Archive

Archive for month: December, 2004

Capodanno senza botti, un silenzio per condividere

Categories: sentoTags: , , Author: 76 views

In un mondo sempre più globale, quelo che è successo ci tocca da vicino.
E la festa non può trascorrere come se niente fosse

di MAURIZIO CROSETTI

Ci sono momenti in cui il silenzio è una necessità più che un dovere. Momenti in cui non si può chiudere il mondo dietro la porta di casa, lui là fuori, noi qui dentro a festeggiare. Perché questo non è un Capodanno come gli altri. Il mondo, fuori, ci è entrato in casa senza bussare: è così che fa, quando la gente muore. Il mondo sfonda la porta, ci mette davanti agli occhi le tremende fotografie dei giornali, le strazianti immagini della televisione. Non è possibile restare indifferenti a quel mondo che bussa e muore, magari con una bottiglia di spumante in mano e un petardo nell’altra.

Non si tratta di retorica, né di astratta carità mentale. La necessità del silenzio, come momento di riflessione sulla nostra storia e sul nostro destino di uomini – che in un attimo può trasformarsi nel destino di tutti e viceversa (il destino è capriccioso e non si cura dell’indifferenza) – riguarda chiunque abbia occhi e cuore.

E allora pensiamo che stavolta sia giusto non fare rumore, non festeggiare il nuovo anno con i botti e i fuochi: sarebbe come urlare in presenza di chi soffre. Condividere un dolore non vuol dire diventare tristi, ma rispettare quel dolore e chi lo sta vivendo.
Anche se si trova dall’altra parte del mondo: e poi, la tragedia del Sudest asiatico ci ha spiegato che il mondo è diventato proprio piccolo, e che lo si percorre in un attimo. Può accadere di essere turisti in vacanza esotica, e in un istante trasformarsi in vittime o testimoni di un cataclisma.

Dunque, il silenzio di Capodanno è anche un modo per riflettere su di noi, non solo per essere un po’ più vicini a “loro”, ai lontani, agli sventurati.
Una festa senza fuochi (che, tra parentesi, ogni anno mozzano mani e oscurano occhi, di bambini e ragazzi soprattutto) è un segno di profonda umanità, di semplice ma vissuta partecipazione. Aspettare il secondo che fa scoccare il nuovo anno, e pensare che chi sta male non è solo: proviamoci, stavolta. Sarà una maniera, anche, per augurarci di non essere soli quando potrebbe toccare a noi star male.

Si parla tanto di globalizzazione e di confini più vicini, in questa nostra inquieta modernità, e così viviamo nel mondo che aspetta il nuovo anno.

Proviamo a farlo nel silenzio e nel rispetto del dolore, così anche il nostro pensiero potrà essere un po’ più globale, se riuscirà a occuparsi dell’uomo.

Cioè gli altri, cioè noi.

Repubblica.it – Passaparola

Categories: sentoTags: , Author: 122 views

.. e anche questo Natale è passato.. la letterina a babbo natale è stata scritta come ogni anno, e come ogni anno disattesa..
Eppure non ho mai chiesto niente di eclatante, solo di essere felice e di riuscire a dare felicità.
Tanta gente è più felice di me e ne sono lieta; ho saputo che tanta gente è felice in seguito alle decisioni che ho preso.. questo mi rende ancora più lieta, anche se alla fine sono solo io quella che non sta bene.

Ora non resta altro che attendere l’inizio del 2005, con tanti buoni propositi, e con il sogno di raggiungere se non la felicità almeno un po’ di serenità..
Me la merito, spero.. o forse me la devo solo guadagnare..

i walk alone

Categories: guardo, nuoto, ricordo, sentoTags: , , , Author: 923 views

maldive 2003 - when i was happy

i walk alone, i walk alone althoug the coast is long
around me stretch the waters knowing and unknow
the swimmering sea, the wind’s wild song
where does love go when the life you loved is gone?
i walk alone, i walk alone

bliss – i walk alone

Plunge into the water!

Categories: nuoto, sentoTags: , , Author: 281 views

Be formless, shapeless like water. Now U put water into a cup, it becomes the cup. U put water into a bottle, it becomes the bottle. U put it into a teapot, it becomes the teapot. Now water can flow or it can crash! Be water my friend! ~ Bruce Lee

Someone said that dreaming the water, the sea, to swim, is a great dream.
Water is our subconscious, and when we’re afraid of the water we’re afraid to know ourself.
Plunge into the water! Don’t fear it! And as someone else said: “be water”!

That’s something I should do..

nell'occhio di escher

Categories: guardo, News & Stuff, segnaloTags: , , Author: 283 views

escher

LC-A | kodak elitechrome 100asa | x-pro

A 30 anni dalla morte di Escher, la mostra ripercorre le tappe del viaggio fantastico del pittore olandese, le cui intuizioni geometriche sono tutt’ora oggetto di studi e interrogativi. Sono esposte 100 opere che vanno a comporre un ideale percorso che segue il lavoro del grande grafico a partire dalle sue prime immagini fino a quelle più conosciute della piena maturità.

DOVE: Musei Capitolini, piazza del Campidoglio 1
QUANDO: ore 9-20
INFO: 0639967800

sampietrini

Categories: guardo, progettoTags: , , , Author: 249 views

sampietrini

LC-A | kodak elitechrome 100asa | x-pro

I san pietrini sono piramidi di pietra a base quadrata. Ai tempi dei romani erano le strade “più lussuose” perchè richiedeva molto più tempo rispetto alle strade tradizionali a causa del taglio particolare che la pietra richiedeva. Quindi anche una questione di prezzo sia per i braccianti (anche se veniva pagati poco) per i materiali (ovvero gli utelnsili per tagliare la pietra, e le pietra stesse, inizialmente quadrate).
Quindi dietro ogni san pietrino c’era un lungo lavoro, se poi di considera che nel centro di Roma centinaia di metri di strade sono fatte con i san pietrini pensa te che lavoro che hanno fatto ai tempi, e nonostante ciò, come le fanno adesso le ristrutturazioni di queste strade sono nettamente peggiori di quelle che facevano i romani, il che la dice molto lunga sugli ing. di adesso..