Una pagina di pubblicità su La Repubblica

Una pagina di pubblicità su La RepubblicaQualche giorno fa sono venuta a conoscenza di un’iniziativa provocatoria, lanciata da un gruppo su Facebook. L’iniziativa era quella di acquistare una pagina di pubblicità su La Repubblica, con una lettera aperta a Silvio Berlusconi firmata, ovviamente, da tutti coloro che si sarebbero iscritti al gruppo e che avrebbero donato un euro per partecipare all’acquisto.

Ho partecipato anche io.

L’ho trovata una mossa intelligente, che usa gli stessi mezzi sfruttati, abusati e millantati dalla controparte ma non lo stesso linguaggio: infatti il messaggio è stato dato senza urlare, offendere o infangare: quindi mi è sembrato naturale aderire.

Sinceramente preferisco il parlare, il dire esattamente ciò che si pensa, all’urlare o allo stare in silenzio…

Una pagina di pubblicità su La RepubblicaRingrazio Geronimo Emili per l’idea, per il coraggio e la caparbietà dimostrata, e per averci dato l’opportunità di farci sentire (seppur in piccolo) e ringrazio tutti i partecipanti al gruppo su Facebook per la fiducia data allo stesso Emili.

Sul blog paginasurepubblica.blogspot.com è possibile trovare anche la traduzione della pagina in altre lingue, questo perché il messaggio è rivolto anche ai capi di stato che in queste ore si trovano a L’Aquila per il famigerato G8.

In ultima analisi: sono uscita a comprare il giornale e al ritorno ho raccontato alla mia gentil genitrice dell’iniziativa.
La sua reazione è stata di dirmi: “Ma perché hai messo il tuo nome? e se ti vengono a cercare?”

A parte il fatto che io non mi vergogno di quello che penso: la cosa che mi ha fatto riflettere è che la gente teme di ritrovarsi presto sotto un regime, ma di fatto ci sente già… :(

4 Responses to Una pagina di pubblicità su La Repubblica

  1. julia says:

    Ottima iniziativa…

    Hai perfettamente ragione…è sconcertante come le persone, anche coloro che si oppongono al presente governo, siano comunque influenzate nel modo di pensare, senza neanche accorgersene. Raccontavo a mio padre di aver ri-pubblicato su Facebook un video satirico su Berlusconi, che era stato rimosso qualche giorno prima. E lui, guardandomi preoccupato: “Scusa, ma perchè ce lo hai rimesso?! Se era stato tolto evidentemente non si poteva pubblicare!”. Come se davvero, da un momento all’altro qualcuno avrebbe potuto suonare alla porta esclamando “Sua figlia è in arresto per lesa maestà! Non opponga resistenza!”.
    Mumble-mumble…

    Reply
  2. bastet says:

    Julia, la tua conferma alle mie sensazioni mi fa sentire meno sola, ma anche più preoccupata.

    Reply

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