Acqua, farina, lievito. Ingredienti minimali, semplici, quasi da pensiero debole. Poi arriva il fuoco, e tutto cambia: dal quasi niente allassoluto della pizza. Certo, poi ognuno ci aggiunge del suo e si arriva agli stili come con larte. Classici da pomodoro/mozzarella/basilico, Impressionisti vegetariani, Astratti o forse solo Attratti dai quattro formaggi, Neo Razionalisti della bianca con rosmarino, Vetero e Post Avanguardisti al mango e caviale. E chi più ne ha più ne metta, perché la pizza è forse l¹unico alimento con vocazione al meretricio: tutto accetta, tutto metabolizza e tutti fa godere.
Sarà per questo che allEstrobar hanno pensato di associare unopera darte alla pizza, di rinominarla anche. E quando alle cose si dà un nome è come farle rinascere a nuova vita. Ma ce nera bisogno? E perché poi?
A queste domande un gruppo di grafici e designer ha voluto rispondere pagando la stessa moneta, interpretando cioè con immagini le immagini che interpretavano una pizza. Ognuno di loro ne ha prese in carico alcune, a ciascuna ha applicato una lente mentale e, come in una nuova fornace, lha sottoposta insieme allopera a cui è stata associata a una nuova cottura. Il risultato è una sequela di metalinguaggi strutturati in architetture stratificate, solo per arrivare al semplice e scarno giudizio del palato. Una questione di gusto, insomma, comè giusto che sia.
Ma, di nuovo, perché?
Perché è un gioco, perché è divertente, perché è futile, perché è interessante. E poi perché un inveterato cultore di Onan risponderebbe serafico: e perché no?
Acqua, farina, lievito. Ingredienti minimali, semplici, quasi da pensiero debole. Poi arriva il fuoco, e tutto cambia: dal quasi niente allassoluto della pizza. Certo, poi ognuno ci aggiunge del suo e si arriva agli stili come con larte. Classici da pomodoro/mozzarella/basilico, Impressionisti vegetariani, Astratti o forse solo Attratti dai quattro formaggi, Neo Razionalisti della bianca con rosmarino, Vetero e Post Avanguardisti al mango e caviale. E chi più ne ha più ne metta, perché la pizza è forse l¹unico alimento con vocazione al meretricio: tutto accetta, tutto metabolizza e tutti fa godere.
Sarà per questo che allEstrobar hanno pensato di associare unopera darte alla pizza, di rinominarla anche. E quando alle cose si dà un nome è come farle rinascere a nuova vita. Ma ce nera bisogno? E perché poi?
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Messaggero di oggi, nella sezione arte della cronaca di Roma sono uscite 25 righe..
More from authormmm sembra proprio una cosa da non perdere..
mi prenoto per l’acquisto di una delle opere :)
non sto scherzando, mi piacerebbe averne una copia davvero