sampietrini
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I san pietrini sono piramidi di pietra a base quadrata. Ai tempi dei romani erano le strade “più lussuose” perchè richiedeva molto più tempo rispetto alle strade tradizionali a causa del taglio particolare che la pietra richiedeva. Quindi anche una questione di prezzo sia per i braccianti (anche se veniva pagati poco) per i materiali (ovvero gli utelnsili per tagliare la pietra, e le pietra stesse, inizialmente quadrate).
Quindi dietro ogni san pietrino c’era un lungo lavoro, se poi di considera che nel centro di Roma centinaia di metri di strade sono fatte con i san pietrini pensa te che lavoro che hanno fatto ai tempi, e nonostante ciò, come le fanno adesso le ristrutturazioni di queste strade sono nettamente peggiori di quelle che facevano i romani, il che la dice molto lunga sugli ing. di adesso..








Ho sempre sospettato che il fare le strade sia una sapienza perduta, un po’ come la mummificazione o l’arte della costruzione delle meridiane :)
More from authorPensa che è un mestiere, anzi un’arte in via di estinzione.
Le nuove generazioni non sono più interessate a scoprire la pietra adatta per creare un semplice “mattone”, scoprirne le venature e il punto esatto dove tagliarla e creare la sua classica forma.
Anche i SanPietrini sono in via di estinzione, visto che sono sempre più comuni i “furti” per abbellire strade privare e giardini.
More from authorE per ricostruire il manto originare dell’Appia Antica, nel tratto da via Erode Attico, via del Casal Rotondo, fino al Raccordo sono stati presi i SanPietrini dalla Prenestina, dalla Casilina e dall’Appia Nuova, con un colorato risultato, visto che su molti di essi vi è ancora la striscia gommata bianca/blu/gialla della segnaletica orizzontale.
da “LA REPUBBLICA” del 14 febbraio 2002 – di CECILIA GENTILE
Vie di sampietrini o d’asfalto? Ora è polemica tra i Municipi
“Non facciamo lo stesso errore dei tram, che prima abbiamo eliminato dalla città, poi ci siamo accorti che erano necessari e li stiamo riattivando con costi enormi”.
More from authorMarco Noccioli, consigliere delegato alla Città storica, ha un’idea molto precisa sui sampietrini: sono una particolarità di Roma, bisogna lasciarli anche nelle strade aperte al traffico, non solo nelle aree pedonali, come invece propone l’Assessore ai Lavori pubblici Giancarlo D’Alessandro. “il vero problema è un altro – dice – la cattiva esecuzione dei lavori. Si è persa la manodopera. Per questo le strade appena restaurate cedono subito. Basta vedere il tratto rifatto recentemente in Via Nazionale: sta peggio di quello non toccato”. Eccoli i mali nella messa in opera secondo Noccioli: il capitolato d’appalto prescrive che tra un sampietrino e l’altro ci siano al massimo 5 millimetri di spessore. Non solo la disposizione non è rispettata, ma per colmare lo spazio tra un cubetto e l’altro, invece della sabbia gli operai fanno colare l’asfalto. Il delegato della città storica smonta le argomentazioni dei nemici del sampietrino”. “Le vibrazioni? Non è vero che l’asfalto è più assorbente. Isampietrini risultano più rigidi perché sotto non viene più sistemato lo strato di sabbia che deve fare da ammortizzatore”. Ancora, “Una ricerca della Sapienza prova che intorno a Roma è pieno di cave – racconta Noccioli – dunque bisogna creare e valorizzare nuove figure professionali che si rimettano al lavoro per produrre nuovi sampietrini”. Nel dibattito intervengono anche i presidenti dei municipi. Decisamente a favore del sampietrino è Sandro Medici, del Decimo: “Non è solo un problema tecnico. Qui si parla della memoria della città, di un elemento di arredo urbano che fa parte dell’immaginario collettivo. Piuttosto che toglierli io mi batterei per ripristinarli nel mio municipio, per esempio al Quadraro e al Quarto Miglio dove sono stati incautamente rimossi anni fa”. Giuseppe Lobefaro, presidente del primo municipio , vuole sollecitare una riflessione all’interno del consiglio che produca un atto di indirizzo. Nel frattempo, esprime la sua opinione, condivisa dal suo assessore ai lavori pubblici, Tonino Palermo: “Non trasformiamo Roma in una città qualsiasi, Via Nazionale lasciamola com’è. Ve la immaginate con l’asfalto, liscia come una palla da biliardo, mentre auto, moto e mezzi pubblici sfrecciano a tutta velocità?”. Possibilista Orlando Corsetti, del III Municipio, dove via Tiburtina e via di Porta Labicana hanno i sampietrini. “Il catrame non mi piace, ma per queste strade, che sono a intensa viabilità, darei la priorità alla sicurezza e metterei l’asfalto”.