ha tutti i giochini di windows…”), con la fotografia (“che *** è la lomografia? perché usi queste cose di plastica? comprati una reflex e fai la seria, dai…”).

Sempre ai margini, sempre considerata quella strana, quella “diversa”: la sensazione di essere un pesce fuori dal suo ambiente, senza sapere neanche quale sia il suo vero ambiente, e scoprire che ormai tutti l’hanno trovato per me, e l’hanno fatto proprio.

Trovare qualcuno che è riuscito a descriverlo a parole è un bellissimo regalo per me. E’ tutto quello che non sono mai riuscita a dire, forse per troppo rispetto o troppa insicurezza…

Buongiorno…

[ via Io, la rete, gli amici e il riflesso del mondo « Gli Appunti del Paz83 ]

L’hide condiviso e la lamentela 2.0

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L’avvento di tutti questi blog, dei social network, degli aggregatori, sta caratterizzando la rete con un overload di informazioni incredibile.
Ovunque ti giri trovi stream di status che si aggiornano in tempo reale, widget con gli ultimi tweet, o con le ultime aggiunte su delicious.com o dell’ultimo feed rss apprezzato su Google reader. Per non parlare dei quiz, i gruppi inutili e i giochini tipo Farmville che infestano il più noto fra tutti i social network, Facebook.

Avendo già parlato dell’incontinenza comunicativa degli utenti e della loro incapacità di capire quali informazioni rendere pubbliche o meno, è naturale che la rete si stia riempiendo di informazioni potenzialmente inutili e superficiali.

hide

Avvertendo la necessità di filtrare tutte queste informazioni, per far emergere la mucchio ciò di cui si ha bisogno o che si intende seguire, e cercando di farlo in maniera diplomatica (quindi evitando di cancellare contatti/amici e creare dissapori), è stata introdotto, fra gli altri strumenti, anche la funzione HIDE.

C’è qualcosa che non piace? – hide
C’è qualcosa che urta la sensibilità? – hide
C’è qualcosa per cui non si prova interesse? – hide
C’è qualcosa che annoia? – hide
C’è qualcosa di ridondante? – hide

Detto così sembra facile e risolutivo.
E invece gli sviluppatori non hanno tenuto conto di una nuova tendenza, nata spontaneamente dall’introduzione dell’hide: l’hide condiviso.

L’hide condiviso si manifesta con un attacco verbale verso l’argomento non gradito e l’enunciazione dell’attivazione della suddetta funzione, con conseguente applauso virtuale di tutti quelli che la pensano allo stesso modo.

Probabilmente l’esigenza è scaturita dall’assenza della funzione “dis-like”, “non mi piace” in contrapposizione al “like” di gradimento. Ma quello che mi chiedo è perché aggiungere altre informazioni inutili e polemiche a uno stream già colmo, perché dover dire apertamente che quella informazione è soggetta a essere eliminata dalla vista, da parte dell’utente/soggetto?
Farlo e basta non è abbastanza social?

Ogni volta che una persona cambia canale televisivo perché non gradisce quella trasmissione, chiama tutti i suoi amici per dirlo?

Quando in auto cambia sintonia alla radio perché l’ultimo hit l’ha stufato, tira fuori la testa dal finestrino per dirlo a tutti?

Ogni volta che vede un bambino denutrito in strada a chiedere l’elemosina, e gira lo sguardo dall’altra parte, lo urla a tutti i passanti?

Non riesco a capire se sia una tendenza prettamente italica, oppure diffusa anche verso gli altri paesi.
Purtroppo a me ricorda molto lo sport nazionale del bel paese, la lamentela, però trasportata e rivisitata con i nuovi strumenti che la comunicazione 2.0 mette a disposizione: LA LAMENTELA 2.0, appunto.

edit ~ Ma se uno inizia a parlare di un argomento di cui non vuole più sentir parlare, non si contraddice? Non alimenta ulteriormente l’attenzione intorno?
Se invece lamentarsi del fastidio ricevuto, tirasse fuori valide motivazioni per il non gradimento, non si trasformerebbe in una critica costruttiva?

Quando siamo privi di contenuti iniziamo a lamentarci dell’inutilità di quelli altrui.

uomini…

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[ via 9GAG.com Site Feed ]

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[ via Doesn’t matter where you’re from. It’s where you’re going | Design You Trust ]

… e di nuovo, guardo fuori e sorrido

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ti volti un attimo e rimani a bocca aperta sul più bello spettacolo che la natura è in grado di regalare…
prendi la macchina fotografica al volo e scatti due foto…
il tempo di guardarle sul display e già la luce è cambiata, e quel miracolo di luci e colori non c’è più…
rientri e ti telefona un tuo amico per chiederti se l’hai visto, se hai visto quel meraviglioso tramonto sui cieli di roma…

… e sorrido :)

martedì 2 febbraio 2010

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Vengo spesso presa in giro per le mie “teorie” strampalate…
Però quando trovo riscontri in giro, mi sento di divulgarli… leggete, poi continuate a darmi della visionaria :P

Riscaldamento Globale: non è colpa dell’uomo
Furio Stella – "EfferveScienza" inserto del mensile Biolcalenda, anno XX, nr. 2 – febbraio 2010, www.labiolca.it

Piccolo esperimento: chiudete gli occhi e pensate al «Riscaldamento Globale». Che cosa vi viene in mente? Se l’immagine che si sta formando nella vostra mente è quella di enormi ciminiere che buttano in cielo nuvoloni neri densi di fumo, avete risposto giusto. Sono, quelle, le stesse immagini che vengono utilizzate quotidianamente dalla vostra tv per accompagnare i notiziari sul «Global Warming». Ora, siccome quel che leggiamo o ci viene detto passa attraverso il vaglio della nostra coscienza critica, mentre le immagini no, la morale è semplice: che ci crediate o no, che ne siate consapevoli o no, state accettando completamente l’equazione «riscaldamento globale uguale opera dell’uomo». Che è quanto esattamente l’ortodossia scientifica – quella delle Nazioni Unite, di Al Gore, dei premi Nobel, di Kyoto e del recentissimo supervertice di Copenhagen – vi sta suggerendo.
Senza che questa verità ufficiale, questo paradigma scientifico, venga minimamente messo in discussione dai fatti.

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