cose che ti fanno incazzare…
Siamo spiacenti, ma la partecipazione ai master è riservata a candidati di età inferiore ai 32 anni.
Siamo spiacenti, ma la partecipazione ai master è riservata a candidati di età inferiore ai 32 anni.
Le festività si avvicinano sempre di più.
Come molti sanno non amo in particolar modo questo periodo dell’anno, soprattutto per tutto il consumismo che lo caratterizza.
Tutti spinti dall’impulso ossessivo-compulsivo allo shopping e al regalo-a-tutti-i-costi, tanto da far dimenticare ai cattolici il vero spirito di questo evento, e coinvolgere i non credenti in questo festival del consumismo.
Fortunatamente ci sono alcune iniziative che vanno contro corrente. Sfruttare questo periodo di maggiore apertura del portafoglio per fare del bene, con beneficenza e donazioni, diventa un modo per riavvicinarsi allo spirito originale del Natale: purtroppo spesso è solo per seguire una tendenza, o un modo per sentirsi a posto con la coscienza… ma in ogni caso, male non fa.
Natale Solidale, regali consapevoli è una brillante idea di Emanuela De Vecchi: un blog dove raccogliere e promuovere tutte le iniziative a scopo benefico, lanciate nel periodo natalizio.
Un sito dove trovare moltissimi consigli per fare regali consapevoli, dove trovare spunti e magari anche segnalare iniziative non abbastanza note o pubblicizzate. Un modo semplice e indovinato per cercare di ridare un senso al Natale.
Natale Solidale – natalesolidale.wordpress.com
Natale Solidale su facebook – facebook.com/natalesolidale
Emanuela De Vecchi – nonconvenzionale.it
[ via bastet.it/tiragraffi ]

Non ho più scuse, è tempo di smetterla di nascondermi.
Nascondermi poi dietro a cosa? Alle mie paure? Alle mie ferite? Alle mie insicurezze?
Ma se non sono altro che parte delle mie molteplici sfaccettature: non sono né ostacoli, né maschere.
Da oggi devo guardarmi nuovamente allo specchio, cercando di mettere nuovamente a fuoco l’ectoplasma; cercando nuovi progetti da sposare, nuove vite di cui innamorarmi, nuovi giochi da inventare e sorrisi da condividere.
Bastet strikes back?
Spero di si, e anche presto.
Bellezza é l’eternità che si contempla in uno specchio;
e noi siamo l’eternità, e noi siamo lo specchio.
~ Kahlil Gibran
L’uomo l’aspettava nel buio. Aveva rotto la lampadina lanciando un sasso. O almeno così aveva detto la polizia. Poi. Comunque era quasi buio e Giusi si era subito sentita in agitazione, come se lo sentisse. Lui l’aveva presa da dietro puntandole il coltello alla gola. Poi l’aveva costretta a sdraiarsi per terra, a girarsi, e le si era sdraiato sopra. E mentre le teneva il coltello sulla gola con l’altra mano le strappava la gonna e gli slip e se lo stava tirando fuori.
Allora lei gli dice (chissà come c’è riuscita!): “Qui sono un po’ scomoda, andiamo in casa mia che sul letto è meglio!”
E lui ha risposto: “Va bene.”
Ha rimesso dentro il suo coso, lei si è girata e ha iniziato a salire i due piani a piedi. Lui dietro. E’ arrivata davanti alla sua porta e con il cuore in gola ha tirato fuori le chiavi. Lui è dietro di lei. Ansima. Le chiavi, riesce a infilarle al primo colpo. “La mano non mi deve tremare, la mano non mi deve tremare.”
Apre, entra, si gira verso di lui, sa che a questo punto deve farlo entrare. Poi si vedrà. Si vedrà cosa?
Buio.
“Entra.”
Si gira, lo guarda.
Di lui vede solo un pezzo di schiena, se ne sta scappando.
Ha avuto più paura di lei.
Jacopo Fo
Sabato ho ripreso in mano il mio blog “pro” per dargli una sistemata.
Ogni volta che mi metto a fare il restyling dei miei siti, blog e curriculum è come se facessi ordine mentale; una sorta di tirare le somme e analizzare tutto ciò fatto fino a questo momento.
Come la spassosa vignetta di Hugh MacLeod, ho iniziato ad aver paura di monopolizzare la mia comunicazione, veicolandola esclusivamente sui vari social network (twitter e friendfeed in particolar modo).
Sono un po’ stanca da dover giustificare le mie assenze o la mia presenza “cazzeggiona” su internet. Sono anche stanca di vedere come la gente si prende troppo sul serio, e litiga per ogni singola scemenza, fraintesa ampiamente da un linguaggio di comunicazione che non lascia spazio a reazioni più umane.
Ultimamente mi riesce davvero difficile far capire ai miei interlocutori che il web mi sta stretto. Vengo da altri “mondi”, con altra formazione e soprattutto ho altre esigenze… internet non soddisfa più le mie molteplici curiosità.
Questo non significa che, come hanno fatto molti altri, cancellerò la mia presenza dal web, né chiuderò i miei blog. Ho solo voglia di dedicare più tempo a una ricerca più globale sulla comunicazione, e iniziare a utilizzare questo spazio per raccogliere, condividere e discutere su tutto ciò che attirerà la mia attenzione.
Lo so che già dalle origini questo blog aveva questa filosofia.
Da oggi voglio che diventi attiva.
[ via gapingvoid: "cartoons drawn on the back of business cards" ]
Non ci sono più le chiese di una volta.
Curiosando con le mappe di google ho scoperto che le chiese gemelle di Piazza del Popolo non sono uguali (guardate le cupole)… si scoprono gli altarini ;)
(non ho proprio nulla da fare oggi, eh?)
Il numero di parole necessarie a descrivere il proprio lavoro è direttamente proporzionale al tempo necessario a trovare un’occupazione.
[ via friendfeed ]
Dopo alcuni colloqui fatti negli ultimi giorni, mi sono ritrovata con l’esigenza di aggiornare il mio curriculum vitae cartaceo/pdf (ultimo aggiornamento: aprile 2008).
Erano mesi che non ci mettevo mano e mi sono trovata un po’ spaesata. Non solo per l’aggiornamento degli ultimi lavori, ma anche sulla forma in cui mettere tutte le informazioni.
Purtroppo/fortuntamente lavoro da diversi anni, e ho fatto esperienze molto diverse le une dalle altre, e ricoperto varie mansioni e ruoli.
Ho speso un’intero pomeriggio per capire cosa poter mettere e cosa dover levare; come razionalizzare tutto; cosa poteva effettivamente interessare a un eventuale committente di tutto il bagaglio di esperienze degli ultimi anni.
Mi sembrava di aver fatto veramente tanto, ma avevo bisogno di un modo per comunicare la completezza della mia formazione, e non uno sterile e noioso elenco, che poteva anche rischiare di sembrare fuffa.
I miei dubbi maggiori erano:
Ho anche utilizzato la rete per condividere questi miei dubbi: a lato riporto una parte della discussione che ho sollevata su FriendFeed, alla mia richiesta di consigli in merito.
Diciamo che sono giunta alla decisione di creare un cv completo di tutte le informazioni e le esperienze fatte, per poi sfoltirlo di cose non necessarie e adattarlo a seconda dell’interlocutore a cui dovrò inviarlo…
Magari, quando l’avrò terminato, proverò a condividerlo qui sopra, così per avere un ulteriore confronto e consigli in merito.
Certo che mi ha fatto un po’ impressione richiamare alla memoria tutto quello che ho fatto dal 2005 al 2007.
Peccato solo che ora sia tutto fermo…
~~~ edit ~~~
Mi è rivenuto in mente questo post “Il precario mascherato“… tanto per rinfrescarci la memoria sull’uso delle qualifiche ;)
Ormai lo sanno tutti che sto subendo un po’ di crisi nell’ambito lavorativo.
Nonostante tutto continuo a muovermi, alla ricerca di nuovi stimoli, idee e anche per fare un po’ di PR in giro…
Forse ho esagerato un po’, tant’è che guardando il mio iCal ho scoperto che oggi è l’unico giorno libero e tranquillo da settimane…
… ok, oggi RELAX!!! :D
“e ‘sti ca*zi” autorizzato (aut.min.conc.)
Una nuova serratura per permettermi di uscire.
Una nuova (e più resistente) porta per non permettere più a nessuno di entrare.
Chi già sa, capirà.
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