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Archive for month: May, 2009

Mozzarella di bufala day

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Pochi minuti fa vengo contattata da un venditore porta a porta. Al citofono sento la voce di un ragazzo, estremamente educata e soave, che mi offre un catalogo e un omaggio “alimentare”.

Scendo, incuriosita dal tipo di promozione offerta (per la prima volta niente folletti, tecnocase o testimoni/benedizioni di varie religioni), e mi trovo davanti un ragazzo caruccio, solare, che promuoveva i prodotti di un’azienda agricola reatina e il suo servizio di consegna a domicilio.
Andava di casa in casa, per tutta la via, offrendo un catalogo e regalando una mozzarella di bufala… Aveva in braccio una cartellina con l’elenco delle vie, e delle persone contattate, un carrellino con gli omaggi e un gran sorriso.
In cambio chiedevano solo un numero di telefono per ricontattarmi e la promessa che se non fossi stata interessata all’offerta non sarei più stata “disturbata”.

Stupita gli ho chiesto quanto gli costasse questo tipo di promozione (stampa catalogo 112pagg. + copertina, cmyk su patinata lucida; trasporto mozzarelle; xxx prodotti per zona; personale addetto alla distribuzione), ma lui ha risposto che venivano ampiamente ripagari dai feedback che ricevevano ( = clienti acquisiti).

A parte il fatto che ho l’acquolina in bocca e non vedo l’ora di assaggiare la mozzarella (è pure ora di pranzo); sono rimasta colpita del fatto che un’azienda del genere puntasse in modo così diretto, capillare e “umano” sul territorio.
Un ritorno alle relazioni umane?
L’educazione e la gentilezza invece delle promozioni urlate, invadenti e ossessive?
La consapevolezza che il futuro è nella domiciliazione (la montagna che va da maometto)?

Non so… devo ancora analizzare bene il tutto…
Magari a stomaco pieno… (gnam!!!) :)

buoni propositi

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Si ricomincia, gente…

[ via Singloids ]

certe donne non le capisco…

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Certe donne non le capisco… o meglio, le apprezzo: perché fanno scelte forti, rivoluzionarie, perché si mettono in discussione, perché voglio uscire fuori dagli stereotipi… Ma non le capisco perché certe scelte le fanno troppo tardi.

Non puoi impiegarci 10 anni a maturare una decisione così importante per la tua vita. Perché così tanto tempo, se era la decisione migliore da prendere, e tu lo hai sempre saputo?

Per tentare ancora di rientrare nello stereotipo della mogliettina che sta zitta e buona e non lede l’immagine del marto in carriera? Perché non eri in grado di mantenerti da sola (come la generazione di donne che ci hanno preceduto, in un mondo dove era difficile per una donna inserirsi nel mondo del lavoro)?

Siamo sinceri… certe donne non prendono determinate decisioni perché gli fa comodo. Non per paura, ma per opportunismo, per ottenere qualcosa in cambio, perché il ruolo di “bambola” fa comodo.

E quando ascolto il loro sfogo da “povere vittime” mi viene una nausea: guardate che il carnefice in questo caso non è il maschio (e per la prima volta spezzo una lancia in suo favore), ma siete voi stesse, che accettate di essere considerate oggetti, chissà in nome di quale indeale.

Cercate di prendervi un po’ di responsabilità… perché oggi mi è difficile provare empatia e solidarietà con voi…

foto di Valentina Cinelli