Archive
Archive for month: May, 2007
max 35 anni
azz… da oggi sono fuori target.
e non solo nel mondo del lavoro, ma anche in quello dei “giovani artisti”…
mi devo rassegnare ad essere considerata ormai vecchia ed obsoleta?
recovering

to recover
Traduzione v.tr.
1 (form.) ricuperare; riacquistare; riguadagnare; riprendere; riavere
2 ritrovare, recuperare; riscoprire
3 (dir.) ottenere (risarcimenti ecc.)
4 (ant.) raggiungere, far ritorno a ? v.intr.1 ristabilirsi, rimettersi, guarire; riprendersi
[traduzione]
ho bisogno di sentirmi viva a ridosso del mio “ennesimo” compleanno: gli anni corrono e ogni anno tiro le somme di un periodo sempre più ampio della mia vita.
poi in questi ultimi mesi ho capito che se voglio un abbraccio o una mano sulla spalla, l’unica persona in grado di farlo sono io stessa, senza illudermi che qualcuno possa corrermi in soccorso nei momenti di difficoltà.
per questo ho deciso di volermi di nuovo bene, di riscoprirmi, coccolarmi, e corteggiarmi…
rivedo il mio corpo con gli occhi di un amante innamorato; ho più indulgenza sui difetti del mio carattere come una madre paziente; ma soprattutto mi voglio bene…
buon compleanno piccola.
cassette audio
Stanno per scomparire le cassette audio; provvedete per tempo
Prima o poi doveva succedere. Come già avvenuto per il videoregistratore, anche i registratori ad audiocassette, e le cassette stesse, stanno per uscire dal mercato. Ne parla la BBC, annunciando che la catena di elettronica di consumo inglese Currys ha dichiarato che cesserà di offrirle per la vendita. Un’altra catena analoga, Dixons, aveva già ritirato dal mercato i videoregistratori alla fine del 2004.
Le vendite delle audiocassette sono precipitate: Currys ha dichiarato 100.000 nastri venduti in tutto il 2006, contro 83 milioni nel 1989. Del resto, con i lettori e registratori MP3 che possono contenere l’equivalente di mille e più audiocassette, ormai non c’è più competizione.
Ma prima di congedarci da quest’oggetto che ha ridefinito la fruizione della musica nel corso di oltre quarant’anni (la prima cassetta è del 1963), ripercorriamo le tappe della sua evoluzione con l’aiuto della Wikipedia. E mi raccomando: riversate su altri supporti le vostre audiocassette prima che sia troppo tardi, sia perché sono scomparsi i lettori, sia perché i nastri invecchiano e si decompongono.
- 1963: la Philips introduce il formato Compact Cassette. In un raro momento di lungimiranza, la Philips decide di non chiedere royalty per l’uso del formato, per cui chiunque può fabbricare audiocassette. Questa decisione garantisce il successo del formato rispetto ai concorrenti.
- 1971: arriva l’alta fedeltà, con l’introduzione del sistema di riduzione del fruscio Dolby B e dei nastri al cromo (CrO2).
- negli anni precedenti all’ascesa dell’Ayatollah Khomeini, l’audiocassetta diventa il principale mezzo di diffusione clandestina dei suoi sermoni: è facile da duplicare, pratica e leggera, e i riproduttori portatili costano pochissimo.
- 1973: il Nakamichi 1000 è il primo registratore a cassette ad alta fedeltà.
- 1979: la Sony presenta il Walkman, lettore di audiocassette portatile con cuffietta. Diventa in un battibaleno lo status symbol di una generazione. Il Walkman Pro, WM-D6C, modello in grado di registrare in alta fedeltà, resta in produzione per vent’anni.
- 1979: la Tascam introduce il Portastudio, registratore da studio a quattro tracce basato su audiocassetta: una sola direzione di lettura, quattro tracce riregistrabili indipendentemente. Nasce un nuovo modo di creare musica professionalmente a costi accettabili dalla maggior parte delle band amatoriali.
- 1980: le case discografiche avviano campagne contro la pirateria su audiocassetta, accusata di “uccidere la musica”. Dove l’ho già sentita questa storia?
- primi anni Ottanta: il boom dei computer domestici, con nomi diventati mitici come Sinclair Spectrum e Commodore 64, si basa in gran parte sull’uso delle audiocassette come sistema di registrazione dei dati e dei programmi (anche il primo PC IBM aveva una porta per audiocassette). L’arrivo dei floppy e dei dischi rigidi nel mercato consumer, a metà degli anni Ottanta, pose fine a questo utilizzo.
- anni Novanta: inizia il declino. Arriva il CD, che pur non essendo registrabile spodesta l’audiocassetta come componente dell’hifi domestico. La cassetta resiste però nel mercato delle autoradio, perché i primi lettori CD avevano il problema di “saltare” al minimo scossone ed erano molto sensibili al calore e alla polvere. Ma ben presto anche questi problemi vengono risolti, ed è la fine.
Addio, dunque, cara audiocassetta. Quarant’anni di servizio sono un’eternità, rispetto per esempio ai DVD, introdotti nel 1997 e già in via di sostituzione con HD-DVD e Blu-Ray. E’ il nuovo che avanza, certo, ma si trascina addosso una selva di lucchetti di cui presto ci pentiremo.
sushi addio [nooooooooo]
GIAPPONE, SUSHI ADDIO
TOKYO – Nel paese del sushi e del sashimi l’alimentazione a base di carne sta per soppiantare per la prima volta le tradizionali preferenze giapponesi per il pesce. Secondo un libro bianco dell’Ente governativo per la pesca pubblicato oggi a Tokyo, nel 2005 il consumo procapite di carne é stato inferiore di solo un etto a quello di pesce (12,6 chili rispetto a 12,7).
Nell’ultimo quarantennio, osserva il documento, il consumo di pesce è diminuito di un quarto mentre quello di carne è più che raddoppiato. Il libro bianco attribuisce il fenomeno tanto a un mutamento nelle abitudini alimentari quanto all’aumento dei prezzi dei prodotti marini, specialmente per quello di gamma alta come il tonno, che sta diventando sempre più raro. In un sondaggio dell’ente il 56% del pubblico è risultato preferire la carne e solo l’11% il pesce: a penalizzare quest’ultimo non solo il prezzo, ma anche le maggiori difficoltà di preparazione.
[fonte ansa.it]
~~~~~~~~~
nooooooooooooooooooo!
e ora come faccio?
ormai io sono sushi-dipendente… :(
~~~~~~~~~
DSC_0002.jpg
Qualcuno sa di cosa sto parlando, solamente leggendo il titolo di questo post…
Ebbene si, ho fatto il grande salto*, e mi sono fatta il mio regalo di compleanno**.
Se sono contenta? Beh, direi di si… ho iniziato a giocarci un pochino (lavoro permettendo) ed ecco uno dei miei primi scatti…

… ma con tutti gli aerei che mi passano sopra la testa quotidianamento, proprio un aereo americano dovevo fotografare??? :/
* da pellicola a digitale
** ogni anno mi faccio un mega regalo da sola… tanto per non rimanere delusa da quello che riceverò ;)
artista e designer
Vuoi fare lartista? Trovati un altro lavoro. Unindagine della Fondazione Agnelli
pubblicato domenica 20 maggio 2007 su exibart.com
Lartista, in Italia, deve trovarsi unaltra attività per vivere. Larte, spesso, non dà pane. Questa sconcertante, ma assai realistica asserzione, è il frutto di una ricerca di due studiose condotta grazie a una borsa stanziata dalla Fondazione Agnelli e dalla UniCredit Private Banking, e ripresa dal quotidiano La Stampa. Oggetto, in particolare, larte, il suo mercato, il reddito che fornisce, realtà indagate grazie a 150 questionari e 250 incontri con artisti, galleristi, critici. «Intanto la maggior parte di essi proviene da famiglie benestanti e quasi due terzi hanno un secondo lavoro», rivela Giulia Bondi, che con Silvia Sitton ha condottolo studio. A vivere di sola arte, è solo uno su cinque. Il reddito medio dei giovani artisti – compresi aiuti famigliari, stipendi e borse di studio – sattesta attorno ai 13mila euro e diventa inferiore del 20% se si tratta di donne. La vita dellartista italiano è difficile specie se – come sostengono i ricercatori e come sottoscrive anche il fotografo Francesco Jodice – vive in certe città del Sud. E allora che fanno i giovani artisti italiani? Emigrano. «Olanda, Inghilterra, Germania, Usa rappresentano i miti – assicura la ricerca -. Ma il 66% degli intervistati rinuncerebbe volentieri a cercare il successo lontano da casa se potesse avere, qui, uguali opportunità».
—-
parafrasando il titolo di un noto libro di Bruno Munari, mi ritrovo nuovamente a chiedermi cosa voglio fare da grande…
sicuramente non diventerò ricca…. :/
trafiggere

photo, originally uploaded by bastet.
La bellezza ci può trafiggere come un dolore.
Thomas Mann
ho nuovamente una crisi d’identità?
boh, non so… però qualcosa c’ho in questi giorni…
e allora mi sono divertita a cercare di capire come sarei se fossi nuovamente un cartoon gicando con questi avatar per yahoo…
che ne dite, mi somiglio?
bah… mica tanto, non ho trovato un volto simile al mio nei template.
certo che ho anche i fianchetti più larghi… e magari sono anche meno alta…
ma perché cerco di essere coerente anche nel virtuale????
neanche qui riesco a “mentire” su me stessa, a reinventarmi, a vedermi con una veste nuova?
bah… ;)











Recent Comments