Basta essere chiare
Sono convinta che per andare d’accordo con gli uomini basta essere chiare.
Infatti all’ultimo che ho trovato ho detto: “Guarda io sono così, prendere o lasciare”.
E infatti mi ha lasciata.
Geppi Cucciari
Sono convinta che per andare d’accordo con gli uomini basta essere chiare.
Infatti all’ultimo che ho trovato ho detto: “Guarda io sono così, prendere o lasciare”.
E infatti mi ha lasciata.
Geppi Cucciari
Come già accennato in precedenza, il masochismo femminile non ha limiti.
Mentre prima parlavamo della scelta sbagliata del compagno, ora parliamo della scelta sbagliata dei tempi.
[ però in questo caso anche i maschietti ci mettono del loro... ]
[ via Singloids dei Persichetti Bros | Balloons - Il blog delle comic strip ]
I giovani d’oggi e la mia difficoltà a corrergli dietro….
Dialogo con le mie nipoti (10 e 13 anni), sedute al tavolino di un bar…
N. – Zia, ma ce lo fai il cuginetto?
Z. – Non ora, mi manca la materia prima…
N. – Che significa?
Z. – Mi manca un compagno con cui farvi il cuginetto: il papà.
N. – Ma zia, non lo sai che c’è anche l’inseminazione artificiale?
Z. – … O_o

Rientrata da Madrid, dover fervono i preparativi per la Noche en Blanco 2009, vengo a conoscenza che anche questanno non si accenderanno le luci della Notte Bianca Romana.
La prima Notte Bianca in assoluto illuminò Parigi (Nuit Blanche) nel 2002 e da allora si replica la notte tra il primo sabato e domenica di ottobre. La stessa formula fu ripresa nella capitale, il 27 settembre 2003, con negozi aperti tutta la notte, musei aperti e visite guidate gratuite, musica, spettacoli, appuntamenti culturali.
Lo scorso anno la situazione economica non molto florida del Comune Roma aveva fatto desistere lamministrazione e la Giunta guidata dal neo sindaco Alemanno dallorganizzare la Notte Bianca che venne proposta, sebbene in formato ridotto, da alcuni municipi della città coadiuvati da sponsor privati e associazioni con il contributo della Provincia.
Purtroppo (ma anche fortunatamente) la stessa foruma verrà riproposta quest’anno. Purtroppo perché non si avrà un evento che coinvolgerà l’intera capitale; fortunatamente perché almeno non si rimarrà immobili a subire il declino dell’offerta culturale italiana. Read more →
Ci sono 3 cose che una donna è capace di fare con niente:
un cappello, uninsalata e una scenata.
Mark Twain

Amo perdermi nelle città. Studiare a grandi linee zone e percorsi, per poi lasciare la scelta al caso o al proprio istinto.
Oggi, camminando per Madrid, mi sento a casa. Riconosco i tratti caratteristici delle capitali europee, i lineamenti di un popolo latino e mediterraneo, ascolto la lingua spagnola e non mi sembra poi tanto differente da qualche stretto e antico dialetto italiano (anche il mio grado di comprensione è simile).
Mi vedo riflessa nelle vetrine dei negozi e mi piace ciò che vedo. Un piccolo ectoplasma, amalgamato nella città, libero da maschere e dal peso di questi ultimi mesi, in cerca di sè dove nessuno la conosce o la riconosce.
Non so bene che titolo dare a questo post. Avevo pensato: “Quando un fatto di cronaca entra nel privato” oppure “Cronaca vs Privato“, ma ancora non rende quello che mi è successo in quest’ultimo mese.
Penserò in corso d’opera a un titolo più adeguato.
Quando apri il giornale, e fra le varie notizie leggi il nome della tua migliore amica legato a un fatto di cronaca tragico, la prima reazione è di incredulità. La mente non accetta quello che legge, e cerca alternative meno dolorose all’apprendimento di quell’evento: come un caso di omonimia, un refuso di stampa; nonostante tutti i dettagli confermano il dato, la mente rifiuta di accettarlo.
Successivamente si alternano dolore (perpetuo), rabbia (verso chi, poi?), accettazione (forse), rassegnazione (dipende), and so on…
Logicamente l’elaborazione di un lutto è un fatto prettamente personale, e non starò qui a descrivere come sto cercando di superare io questo momento.
La cosa che mi ha colpito di più, in questi giorni, è stata un’altra. La cronaca. Read more →
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