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Archive for month: July, 2009

il grande pescatore

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A volte penso che l’amore sia come un “Grande Pescatore”, come saggiamente descritto nella vignetta sopra.

Ci alletta con dolci lusinghe, porgendoci esche appetitose.

Ci infilza la carne con piccoli e invisibili uncini, rendendo vano ogni tentativo di liberarsi.

Ci trascina fuori, a forza, dalla nostra ovattata quotidianità.

Ci fa respirare un ossigeno troppo puro per le nostre branchie, ci fa vedere una luce troppo forte, un qualcosa a cui non siamo abituati e che si trasforma anch’esso in un dolore fisico.

E noi che ci agitiamo convulsamente, senza capire cosa succede, solo nel tentativo di restare vivi, resistere a quell’ambiente ostile e nella speranza di trovare presto sollievo a tutto ciò.

Alla fine ci libera, ci ributta in mare, ci restituisce alla nostra vita… storditi, doloranti, pieni di interrogativi, accecati dalla luce del sole, con il desiderio di capire e con un’assurda nostalgia per quello che abbiamo appena provato.

Se l’amore è paragonabile a un pescatore, tutti noi siamo stupidi come i pesci che “abboccano” sempre…

< / cinismo >

[ via Singloids ]

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madmen_fullbodyDi nuovo una crisi d’identità?
Ma si, giochiamo ancora un po’ con gli avatar (anche se il mio non lo cambierò ancora per un po’).

Questa volta l’ispirazione viene da “Mad Men“, la serie televisiva statunitense ambientata nella New York degli anni sessanta, dove si parla della vita di alcuni pubblicitari (niente di più adatto, no?)

Che ne dite? neanche stavolta mi somiglia?
No? vabbeh…

La faccetta da “secondo drink” ci sta tutta però ;)

Vuoi provare anche tu?
Mad Men Yourself

attese

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Mi sento come 5 anni fa.
Nell’attesa che qualcuno parta, per aggiungere chilometri di distanza a una incomprensibile distanza emotiva.
Nell’attesa che la città si svuoti, e mi si regali in tutta la sua bellezza e nella sua assolata solitudine.
Nell’attesa di risanarmi le ferite.
Nell’attesa di capire.

Chi mi conosce bene sa che io odio le attese, odio aspettare. Sono una divoratrice del tempo, voglio tutto e subito, anche nel capire, nel comunicare. Come un tuffo in piscina: all’inizio paura, poi brivido, e alla fine soddisfazione della decisione presa velocemente, perché puoi godere dell’acqua fresca per più tempo.

Purtroppo non è mai così.
Il mio karma mi si rivolta contro, e riproponendomi le stesse dolorose emozioni di 5 anni fa mi fa capire che l’esame non è stato superato.
La storia si ripete, e l’ottimismo serve a ben poco in questi casi.

L’ultima volta ho ricominciato a fotografare.
Spero che questa nuova estate sabbatica mi regali, in cambio, qualche nuova passione creativa.

biglia d'acqua

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Non scrivo più molto sul blog, perché non ho molto da raccontare. O almeno non ho nulla, che non sia estremamente privato, da raccontare.

Questo strano perido non accenna a finire.
Più sono ottimista e aperta alle novità, più ricevo porte in faccia e delusioni.
Oppure decido io (come sempre) di interrompere situazioni nelle quali sono solo io a perderci. Anzi, sono quasi sempre io che agisco, che mi muovo: mi sto convincendo di essere io l’artefice – masochista – di tutte le mie “disavventure” recenti.

Ci piace credere che teniamo sotto controllo gli avvenimenti della nostra vita. Spesso ci prendiamo in giro da soli pensando di essere veramente noi a comandare. Ogni tanto però accade qualcosa che ci ricorda che il mondo segue le sue regole, non le nostre, e che stiamo qui solo di passaggio.

Taken – Episodio 3, Grandi speranze (wikiquote.org)

[ via Candy in progress ]

Stamane però ho letto questo post, e mi è venuto in mente un piccolo episodio che mi è accaduto ieri.

Ero in piscina a nuotare, a sfruttare la mia razione settimanale di sforzo fisico, sfogo, liquido amniotico e tentativo vano di annegare i pensieri. Trovo estremamente rilassante ascoltare il respiro, il battere del cuore, il suono dell’acqua a ogni immersione… e lasciare che tutti i pensieri e i dolori di disciolgano nell’acqua.

Mentre ero assorta nella contemplazione della ritmica perfetta del corpo umano, mi sono messa a osservare le bolle d’aria che rilasciavo. Sferette molli e schiacciate, cristalline, turchesi come le mattonelline del fondo vasca, con mille riflessi di luce.
Pensavo a quanto le sfere di vetro riescano a somigliare all’acqua, a replicarne tutti quei dettagli nei quali mi soffermavo in quell’istante. Liquido e solido di due elementi diversi che riescono a somigliarsi in maniera così sorprendente.

E cercavo di ricordare dove avessi riposto alcune biglie azzurre, di quelle dell’Ikea, usate per decorare casa, per replicare la sensazione avuta in piscina anche “all’asciutto”.

Esco dal centro sportivo, e in mezzo all’asfalto del parcheggio, in mezzo al nulla, sotto il sole del primo pomeriggio, trovo “lei”.

biglia d'acqua

Non vi nascondo che ho avuto un momento di turbamento.

Ok, ok…è una coincidenza… oppure ho richiamato io quella biglia con il pensiero… oppure è un segnale… oppure non è niente…
Non lo so.

Ogni tanto però accade qualcosa che ci ricorda che il mondo segue le sue regole.

Forse l’unica cosa che ho imparato da questo piccolo, e per molti insignificante episodio, è che la vita è una fonte continua di sorprese.

E che non devo smettere di guardarmi intorno con gli stessi occhi spalancati e curiosi che avevo da bambina.

… e cogliere il gioco…

… ovunque esso sia…

argomento a piacere

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@ Silvia Ziche

Silvia Ziche

Incomunicabilità contemporanea, o siamo diventate noi troppo esigenti?

[ via bastet in the sky with diamonds ]

voci maschili

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Amo le voci maschili: quando conosco un uomo è una delle, se non prime, cose a cui faccio più attenzione.
Amo le voci basse, vibranti; non in particolar modo quelle impostate, ma quelle che, anche se parlassero una lingua sconosciuta, riusciresti a capire quello che vogliono comunicarti.

Logicamente amo questo tipo di voce perché sono generate dagli ormoni androgenici o testoidi, responsabili della formazione dei caratteri di genere maschili, quindi più la voce ha queste caratteristiche, più il mio inconscio la accomuna a un “uomo” (nel senso più completo del termine).

In questi ultimi giorni, nella mia playlist di iTunes sto preferendo voci maschili da ascoltare.
Mi sono soffermata ad analizzare perché, a seconda dello stato d’animo, scelga un cantante o un altro. Di seguito ho voluto creare un piccolo elenco di cantanti e del perché amo le loro voci, un elenco che mi prometto di aggiornare abbastanza costantemente (lo so che starete pensando “estiqaz*i”… ma se non vi interessa nessuno vi obbliga a leggere questo blog).

Iniziamo: Read more →

a bastet piace…

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[ via PANDALIKES® ]

Cambiare un uomo

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Santa verità: non pensare di poter cambiare un uomo.
A meno che non abbia il pannolino.

(cit. @Barbara-BlackCat)

da malmostosa a pipistrello

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Lemma malmostoso
Sillabazione/Fonetica [mal-mo-stó-so, sett. malmostóSo]
Etimologia Dal milan. malmostós, comp. di mal ‘male, malamente’ e mostós ‘ricco di mosto, sugoso’
Definizione agg. (region.) di cattivo umore, incline a continui lamenti; scontroso e noioso: tono malmostoso; gente malmostosa; bambino malmostoso || Anche come s. m. [f. -a]: andiamo, non fare la malmostosa!
§ malmostosamente avv.

Ho scoperto da poco questo termine malmostosa, e diciamo che mi piace e mi si addice abbastanza.

Scusate la latitanza, le polemiche gratuite o i messaggi criptici che ho inviato in questi ultimi giorni (trad.: scusate se sono più malmostosa del solito), ma ho capito che il problema principale del mio malessere di questi giorni è il caldo.

Sia in casa/studio che fuori ho dai 29,5° ai 32°C e la pressione tocca minimi storici.

Per questo, da oggi (anzi da domani) ricomincerò ad utilizzare il fuso orario australiano: dormirò di giorno (per superare il caldo) e lavorerò di notte [ pipistrello mode - ON - ].

Lo so che non ve ne importa un gran chè…. però se poi mi contattate e non vi rispondo non dite che non vi avevo avvertito :P

… e cmq chiedo scusa se con la mia malmostosità ho ferito o urtato qualcuno…

non fidarti mai…

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Non fidarti mai di un marito troppo lontano, ne’ di uno scapolo troppo vicino.

H. Rowland